Tredici anni di palco sulle spalle, migliaia di spettatori conquistati quasi esclusivamente col passaparola, prezzi calmierati per principio e un titolo che già da solo avvisa il pubblico su cosa aspettarsi: L’Odissea — Una Vera Troyata.
Thomas Centaro, autore, regista e performer romano con un percorso che attraversa palcoscenico, doppiaggio, radio e televisione, riporta in scena tredici anni dopo il debutto il suo musical parodia all’EcoTeatro di Milano il 27 e 28 marzo alle 20.30. Uno spettacolo che prende il poema omerico, lo smonta pezzo per pezzo e lo rimonta con hit italiane e internazionali riadattate, anacronismi esilaranti e personaggi che mescolano la solennità del classico con la cultura pop.
L’Odissea, una vera Troyata: il titolo come dichiarazione d’intenti
Partendo dalle basi, Thomas Centaro è uno che viene dal teatro di prosa se non addirittura drammatico. Ha cominciato con l’Elettra di Eschilo, a soli diciannove anni e poi, una evoluzione dopo l’altra ha proposto con successo il musical parodia. Dunque, partendo dall’inizio com’è che già tredici anni fa avevi deciso di portare in scena una parodia dell’Odissea. E com’è che torna d’attualità oggi? “Ragiono sempre così per qualunque titolo vada a trattare, che sia una parodia o quando facemmo prosa o drammi: la storia va conosciuta. Punto. Quello è il punto di partenza.”
L’Odissea, spiega, non è solo un’avventura: “È un grandissimo fantasy. I personaggi sono degli archetipi che, visti oggi, possono essere ancora molto contemporanei. Ho lavorato proprio su questa corda e ho reso quelli che erano personaggi ancestrali quasi gente comune. È un esercizio che ho fatto anche per la Bibbia, e ha funzionato.”
Sul sito dello spettacolo, sotto al titolo, Centaro ha aggiunto una postilla: “L’Odissea — una vera troyata”. Una scelta precisa: “A volte viene venduto uno spettacolo come se fosse la cosa più geniale del mondo e poi all’intervallo cerchi una scusa per scappare. In questo caso invece è dichiarato, conclamato e risaputo: non c’è trucco e non c’è inganno. Si ride a teatro perché vuoi ridere e cerchi qualcosa semplicemente che ti faccia passare un paio d’ore di buon umore, consapevolmente.”
Il teatro come Netflix: la strategia dei prezzi calmierati
Dopo il covid, il pubblico teatrale non è tornato come ci si aspettava. Centaro ha una teoria precisa su questo: “Guarda, nel mio caso è proprio una vocazione. Volevo fare teatro indipendentemente da tutto e da tutti. Poi in realtà sappiamo anche che i tempi, verrebbe da dire grazie ma anche nonostante i social, sono cambiati soprattutto riguardo agli acquisti. Se la gente sta sul divano a guardare Netflix, allora faccio in modo che il teatro diventi un po’ Netflix. Esattamente quello che il pubblico trova. È per questo che vado avanti: perché poi la gente, una volta seduta lì, torna volentieri sempre. E questa per me è una grandissima vittoria.”
I prezzi accessibili sono parte integrante di questa filosofia. Tanti spettatori, racconta, non avevano mai messo piede in una sala prima di L’Odissea: “Grazie ai prezzi accessibili, la mia parodia è riuscita ad avvicinare al teatro centinaia di spettatori che non avevano mai messo piede in una sala. Il teatro è di tutti, perché lo svago non può e non deve essere un lusso.”
Alcuni di questi neofiti sono diventati habitué che conoscono le battute a memoria e cantano le canzoni a squarciagola. Molti comprano gadget, merchandising… Il teatro si sostiene anche così.

La parodia in Italia: “Sembra quasi di bestemmiare”
In Italia, nonostante una tradizione ricchissima, non solo dialettale ma anche di compagnie storiche e di grande importanza, la parodia teatrale non gode di grande rispetto. Centaro lo sa bene: “Parlando di parodia nel teatro italiano sembra quasi di bestemmiare. Qua in Italia non vengono accolte con lo stesso entusiasmo che magari altri titoli — un po’ più banalotti, se vogliamo — possono invece avere. Sai, un po’ più blockbuster, inteso in questo senso.”
Eppure, precisa, le sue parodie non sono prodotti leggeri: “Le mie vanno proprio al centro dei personaggi così come sono stati scritti. Poi Omero va interpretato, naturalmente. Ma i personaggi dell’Odissea sono archetipi potenti. Persino Christopher Nolan forse non ha capito bene quanto possono essere ancora contemporanei.”
Il punto, insiste, è che far ridere non significa svuotare: “Farsi ascoltare dal maggior numero di persone anche con una parodia significa fare cultura. Quando concepisco le mie opere studio a fondo e scrivo in maniera semplice, curando l’aderenza alla fonte originale, perché desidero essere a prova di docenti universitari. Tuttavia non voglio escludere nessuno.”
Il cast: attori veri che sanno ancora ridere di sé
Uno degli elementi distintivi del progetto è il cast, che non proviene dalle accademie di musical ma dal teatro di prosa. Una scelta che secondo Centaro fa tutta la differenza.
“Noi non nasciamo in un’accademia di musical come performer: noi nasciamo attori di prosa e attori drammatici. Lo spettacolo primo che abbiamo fatto io e Penelope insieme, per esempio, è stata l’Elettra di Eschilo — ventisei anni fa, io avevo diciannove anni.”
Da lì il percorso ha attraversato il fantasy, il musical, la prosa drammatica, il doppiaggio. “Avendo attraversato tantissime forme, siamo arrivati al musical e ho detto: ragazzi, bisogna fare un esercizio inverso. Tutto quello che abbiamo imparato teniamocelo in tasca, dimentichiamocelo e andiamo oltre. E ha funzionato.”
Il segreto, però, è uno solo: “Il nostro bello — e te lo dico perché siamo proprio così di carattere — è che non siamo gente che va in giro a quattro metri da terra. Siamo molto concreti, molto umili, e siamo i primi ancora a ridere alle prove dopo tredici anni. Questo ci aiuta a trasmettere questo stesso stato d0animo al pubblico: quando ci vede sul filo della risata, non si trattiene mai e si lascia molto andare. Questo è forse il nostro ingrediente segreto.”

Milano, 27 e 28 marzo: un antidoto alla paura
L’Odissea — Una Vera Troyata va in scena all’EcoTeatro di Milano, in via Fezzan, il 27 e 28 marzo alle 20.30. Biglietti e informazioni su www.thomascentaro.com/odissea. In un momento in cui la comunicazione sembra costruita sulla paura e sulla tensione, Centaro rivendica il diritto allo svago come scelta culturale consapevole.
“Senza andare contro nessuno e senza bypassare quelli che sono i problemi del mondo, è anche vero che un po’ di svago ogni tanto ci sta. Non so se tu la accendi la tv, ma è un’ecatombe: anche la comunicazione marca spesso la mano sulla paura, sulla tensione. Io faccio un esercizio contrario e distendo. Un sorriso è gratis. Senza andar contro nessuno e nel pieno rispetto di quello che ci circonda: non bisogna mai dimenticarsi che esiste ancora una vita là fuori, fuori dai social e fuori dalla tv.”