Sanremo Top anima il palinsesto di Raiuno ancora per qualche settimana, allo scopo di capire come stanno andando i brani del Festival in classifica una volta conclusa la kermesse canora. La voglia di musica live, dunque, è ancora tanta con i telespettatori che chiedono di poter ascoltare performance dal vivo. L’illusione di poter essere a un concerto senza che sia soltanto una sequenza di esibizioni, per questo ritrovare i cantanti del Festival della Canzone Italiana potrebbe diventare un’ulteriore occasione di confronto lontano dalla competitività della gara.
Ora deciderà solo il mercato, restando in tema di business: Mediaset non poteva farsi trovare impreparata alla nuova proposta della Rai. Quindi serve, in breve tempo, un contenuto in grado di fare presa sul pubblico televisivo abbastanza da lasciarlo incollato sul piccolo schermo tra una canzone e l’altra.
Taratata su Canale 5: una scommessa vinta
La risposta immediata si chiama Taratata: un esperimento andato in scena prima che cominciasse il Festival di Sanremo. Paolo Bonolis, accompagnato da una schiera di cantanti particolarmente ambita (da Ligabue a Fiorella Mannoia, passando per Elisa Toffoli e i Negramaro), porta avanti due serate speciali fra buona musica e aneddoti.
Una situazione che nasce come un esperimento televisivo ma diventa certezza: gli ascolti premiano il format a tal punto che la prossima stagione avrà una nuova edizione di Taratata. Nel frattempo però l’idea, anche qui per capire se si può parlare davvero di sentiero da perseguire o qualcosa va cambiato in corsa, è quella di riproporre una sorta di Best Of delle puntate andate in onda come un anticipo Sanremese per tastare ancora il polso del pubblico.
Il confronto con la Rai
L’obiettivo è quello di battere la Rai sul suo stesso terreno. Se Sanremo Top potrà vantare delle esibizioni in diretta, Canale 5 compie una scelta diversa. Manda una sorta di rielaborazione delle puntate di Taratata andate in onda nelle scorse settimane; se il pubblico dimostra di esserci anche di fronte a una replica ben organizzata, allora la parola d’ordine per il futuro sarà investire.
Mettere su un programma ancora più accattivante, come ha promesso Paolo Bonolis in attesa della prossima stagione. Mediaset lo ha già fatto in altre occasioni. L’esempio più lampante è quello con This Is Me: la trasmissione condotta da Silvia Toffanin ha avuto una prima stagione di prova, su cui è stato investito parecchio, andata molto bene. La seconda, quella del 2025 (quasi inizio 2026), ha visto un implemento ulteriore di volti e spunti narrativi. Grandi ospiti e rivelazioni di ogni genere.
Musica e intrattenimento
Taratata – Tutto in una notte serve proprio a questo: tastare il polso per scaldare i motori in vista del prossimo anno. Tradotto ancora meglio: la trasmissione con Paolo Bonolis, se funzionerà anche in replica, dovrà dimostrarsi ancora più sfarzosa e dilagante di quanto non abbia già fatto nell’anno in corso.

Per intenderci: la stagione di lancio ha avuto Ligabue, Elisa e Fiorella Mannoia, passando per Annalisa e Gigi D’Alessio. La seconda stagione dovrà avere personalità ancora più importanti sul piano musicale. Mediaset ha bisogno di capire quanto interessa una trasmissione simile per decidere una cosa fondamentale: se e quanto conviene investire sull’ingaggio di professionisti internazionali.
La strategia di Pier Silvio Berlusconi
Infatti le mire di Pier Silvio Berlusconi sono chiare: gli artisti di punta italiani rappresentano soltanto un primo gradino. Il passo successivo sarà quello di mescolare grandi presenze musicali del nostro Paese a importanti star internazionali. Il ponte, in chiave di rapporti e legami musicali, è stato costruito. Il rapporto con Warner Bros Music, Sony e Caterina Caselli è ottimo. Questo primo step dovrà alimentare ulteriori connessioni e conoscenze.
Insomma Mediaset vuole dare lustro a quello che è stato, in termini televisivi, il Festivalbar con una dimensione più internazionale e ancora più grande rispetto a quanto proposto finora. In molti hanno ritenuto che Taratata fosse una semplice risposta e contro proposta a Sanremo. In realtà quello che rivedremo il prossimo 10 marzo 2026 in prima serata è un tentativo preparatorio prima di alzare ulteriormente l’asticella. La nuova sfida a Cologno Monzese si chiama intrattenimento musicale: binomio che a Bonolis riesce benissimo anche in nome dell’esperienza da Direttore Artistico di Sanremo che ha già avuto in passato.
