“Io non lascerò mai il Donbass e i 200mila ucraini che lo abitano”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, in un’intervista al Corriere della Sera, aggiungendo che “Putin ha perso la sua offensiva invernale. Ha attaccato le centrali elettriche nel pieno del gelo, voleva dividerci, ha cercato di mettere la popolazione civile contro l’esercito per costringerlo a smettere di combattere. Ma ha fallito”.
Sulla situazione delle forze russe, Zelensky ha precisato che la Russia sta “perdendo un mucchio di uomini, sino a 35 mila al mese. È un numero gigantesco. Adesso Putin sta per mobilitare 400 mila nuovi soldati, ma il suo esercito ha smesso di crescere, le perdite eguagliano le nuove reclute, sono immobilizzati, prossimi alla crisi. I negoziati seri inizieranno quando il suo esercito inizierà a rimpicciolirsi”.
Parlando delle capacità militari europee, il presidente ucraino ha osservato che “sono più veloci di prima, ma non ancora in grado di sostituire gli Stati Uniti” nel sostegno a Kiev. Sull’Ungheria, Zelensky ha affermato che “Orbán verrà battuto alle elezioni e allora potremo riprendere rapporti regolari” con il Paese. Riguardo alle prossime elezioni in Ucraina, ha aggiunto: “Vedrò cosa vorranno gli ucraini”.
Sui negoziati internazionali, il leader ha dichiarato che il prossimo trilaterale con gli americani potrebbe tenersi “il 5 o 6 marzo. Preferirei a Ginevra, o comunque in Europa, perché la guerra è nel nostro continente”. Infine, sull’attacco all’Iran, Zelensky lo ha definito una “buona decisione”, sottolineando che gli “iraniani producono un mucchio di armi per la Russia”. Tuttavia, ha avvertito che “potremmo trovarci in difficoltà nel reperire missili e armi per la difesa dei nostri cieli”, poiché “gli americani e i loro alleati in Medio Oriente potrebbero averne bisogno per difendersi”.
L’articolo Zelensky al Corriere: “Io non lascerò mai il Donbass e i 200mila ucraini che lo abitano” proviene da Blitz quotidiano.