Morta Enrica Bonaccorti, la celebre conduttrice e volto noto del piccolo schermo aveva 76 anni. Nata a Savona ha sempre avuto una propensione particolare per comunicare con le persone. Un volto rassicurante che nel tempo e soprattutto in una certa televisione non ha fatto fatica ad imporsi per poi non lasciare più determinati ambienti. Oggi l’annuncio della dipartita dopo una malattia che l’aveva colpita nel passato recente. Tumore al pancreas.
Condizione che l’aveva spiazzata inizialmente, poi è arrivato l’annuncio sui social. Una forza ritrovata, la stessa che le ha permesso di andare in tv a raccontare quel che stava vivendo. I tentativi di mettere alle spalle una condizione che sembrava determinante. La chemio prima, alcune cure successivamente. Poi la consapevolezza.
Addio a Enrica Bonaccorti, mondo della tv in lutto
Un epilogo inevitabile secondo la donna che recentemente aveva dichiarato: “Mi sono come congelata, non ho provato paura né tristezza, ma un’assenza, come un lungo letargo a occhi aperti. La prima pulsione a scrivere è stata per scusarmi con tutte le persone con cui ero scomparsa“. Non è voluta più sparire dai radar, dunque, almeno per lasciare un ricordo consapevole nei cuori di tutte le persone che l’hanno amata e continuano a farlo.

Oggi resta la sua compostezza e quella capacità di esorcizzare ogni momento, persino nelle difficoltà più profonde. Recentemente, in alcuni format, aveva raccontato la sua situazione non solo dal punto di vista sanitario. In che modo stava affrontando questo percorso arrivato a un punto molto particolare. Le “speranze” di farcela – citando le sue stesse parole in una delle ultime interviste rilasciate – erano poche ma lei non ha mai smesso di credere in un lieto fine. Quella speranza che, anche secondo amici e colleghi, resta un esempio da seguire.
La carriera tra cinema e televisione
Numerosi infatti sono i messaggi di cordoglio da parte di chi le ha voluto bene e di chi l’ha conosciuta anche soltanto professionalmente. La sua carriera era iniziata come interprete di cinema e teatro negli anni Settanta, poi è arrivata la televisione. Bonaccorti, nello specifico, si è distinta in Italia Sera, Pronto Chi Gioca? e Non è La Rai.
Il percorso con Mino Damato e Piero Badaloni la lancia al grande pubblico nel biennio che va dal 1983 al 1985. La stessa interprete savonese ha descritto in maniera precisa e puntuale gli anni trascorsi a Italia Sera: “È una trasmissione giornalistica di cui sono orgogliosa più di ogni altra e a cui ho dato il titolo. Credo che alla base del mio successo di quegli anni, esploso con il mezzogiorno su Rai 1, ci sia stata una conduzione che sapeva di sincerità”.
Pronto chi gioca? e l’ombra di Raffaella Carrà
Autenticità che ritroviamo anche altrove, precisamente in Pronto Chi Gioca? dove arriva addirittura a sostituire un’icona del calibro di Raffaella Carrà all’interno di un contesto televisivo che registrava 4,5 milioni di spettatori ogni giorno. Numeri da fantascienza rapportati alle percentuali odierne. Tempi in cui la televisione era davvero il centro del racconto mediatico del Paese. Quel programma, nella fattispecie, era una sorta di “intoccabile”.
Nessuno voleva ereditarlo. In primis perchè Raffaella Carrà era (e resta) un nome pesante con cui fare i conti, in secundis perchè c’era il noto gioco dei fagioli. Marchio di fabbrica che solo la Pelloni, almeno secondo gli analisti televisivi dell’epoca, sapeva valorizzare. Si fecero dei casting, da Vianello e Mondaini fino a Ugo Tognazzi e Virna Lisi. La produzione Rai andò a disturbare persino un ‘mostro sacro’ come Claudia Cardinale.
No secco da parte di tutti, Enrica Bonaccorti invece disse sì. La conduttrice savonese non ebbe paura di misurarsi con un’icona come la Carrà. Raccolse il testimone con garbo e professionalità. Solo una nota stonata, per l’epoca: ha annunciato di essere incinta in diretta televisiva. Gli esperti accusarono Enrica Bonaccorti di strumentalizzazione, precisamente uso privato del mezzo pubblico. A conti fatti era stata lungimirante anche in questo caso, oggi una prassi simile non solo non dà scandalo ma è diventata spunto di conversazione nei talk show.