Il ruolo del Direttore Artistico: Paolo Bonolis cambia pelle
Mediaset non cerca soltanto un presentatore: vuole qualcuno che sia in grado di fare da collante, mettere a proprio agio gli artisti. La formula tra canzoni dal vivo e dialoghi che strizzano l’occhio alle interviste senza essere pesanti piace al pubblico. Sia dalle parti di Bergamo, dove il programma è stato registrato, sia a casa. Infatti l’ex conduttore di Ciao Darwin riesce a mescolare ottimamente talk show e intrattenimento lasciando spazio, senza essere invadente, al potere della musica. Dinamismo, prontezza, simpatia e armonia. Queste le parole d’ordine che ruotano intorno a Taratata – Tutto in una notte.
Si torna sempre dove si è stati bene, ma Mediaset ripropone quel che è stato un grande classico del passato recente non per dormire sugli allori, bensì per comprendere quanto possa spingersi oltre. Una macchina organizzativa come quella di Taratata è accompagnata da oneri (prima ancora degli onori) piuttosto importanti e occorre prepararla tempo prima.
Un appuntamento fisso
Il concetto di studio tanto caro alla Rai c’è anche a Cologno Monzese, con la differenza che le major hanno bisogno di continuità durante l’anno. Paradossalmente Sanremo termina dopo febbraio-marzo, Taratata no. L’eventualità che il titolo possa diventare un appuntamento ciclico esiste, per questo anche le etichette discografiche guardano con interesse a quel che Mediaset sta mettendo assieme.
Uno studio del territorio televisivo fatto anche di prove tecniche di trasmissione che vengono portate avanti rilasciando qualche rewatch lungo la strada: quasi come a voler sottolineare “Taratata tornerà presto, ma nel frattempo godetevi quanto abbiamo fatto finora”. Memorandum per i telespettatori e i potenziali partner pubblicitari.
I principali competitor
Cologno Monzese c’è e il messaggio arriva anche dalle parti di Viale Mazzini: l’obiettivo non è battere Sanremo o le sue alternative, ma costruire un competitor solido ai titoli musicali più gettonati in Rai. Da The Voice a Canzonissima, il remake. Programmi opposti fra loro, ma tutti hanno al centro la musica. Al Biscione, secondo i diktat aziendali, deve suonare in maniera diversa.
Al centro di queste valutazioni c’è la figura di Paolo Bonolis, ma anche una realtà centrale come Friends&Partners che coniuga eventi dal vivo a produzioni multimediali. Tutti uniti verso un nuovo concetto di intrattenimento che passa per la musica e l’approfondimento. La stessa squadra, anche se resta il condizionale e non ci sono conferme, dovrebbe occuparsi anche di un altro programma Mediaset: Il Senso della Vita che – stando alle indiscrezioni di Bonolis – dovrebbe prendere il via a partire dal prossimo autunno.
La collaborazione con Friends&Partners
Taratata non è l’unico contenitore televisivo destinato a essere riproposto. Anche Il Senso della Vita ha avuto un passato glorioso su Mediaset, ora è tempo di rispolverarlo ma per farlo al meglio serve capire quale possa essere il sentiment dei telespettatori. Con Taratata sembrano aver risposto al meglio, il tempo risolverà gli altri interrogativi che albergano dalle parti di Cologno Monzese. Cambiare musica è la nuova parola d’ordine non appena gli ascolti sono schizzati alle stelle fra un acuto di Elisa e un gorgheggio di Giuliano Sangiorgi.
Il resto è strategia: visione d’insieme ed espedienti per aggiustare un palinsesto che non permette esitazioni. A prescindere da Sanremo, anzi il Festival è stata l’occasione giusta per comprendere le potenzialità di una contro programmazione all’altezza. Taratata rappresenta parte del nuovo viatico da percorrere con l’aiuto e la collaborazione di grandi artisti che vengono accompagnati da professionisti, autori e presentatori di uguale caratura. “Non ci sono più i Direttori Artistici di una volta”, ha scherzato Paolo Bonolis, ma squadra che vince non si cambia. Lo spartito del successo ha trovato nuovi margini da riempire sul pentagramma dell’offerta televisiva.