Guerra Iran, anche le imprese edili napoletane in difficoltà: scatta l’allarme prezzi

È allarme rosso per l’impennata dei prezzi dovuta al conflitto in Iran. E fra i settori più colpiti c’è la filiera delle costruzioni che già qualche anno fa, dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, pagò un prezzo molto alto tanto da spingere il governo a correre ai ripari per evitare conseguenze negative anche sul fronte delle opere del Pnrr. Ora la storia si ripete, tra l’altro in un momento molto critico per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con le imprese e i lavoratori alle prese con il rush finale per rispettare le scadenze.

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Non c’è solo il carburante

“Purtroppo gli effetti economici del conflitto in Medio Oriente stanno già gravando sulle imprese di costruzioni napoletane”, spiega Antonio Savarese, presidente dell’Associazione dei Costruttori Edili di Napoli. “Oltre all’aumento dei carburanti che indice sui trasporti per l’intera filiera di produzione, gli inerti e i materiali lapidei sono aumentati del 35/40%”.

“Com’è immaginabile – continua nel ragionamento il presidente dell’Acen – anche i materiali necessari ai lavori in cantiere (ferro, cemento, conglomerati) hanno subito incrementi che gli imprenditori sono costretti a fronteggiare. Stiamo parlando di aumenti che hanno già raggiunto il 20%”.

“In più – continua Savarese – tutti i derivati dal petrolio (bitume, tubazioni in pead, pvc, etc) stanno subendo impennate ingovernabili che ricadono sulla capacità di approvvigionamento e sull’andamento dei prezzi, che cambiano di giorno in giorno”.

Antonio Savarese, presidente dell’Acen
CRO 15 dicembre 2025 Associazione Costruttori Edili di Napoli (Acen) .Eletto il nuovo presidente Acen, Antonio Savarese.. Il saluto del Presidente uscente Angelo Lancellotti. Intervenuti il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, e il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi e la presidente dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili, Federica Brancaccio. Neaphoto Sergio Siano

Imprese in difficoltà

Ma in generale tutte le imprese segnalano, in questo momento, difficoltà nel reperimento di materie prime di origine petrolifera, esposizione a dinamiche speculative e una forte incertezza nella possibilità di pianificare gli investimenti. Una situazione che rischia di rallentare anche i cantieri del Pnrr oltre a mettere a rischio migliaia di posti di lavoro.