Alessio Pizzicannella: “La spiritualità è diventata merce, come tutto il resto”

Fotografo, sceneggiatore, autore. E da qualche mese anche romanziere con un libro che nasce da lontano, da una sceneggiatura selezionata al Sundance Film Festival. Alessio Pizzicannella, romano classe 1973, ha costruito la sua carriera tra Londra e Los Angeles, ritraendo per anni le più grandi icone della musica mondiale — dai Rolling Stones a U2, da Neil Young ai Radiohead — per testate come NME, Rolling Stone, The Guardian. Il suo curriculum susciterebbe invidia in chiunque abbia un minimo di passione per la musica.

E poi  ancora il cinema, i documentari, la letteratura. E ora “E lui sarà Levon” (Jasa Edizioni), romanzo corale ambientato a Los Angeles che affronta temi come fede, potere e disuguaglianza. Un libro che arriva anche in un momento particolare per Pizzicannella, che ha di recente collaborato alle iniziative dedicate a Franco Battiato, tra cui la mostra “Franco Battiato. Un’altra vita” allo spazio Extra Maxxi di Roma.

Alessio Pizzicanella “Siamo tutti merce in vendita”

Il romanzo nasce da una riflessione sulla mercificazione — non solo dello spettacolo, ma di tutto, persino di noi stessi come individui.

Insomma, c’è poco da stare allegri: “La mercificazione permea tutti i campi – dice Pizzicannella – ho tentato di descriverla come la vedo nel mondo dello spettacolo, della religione, ma anche in politica, televisione e, inevitabilmente, in ognuno di noi. Non nasce dal mondo dello spettacolo, anzi: se pensiamo in particolare agli Stati Uniti, e non solo, forse nasce proprio da quello religioso. Ma bisogna avere il coraggio di guardarsi indietro abbastanza, anche alla nostra stessa storia e alle nostre radici più intime. Hanno costruito San Pietro con le indulgenze. L’immagine è sempre stata centrale e fondamentale per vendere idee e ideali.”

Sulla scena Los Angeles

Los Angeles è il teatro di questa storia, ma non è una semplice ambientazione: “È una città di grande forza e suggestione, è schiacciata tra due forze. Da una parte l’oceano che la ferma e la chiude, dall’altra il deserto che la spinge verso l’estremo. Non può davvero espandersi, non può fuggire da sé stessa: può solo trasformarsi.”

Los Angeles è una città che ha estetizzato ed estremizzato tutto — lo spettacolo, la spiritualità, la politica, l’identità personale — e che nel romanzo diventa metafora del nostro tempo: “Non è semplicemente l’ambientazione: Los Angeles, come molte altre città è in tutto e per tutto un personaggio. Respira, cambia, osserva, giudica. E soprattutto amplifica le tensioni di chi la abita.”

Alessio Pizzicanella
Alessio Pizzicanella, autore e fotografo – Credits Ufficio Stampa (TVBlog.it)

E lui sarà Levon

La struttura del libro è corale, frammentata, volutamente imperfetta: “Non ho costruito un intreccio geometrico. Mi interessava che le storie dei personaggi si sfiorassero, si piegassero, si contaminassero, senza però incastrarsi alla perfezione. La vita non procede per incastri logici: procede per deviazioni, incontri mancati, ostinazioni, tentativi.”

I protagonisti lottano, ma non con la speranza come motore. A spingeri avanti c’è altro: “Quello che li muove è la volontà di non arrendersi, forse la consapevolezza di non poterlo fare. È un’ostinazione umana, quasi disperata.”

Il progetto nasce come sceneggiatura del lungometraggio “He Shall be Levon” (2017), selezionato al Sundance Film Festival e all’Austin Film Festival, un progetto molto ambizioso che trova oggi la sua forma definitiva nel romanzo. Tanti linguaggi a confronto e in qualche modo in simbiosi tra loro. Linguaggi che fanno parte del mondo di Alessio – la fotografia, il cinema, la letteratura. Il risultato è un libro che non dà risposte: “Nessun messaggio. Semmai dubbio. Mi piacerebbe che il lettore portasse con sé una sensazione. Qualcosa che non si chiude subito, che continua a muoversi dentro, in cerca di un suo spazio.”

“E lui sarà Levon” (Jasa Edizioni, 256 pagine, 18 euro) è disponibile in libreria e negli store digitali.