Fiorello e il karaoke, un legame indissolubile fatto di aneddoti e retroscena: dal codino come Steven Seagal alle giacche colorate per “dribblare” la differita

Fiorello, subito dopo la morte di Mike Bongiorno, per rendergli omaggio ha cominciato a salutare le platee dove si esibiva con i suoi spettacoli usando la frase: “Allegria!”. Claim che il compianto presentatore soleva ripetere all’inizio di ogni programma. Lo showman di Augusta l’ha ripreso per un periodo abbastanza lungo, anche a testimonianza dell’affetto che aveva e ha con la famiglia Bongiorno, ma il suo claim per antonomasia è uno: “Sono cintura nera di karaoke”.

Rosario Tindaro Fiorello lo ripete sempre, appena ha un momento a disposizione, è sufficiente una domanda o una simpatica insinuazione alle sue doti canore (non a caso nasce la rubrica radiofonica ‘Fiorello canta bene’) per ribadirlo. Il motivo di questo attestato onorifico è uno solo: il karaoke, come trasmissione televisiva, appartiene a lui. È proprio un suo marchio di fabbrica.

Fiorello, cintura nera di karaoke

Fiorello è nato così: il successo che ha oggi è partito con quell’evento mediatico che non era soltanto un programma, si è trasformato – con il favore del tempo e del pubblico – in un evento atteso. Oggi vogliono cercare di rifarlo in una formula rinnovata: il Super Karaoke con Michelle Hunziker è pronto ad approdare su Mediaset.

Fiorello durante il Karaoke su Italia Uno
Fiorello durante il Karaoke su Italia Uno (Instagram profilo ufficiale) – TvBlog

Lo showman siciliano ci ha scherzato su: “Chi tocca quel programma dopo di me muore artisticamente”, ha detto ridendo durante La Pennicanza. Scherzando, tuttavia, spesso si finisce con l’affermare un’amara verità. Chiedere a Pintus che, quando lo hanno chiamato per rifare il karaoke su Italia Uno, stava quasi per toccare il cielo con un dito (Fiorello è un suo idolo da sempre) invece ha finito per toccare il fondo. Quell’edizione, dal 29 marzo al 30 maggio 2015, fu un flop di ascolti particolarmente evidente. Questo perché il pubblico, nelle piazze e da casa, continua a ripetere: “Il karaoke è solo di Fiorello”. Da dove nasce questa convinzione?

Gli inizi di un successo

Precisamente dal 28 settembre 1992, quando la versione originale del programma inizia a essere trasmessa su Italia Uno nell’orario che oggi sarebbe appartenente all’access prime time. La svolta, per l’epoca, di quel format era riuscire a portare la musica nelle piazze con un conduttore che somigliasse molto più a una scheggia impazzita che a un presentatore istituzionale: Fiorello porta nelle diverse parti d’Italia la propria esperienza di animatore turistico nei villaggi vacanze riuscendo a far ballare e cantare tutti con il karaoke, infatti le parole delle canzoni più iconiche passavano sul grande schermo e la forza dello showman (allora un talento in erba) era quella di riuscire a prendere le persone tra il pubblico e coinvolgerle.

Il successo del format, poi, fece talmente scalpore che chiunque – celebrità e non – volle cimentarsi in questa attività. Tra le partecipanti, si ricorda – ancora oggi – una giovanissima Elisa Toffoli. Aneddoto che la cantautrice racconta sempre con piacere, ogni volta che si trova al cospetto di Fiorello.

La possibile chiusura del programma

L’inizio di quell’avventura televisiva, tuttavia, fu tutt’altro che brillante. Le prime puntate non andarono affatto bene sul piano degli ascolti, al punto che dopo la prima serie di messe in onda, tra cui un episodio ad Alba e un altro al Castello Sforzesco di Milano, Italia Uno decise di bloccare il programma e mandare le puntate di magazzino. Fiorello venne avvisato convinto che il karaoke dovesse rimanere una parentesi poco felice della propria vita professionale. Invece, mentre andavano le cosiddette puntate di archivio, ci fu la vera e propria escalation. Da 500.000 persone fino a oltre 3 milioni per poi arrivare a 8 milioni di utenti sintonizzati alle 20.00 su Italia Uno. Lo showman di Augusta non poteva crederci, venne richiamato a casa da Franchino Tuzio (compianto manager delle star tv) per essere informato della ripartenza del programma.

