Roma, 24 febbraio 2026 – “Il 2 giugno del 1946 andarono a votare per la prima volta le donne. Una di queste era Gianna Pratesi”. Lo ha detto Carlo Conti presentando l’ospite d’onore della prima serata del Festival di Sanremo, Gianna Pratesi, signora di Chiavari di 105 anni, testimonial d’eccezione del referendum del 1946.
Il conduttore le chiede: “Come ha votato, per la Repubblica o per la monarchia?” La risposta è immediata: “Per la Repubblica. Tutti in famiglia l’abbiamo fatto, eravamo di sinistra. Finalmente le donne votavano”.

La signora Pratesi, accompagnata dai due figli Alessandro e Marco, porta in regalo a Conti un quadro (“Sono una pittrice sa?”), poi racconta le sue passioni: ama la musica e suona il pianoforte. “Mi piacciono le canzoni della Vanoni, Ventiquattromila baci e poi Mammamaria dei Ricchi e Poveri” e intona la canzone di Celentano.
“Il segreto per vivere a lungo? Non lo so” – risponde a uno stupito Conti. “Ho avuto una bella gioventù, avevamo una famiglia d’oro, poi il mangiare (non dovevo mangiare una cosa per forza se non mi piaceva, me la cambiavano)”. L’intervento di Gianna si conclude con un grande l’applauso della sala stampa, quando la donna racconta: “Leggo il giornale tutte le mattine. La gazzetta dello Sport, poi il Venerdì, e Il secolo XIX”.

L’omaggio a Gianna Pratesi si conclude però con un clamoroso errore nella grafica proprio nel momento dedicato agli 80 anni della Repubblica. Sul grande ledwall sullo sfondo del teatro, a corredo di una delle immagini dell’epoca, in bianco e nero, compare la scritta, relativa al risultato del voto, “Il 54 per cento alla Repupplica”, anziché Repubblica. Due ‘p’ di troppo ed è la prima gaffe grafica del Festival di Sanremo. L’immagine del refuso ha subito fatto il giro del web.