Guerriglia sul referendum, altri veleni e insulti prima del voto. E Valditara richiama le scuole

Roma, 16 marzo 2026 – Se la politica è la prosecuzione della guerra con altri mezzi, questa campagna referendaria ha ormai sdoganato le armi non convenzionali. Il confronto procede come da copione, ma a colpi di machete. Tra frecciate avvelenate, polemiche pretestuose e cadute di stile, il quadro è chiaro: quando non è guerra aperta, è guerriglia senza quartiere. Il caso del giorno è servito su un piatto d’argento dal deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli, che ha pubblicato sui social un fotomontaggio della premier nei panni di una paziente psichiatrica, mentre un medico le domanda: “E dimmi Giorgia, questi magistrati che liberano spacciatori e pedofili sono qui in questa stanza con noi?”.

Immediata l’alzata di scudi di Fratelli d’Italia: Paolo Trancassini stigmatizza “un modo irresponsabile di fare opposizione”, Ester Mieli pretende le scuse formali e Augusta Montaruli intima di “ritirare il post”. Borrelli, però, non molla: “Figuriamoci se lo tolgo! È solo un meme su una dichiarazione della premier, e non sono nemmeno l’unico ad averlo condiviso”. Taglia corto: “Mi sembra una spasmodica ricerca della polemica. Io e la Meloni ci conosciamo da tempo immemore, da quando lei rappresentava i giovani di destra e io i Verdi. Non c’è nulla di personale”. Una vignetta forse sgradevole, ma pur sempre satira che non meriterebbe tanto scandalo.

Eppure, indignazione chiama indignazione. Sul fronte opposto, è l’Anm a levare altissimi lamenti contro un’immagine utilizzata dalla Camera Penale di Cosenza per la campagna del Sì: un’illustrazione in cui il Guardasigilli Nordio taglia in due un magistrato con un’ascia. “L’utilizzo di un linguaggio così violento inquina il dibattito referendario e rischia di avvelenare a lungo i rapporti tra le istituzioni”, tuona Antonio Diella, presidente esecutivo del Comitato “Giusto Dire No”. In questo clima, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara cerca di assumere una postura istituzionale e invoca la par condicio. Ha dato mandato agli Uffici scolastici regionali di effettuare i “dovuti riscontri” in caso di segnalazioni sul mancato rispetto dell’uguaglianza di trattamento durante gli incontri nelle scuole, in vista del voto del 22 e 23 marzo.

Un’iniziativa subito impallinata dagli studenti della Rete della Conoscenza, che denunciano l’ipocrisia della mossa: “Da giorni sui profili social del ministro compaiono reel e interviste in cui perora apertamente le ragioni del Sì”. C’è da augurarsi che questa misura draconiana sia perlomeno limitata all’ultimo anno delle superiori.

Di certo c’è che la cronaca nera continua a fornire munizioni a entrambi gli schieramenti. L’uso strumentale è evidente, tuttavia a sei giorni dall’apertura dei seggi vale tutto. Se Meloni agita lo spauracchio dei magistrati pronti a liberare pedofili e stupratori, il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, prende il caso della donna freddata dall’Ice a Minneapolis per dimostrare che la separazione delle carriere negli Stati Uniti “produce un ministro che dice: ’nessuna imputazione, chi ha ucciso non deve essere processato’”.

Nella battaglia domenicale a bassa intensità, tiene banco anche la vicenda dei cartelloni bruciati sabato durante la manifestazione per il No. Un gesto condannato da tutti i leader dell’opposizione (i cui autori sono già stati identificati dalla Digos), che offre al vicepremier forzista, Antonio Tajani, l’occasione di insistere: “I cattivi maestri stanno alzando i toni”. Niente paura: le vere ostilità, quelle che fanno rumore, riprenderanno oggi stesso con la discesa in campo di Giorgia Meloni. La premier (che intanto si gode le divisioni nel Pd, rilanciando il video pro-Sì del costituzionalista dem Stefano Ceccanti, applaudito solo da Azione) sarà ospite a Retequattro. Inevitabilmente dovrà parlare di politica estera, di aerei abbattuti e delle tensioni sullo Stretto di Hormuz: un’escalation globale che, se dovesse impennarsi, avrebbe ovvie ricadute anche nelle nostre urne. Uno spazietto per il referendum, in ogni caso, lo troverà di sicuro.