Riesce ad hackerare 7.000 aspirapolvere robot. “Potevo avere le piantine delle case e accedere a videocamera e microfono”

Roma, 26 febbraio 2026 – Fortunatamente è un programmatore francese onesto Sammy Azdoufal, 32 anni, visto che è riuscito ad hackerare ben 7.000 aspirapolvere robot connessi online. Azdoufal è riuscito ad avere accesso ai dati degli elettrodomestici con funzioni autonome, ottenendo le piantine complete delle case e i video che i robot riprendevano in azione, spiega France Press.

Sammy è un sviluppatore ed un ex specialista di cybersicurezza residente a Barcellona, e ogni tanto si diletta anche in casa con l’elettronica così, deciso a trovare un modo per controllare il proprio aspirapolvere robot con un joypad della PlayStation, ha fatto l’incredibile scoperta. In breve Sammy ha analizzato i segnali in uscita e in entrata tra l’applicazione mobile e il dispositivo robot, ha trovato una falla nel sistema che gli ha permesso di accedere ai dati di migliaia di aspirapolvere intelligenti Romo del prezzo di 1.200 euro, prodotti a Shenzhen dalla ditta cinese DJI, la stessa che produce droni e dispositivi high-tech.

 

Interpellato dall’agenzia AFP, il programmatore ha spiegato: “Esiste un’app collegata all’aspirapolvere, quindi ho cercato di capire cosa l’app inviasse al robot quando lo spostavo”. Quindi ha cercando di applicare un segnale acustico di batteria scarica al suo robot, scoprendo con una certa sorpresa che poteva visualizzare le informazioni trasmesse da altri dispositivi. “Puoi avere la pianta completa di tutte le stanze, puoi accedere alla videocamera, al microfono” e ottenere anche una localizzazione approssimativa di ciascun apparecchio, ha spiegato.

 

Essendo però un ex addetto alla sicurezza non ha perso tempo e ha informato l’azienda cinese del bug nel sistema dei DJI Romo in commercio. Ma non avendo ricevuto risposta si è rivolto a un sito specializzato, The Verge, per dimostrare quanto detto. Un giornalista gli ha fornito il numero di serie di un aspirapolvere DJI Romo testato proprio dalla redazione.

Il programmatore poteva vedere nelle case dove i robot operavano

Il risultato è stato che Sammy è riuscito ad ottenere la mappa dettagliata dell’abitazione del giornalista e anche a verificare quando il robot era in funzione. Può guardare ma non toccare: il programmatore però non può prenderne il controllo del robot e neanche ad accedere alla videocamera o al microfono in dotazione dell’aspirapolvere automa. Secondo il sito Sammy perché The Verge, anche se non ha risposto alla sua segnalazione, sarebbe già intervenuta per limitate le funzioni hackerabili. Il problema poi è stato risolto con due aggiornamenti software rilasciati a inizio febbraio, senza scomodare gli utenti ed evitando una cattiva pubblicità.