Questo particolare diede una forza, sia a Fiorello che agli autori del format, incredibile. Ci sono, infatti, una serie di retroscena legati al programma che ne fanno un vero e proprio must, per certi versi impossibile da replicare. Il primo retroscena riguarda il look di Fiorello: lo showman, giovanissimo all’epoca del programma, aveva i capelli lunghi e amava andare in giro come Lorenzo Lamas in Renegade. Le prime puntate del karaoke le girò con questa folta chioma tendente al riccio.

Il boom e la nascita del codino alla Steven Seagal

Tuzio, manager e mentore dello showman, gli consigliò di cambiare look: “Non puoi andare in onda con quelle verze, non vedi niente mentre presenti”. Il riferimento per essere alla moda, ma anche composto, fu Steven Seagal in Nico. L’attore stava spopolando in quegli anni, Fiorello prese a modello il codino proprio da quel contesto. Così nacque un altro tormentone che accompagna ancora oggi l’artista siciliano. Infatti, a distanza di tempo, si parla del ‘codino alla Fiorello’. In Italia era ancora una cosa inedita, esattamente come le giacche colorate che Fiorello metteva per registrare più puntate diverse in una sola giornata.

Fiorello ospite da Alessandro Cattelan su Rai2
Fiorello ospite da Alessandro Cattelan su Rai2 (Screenshot RaiPlay) – TvBlog

“Secondo te perchè io portavo le giacche colorate? – disse Fiorello ospite a Stasera C’è Cattelan su Raidueogni volta dicevo buonasera Alba con la giacca rossa, poi andavo dietro le quinte mi mettevo una giacca verde e dicevo buonasera Alba e magari in una sola volta registravo 3-4 puntate. Era tutto così”. I racconti legati a quel tipo di programma sono davvero tantissimi.

La confessione di Beppe Fiorello

Uno riguarda anche il fratello di Rosario Fiorello, Beppe. Il quale venne ‘arruolato’ da Italia Uno per sostituire il fratello alla guida del karaoke dopo anni di successo. La rete penso che metterlo al posto di Rosario, usando il nome d’arte Fiorellino, fosse una soluzione ideale per continuare a cavalcare l’onda di un format che sembrava intramontabile.

Niente di più lontano dalla realtà. Il primo flop dello show avvenne proprio con Beppe Fiorello al timone che, anni dopo, confessò: “Fino a qualche anno fa dicevo che non me ne ero pentito. Ora invece lo ammetto: mi sono pentito di aver seguito le orme di mio fratello Rosario alla guida del Karaoke. Solo perché fu Rosario a soffrire del fatto che poi da allora, per anni, io sono stato il fratello minore, denigrato”, era il 2012 e le pagine sono quelle di Diva e Donna, settimanale in cui Beppe Fiorello si è raccontato senza remore.

Karaoke, da successo a tabù

La fine del Karaoke ha segnato anche un’epoca. Dal 1995 in poi ci sono stati – negli anni – una serie di tentativi per riportarlo in auge con forme diverse di approccio. L’impronta di Fiorello, però, è sempre rimasta come un precedente pesante con cui fare i conti. Per questo Rosario Fiorello, quando parla di karaoke, si ritiene l’unico in grado di poterlo fare e portare avanti. Quella fu una vera e propria pagina di storia impossibile da replicare. Anche con tutta la volontà possibile, i fasti di quella trasmissione sono ancora negli occhi di tutti.

Il Karaoke non ha lanciato solo un programma: ha contribuito a regalare all’Italia un vero e proprio mattatore da palcoscenico. Lo show di Italia Uno rimane un caso particolare: ancora oggi è un abito su misura in grado di essere all’altezza soltanto per un profilo. Quel tipo di persona, però, oggi ha preso altre strade. Nulla è per sempre, anche in televisione. Ecco perché il karaoke, oggi, funziona solo nei villaggi vacanze. Altra dimensione che Rosario Fiorello conosce molto bene.