Quando lo scorso anno a Brescia è stato insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica, non ha rinunciato al suo look e al vezzo di un lungo pendente. Giacomo Maiolini è un vero imperatore della musica internazionale.
A dirlo sono i numeri: 120 milioni di dischi venduti, oltre 7 miliardi di stream, più di 400 certificazioni ufficiali tra cui 15 dischi di diamante, 292 di platino e 93 d’oro. Cinque Grammy Awards, premi ASCAP, BMI, BET e MTV. E soprattutto un primato che nessun altro discografico italiano può vantare: quattro volte al numero uno della classifica di vendita britannica.
Giacomo Maiolini, il re della dance
Per festeggiare i suoi 40 anni nell’ambito della produzione musicale esce oggi “Mai avuto tempo” (SEM/Feltrinelli), il memoir di Giacomo Maiolini, fondatore e amministratore delegato di Time Records. Non si tratta di un libro di celebrazioni e autoreferenzialità.
È il bilancio di una carriera costruita a partire dalla provincia bresciana, in un’epoca in cui la dance italiana non era ancora quel fenomeno globale che sarebbe diventata. Un fenomeno che lui ha contribuito a portare fino ai vertici delle classifiche mondiali a colpi di intuizioni, ossessioni e un metodo rigoroso che non ha mai smesso di aggiornarsi.
Da Brescia al mondo: la storia di Time Records
Maiolini fonda Time Records nel 1984, a ventuno anni. L’etichetta nasce in Franciacorta e cresce attraversando tutte le stagioni della musica dance: l’italo disco, l’Eurobeat, la house, l’eurodance, lo streaming. È stato lui uno dei protagonisti della diffusione dell’Eurobeat in Giappone, dove il genere è diventato un fenomeno culturale che ancora oggi conta milioni di appassionati. Nel 2023 Time ha piazzato in classifica “My Addiction” di Alex Guesta, nel 2024 “Emergency 911” di Prezioso feat. Marvin, nel 2025 “I Don’t Know” di Erika.
L’etichetta è ancora quanto mai operativa, competitiva e internazionale anche se l’industria è completamente cambiata: “È cambiato il modo di consumare la musica – dice Maiolini – in pochi anni siamo passati dai mix in vinile, ai cd, ai file, allo streaming. Io mi sono limitato a dare spazio a quello che mi piaceva e che mi convinceva fin dall’inizio. Al limite a dare qualche buon consiglio per ottenere il miglior prodotto possibile. L’intuizione conta molto in questo campo, ma anche la determinazione, la cura, direi quasi l’ossessione…”
Nel libro Maiolini ricostruisce questi quarant’anni con un tono asciutto e disincantato, attento più alle dinamiche del lavoro che all’autopromozione. Scorrono episodi, contratti saltati all’ultimo, amicizie che diventano alleanze e altre che si consumano. E scorrono i nomi: Bob Sinclar, Gigi D’Agostino, Roger Waters, Laura Pausini, i Pooh, Enrico Ruggeri. Collaboratori, artisti rappresentati, storie incrociate in quarant’anni di industria musicale.

Il prezzo dell’ossessione
Il titolo del libro non è un vezzo: “Ho sempre corso, non sono mai stato fermo – racconta Maiolini – sentivo che non c’era tempo da perdere e che se mi fossi fermato avrei perso delle ottime occasioni che poi avrei rimpianto.”
Ma il libro affronta anche quello che succede quando ci si ferma per forza. A un certo punto della sua carriera, dopo aver raggiunto i vertici del settore, Maiolini ha attraversato un periodo di buio totale: “È stato in un certo qual modo un colpo di scena che non mi sarei mai aspettato. All’improvviso la musica non mi piaceva più, non provavo più stimoli per quel mondo che avevo tanto amato. È stato un buio totale coinciso con una depressione profonda e acuta e che è durato per diverso tempo. Poi, fortunatamente, sono tornato.”
È uno dei passaggi più inattesi del memoir: la vulnerabilità di un uomo di successo che ammette di essersi perso proprio quando aveva vinto tutto.
L’intelligenza artificiale e la prossima estate
Il libro guarda anche avanti. Maiolini usa già l’intelligenza artificiale per le demo che Time Records fa girare nel mondo, ma mette in guardia dal rischio dell’omologazione: quando tutto suona uguale, non vale più la pena ascoltare nulla. Sul futuro della musica è netto: “I trend si aggiornano, cambiano, bisogna in parte seguirli ma in qualche misura anche contrastarli mentre li cavalchi. L’idea di fare musica al mattino e di ballare con il cappuccino invece che con il Negroni? Ottima… mi piacerebbe si tornasse di nuovo a fare musica dalle 22 alle 2. E poi andarmene a dormire”.
“Mai avuto tempo” di Giacomo Maiolini è disponibile da oggi in libreria e sulle principali piattaforme digitali, edito da SEM nella collana Classic/Feltrinelli.