Roma, 2 marzo 2026 – Il Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica dell’Iran (i pasdaran), rivendicando una nuova ondata di missili contro Israele, hanno riferito di aver usato missili balistici Kheibar, noti anche come Khorramshahr-4. In una dichiarazione citata dalla televisione di Stato iraniana, i pasdaran hanno affermato che “tra gli obiettivi c’erano il complesso governativo del regime sionista a Tel Aviv e centri militari e di sicurezza di Haifa”.
I Kheibar, missili di quarta generazione, sono tra i pezzi pregiati dell’arsenale di Teheran: ipersonici a lungo raggio, hanno una gittata fino a 2.000 chilometri (Israele dista 1.000 chilometri) e una testata enorme da 1.500 kg. Possono raggiungere la velocità di Mach 8 nell’atmosfera (16 fuori da essa). La gittata copre obiettivi anche in Egitto e Arabia Saudita, ma anche membri della Nato come Romania, Bulgaria e Grecia, se lanciati dall’Iran occidentale.
Visto la portata del carico utile ha il potenziale per trasportare testate nucleari. Non è certo se possa trasportare più testate nucleari a causa delle sue dimensioni.
Utilizza un propellente liquido ipergolico, che permette di immagazzinare il combustibile nei serbatoi per anni, riducendo il tempo di preparazione al lancio a circa 12 minuti. Una innovazione chiave prevede il posizionamento del motore all’interno del serbatoio del carburante, riducendo la lunghezza complessiva a circa 13 metri e migliorando la stabilità strutturale.
Dispone inoltre di un sistema di navigazione nella fase intermedia che permette di correggere la rotta quando si trova fuori dall’atmosfera, rendendolo immune alla guerra elettronica che disturba i sistemi di guida terminale.
Il missile è stato presentato nel 2023 alla presenza del ministro della Difesa, Mohammad Reza Ashtiani, durante la cerimonia per il 41mo anniversario della liberazione della città sudoccidentale di Khorramshahr.