Non è La Rai e il Cruciverbone
Il 1991 poi è l’anno di Non è La Rai, contesto in cui Enrica Bonaccorti si distinse ulteriormente: era riuscita a familiarizzare con il pubblico a casa attraverso giochi ed espedienti che divennero di culto. Il famoso Cruciverbone è utilizzato ancora oggi, non solo a Mediaset, e viene riproposto in diverse forme. La più nota, oltre a quella con la conduttrice di Savona al centro del gioco, è stata quella con Massimo Lopez vestito da canguro ai tempi della trasmissione Buona Domenica. Costanzo si è inventato la figura del Cangurotto, con il performer nei panni del simpatico animale, per risolvere gli enigmi. Negli anni Duemila, poi, Enrica Bonaccorti partecipa proprio alla trasmissione di Mediaset come esperta di animali e racconta le prerogative degli amici a 4 zampe.
Tornando, però, a Non è La Rai: nel 1991 il Cruciverbone fu oggetto di un siparietto diventato iconico. Una telespettatrice diede la risposta esatta, “Eternit, prima che la conduttrice potesse fare la domanda. Una truffa in piena regola che Bonaccorti ha smascherato immediatamente: “Mi ferì molto – ha raccontato – la mia reazione in quel contesto fu forse eccessiva ma ancora oggi non la rimpiango. Non potevo passarci sopra”. Una simile uscita, però, distinta anche dall’espressione: “Fermate la musica, datemi una mitragliatrice” viene pagata in termini professionali.
Radio, libri e canzoni
La donna, da protagonista della trasmissione, diventa con il tempo comprimaria. Una sorta di opinionista. Non occupa più il centro della scena. La radio e i libri (5 lavori editoriali) diventano un’alternativa possibile per un bacino di talenti sempre più ampio. Addirittura Enrica Bonaccorti vanta la scrittura di due testi per altrettanti brani musicali: “La lontananza” e “Amara terra mia”. Successi particolarmente noti di Domenico Modugno.
Non è l’unico cantautore con cui ha avuto a che fare, nella sua vita e nel suo cuore c’è anche Renato Zero. Tra i due è nata anche una relazione sentimentale sbocciata negli anni settanta, diventata poi con il tempo un amore sincero fatto di confidenze e amicizia. Zero ha detto di lei: “Mi ha fatto esordire, il nostro amore non è finito”.
Infatti una delle ultime apparizioni pubbliche della conduttrice è stata proprio in occasione di un concerto di Renato Zero con l’artista che, avendola vista in platea, è sceso in mezzo al pubblico per salutarla e abbracciarla. Momento che è stato ripreso da testate online e cartacee grazie alle riprese con gli smartphone che hanno consegnato alla storia un altro particolare momento.
La copertina di Playboy
Restando in tema di ribalta pubblica, la nota presentatrice si distinse anche per un altro tipo di abbraccio. Quello ideale che sapevano fare i lettori di Playboy. La nota rivista ha avuto anche l’onere e l’onore di avere la conduttrice savonese protagonista per una copertina dall’alto tasso di interesse e appeal.
Enrica Bonaccorti si mostrò “senza filtri”. Uno scatto piuttosto emancipato per i canoni dell’epoca, ma lei ha rivendicato quella scelta con orgoglio: “L’ho fatto come hanno scelto di farlo tante mie colleghe, quei soldi mi servivano – ha sottolineato – visto che avevo una bambina piccola e nessun aiuto da un marito scomparso”. Il riferimento è allo sceneggiatore Daniele Pettinari con cui ha avuto una figlia, Verdiana. Poi la stoccata: “Erano più foto artistiche che erotiche. Se oggi fate un giro in spiaggia, notate che sono molto più nude”.
L’esempio di Berti, Zanicchi e Carrà
Oltre a Enrica Bonaccorti, anche personalità del calibro di Orietta Berti, Iva Zanicchi e Raffaella Carrà si fecero immortalare dalla nota rivista. Arrivare a occupare una copertina del genere era quasi un attestato onorifico. Bonaccorti, poi, ne ha ricevuti tanti altri per la propria capacità di conduzione e un metodo di lavoro senza tempo.
Oggi la televisione piange una rappresentante precisa, puntuale e autentica. Un’empatia che ha mostrato anche nel momento più complicato della sua esistenza. Quello in cui si è costretti a tirare le somme e a fare il conto fra rimpianti e rimorsi, per sua stessa ammissione ha cercato di essere in pari con qualsiasi cosa. Rimanendo pur sempre una donna libera.