Lo sorprendiamo mentre porta i nipotini dal dentista. Al Bano Carrisi pochi giorni fa era a Brindisi per inaugurare una bella mostra su Sarajevo, trent’anni dopo la fine della guerra civile della ex Jugoslavia.
Non è dato sapere se abbia seguito la finale di Sanremo. Ma è impossibile che non abbia sentito la battuta con la quale Nino Frassica lo ha tirato in ballo nella serata finale del Festival: “Nel decalogo del buon conduttore di Sanremo… essere vivo, avere la fedina penale pulita, avere tutte le credenziali per essere un vero direttore artistico, e, soprattutto, rifiutare assolutamente i Jalisse e Al Bano…”
Al Bano e la battuta di Nino Frassica
Le è piaciuta la battuta maestro? “Insomma, diciamo che era solo una battuta. Per altro a Conti quest’anno ho risparmiato anche la fatica di respingere una mia canzone”.
Non si era candidato? “No, non ho presentato nessuna canzone. Lo scorso anno invece ne avevo presentate ben tre. E devo essere sincero. Una era davvero una ottima canzone, e avrebbe meritato quel palco”.
E invece… “E invece è stata respinta e ancora oggi non me lo spiego perché ricordo bene quella che era stata la reazione di Conti quando l’aveva ascoltata”
Sanremo è sempre Sanremo?
Il mondo guarda a Sanremo come alla fiera campionaria della migliore musica italiana, è ancora così? “Questo lo chiedo io a lei. Lo chiedo a chi lo guarda e lo ascolta. Per me Sanremo era e resta il miglior contenitore possibile di canzoni e cantanti, nonostante i miei impegni siano tanti e costanti soprattutto all’estero se c’è un posto dove ho sempre pensato in grande questo è stato Sanremo”.
È di qui che deriva la sua delusione per la mancata ammissione dello scorso anno? “Da questo e dai modi che francamente mi aspettavo diversi. Siamo tutte persone di spettacolo che fanno questo mestiere da tanti anni. Volevo Sanremo almeno un’ultima volta per chiudere la mia storia con quel palco, ma non come ospite. In gara. Com’è giusto che sia…”
Un’ultima volta?
È un no definitivo al Festival? “Non lo so, ci devo ancora pensare, c’è tempo” dice senza commentare l’avvento dell’era De Martino che, con ogni probabilità dovrà essere affiancato da una personalità di spicco, un garante. Una posizione più morbida forse a quella in cui aveva detto tempo fa che a Sanremo non sarebbe più tornato.
Per altro per affiancare De Martino Ssono stati fatti i nomi di Elisa, Fiorella Mannoia. E di Al Bano… “Guarda – dice Carrisi in modo estremamente chiaro – io a Sanremo ho sempre pensato come a una gara e a una competizione. Perché comunque è l’unica cosa che dà un senso a un evento del genere. La competizione, nonostante tutto, ancora oggi mi darebbe adrenalina. Ma essere ospite, superospite, in un evento speciale o altro, non mi sarebbe niente di più rispetto a quello che potrei avere in un altro grande appuntamento”.
Al Bano e Sanremo
Al Bano Carrisi è uno dei più grandi protagonisti della storia del Festival di Sanremo. Con 15 partecipazioni in gara condivide il record assoluto con Milva, Peppino di Capri e Toto Cutugno. Un rapporto lungo mezzo secolo con l’Ariston, segnato da trionfi, rimpianti e da una stagione di successi commerciali forse irripetibile accanto a Romina Power.
Il debutto da solista arriva nel 1968 con La siepe, a pochi mesi dal grande successo estivo di Nel sole. Torna da solo nel 1971 e nel 1974, prima che la collaborazione con Romina Power cambi tutto.
Con Romina, Al Bano costruisce la pagina più gloriosa della sua storia sanremese. Il duo si presenta per la prima volta in coppia nel 1982 con Felicità, che arriva seconda. Nel 1984 arriva la vittoria con Ci sarà. Seguono il terzo posto con Nostalgia canaglia nel 1987 e lo stesso piazzamento con Cara terra mia nel 1989. L’ultima gara insieme è nel 1991 con Oggi sposi, ottavi. Cinque edizioni, un trionfo, tre podi e comunque sempre nella parte sinistra della classifica, in alto: una stagione che ha lasciato un segno indelebile nella memoria collettiva del Festival.

Dopo la fine del sodalizio artistico e sentimentale Al Bano torna da solo. Nel 1996 con È la mia vita, è la sua prima apparizione dopo la scomparsa di Ylenia. Prima della sua conferenza stampa i suoi collaboratori chiedono rispetto e nessuna domanda sulla vicenda personale della figlia. La sua canzone si piazza settima, 1500 voti sotto il podio di Giorgia, non lontana comunque nemmeno dal brano di Ron e Tosca – Vorrei incontrarti tra cent’anni – che vince. Sul ritornello della canzone (E va, è la mia età che se ne va…) quasi tutto il pubblico si alza in piedi in una standing ovation a metà canzone. Cosa rarissima persino a Sanremo. È uno dei momenti più straordinari nella storia del Festival.
Tornerà nel 1997 con Verso il sole, nel 1999 con Ancora in volo. Nel 2007 sfiora di nuovo il podio con Nel perdono, scritto tra gli altri da Renato Zero, e arriva secondo dietro a Cristicchi. Seguono le partecipazioni del 2009 con L’amore è sempre amore, del 2011 con Amanda è libera (terzo posto), e l’ultima in ordine di tempo nel 2017 con Di rose e di spine, eliminato in semifinale.
Nel 2015 e nel 2020 torna all’Ariston da ospite insieme a Romina, regalando ogni volta momenti di grande impatto emotivo.
Al Bano, il silenzio a Sanremo
Poi il silenzio forzato. Negli ultimi anni Al Bano è stato invitato a partecipare per due volte e per due volte è stato escluso all’ultimo momento. Un’amarezza espressa senza filtri: “Credo di aver contribuito alla storia del Festival e cancellare con un colpo di spugna decine di partecipazioni e successi mi pare una scelta incomprensibile”.
A Sanremo 2026 in gara non c’era. Ma come racconta la battuta di Frassica nella serata finale, il suo nome riecheggia all’Ariston anche quando lui non è presente.