Benzina e diesel più economici: il governo taglia le accise, ecco come cambiano i prezzi fino al 7 aprile

Il costo dei carburanti continua a essere un tema centrale anche in Italia, soprattutto dopo i rincari legati alle tensioni in Medio Oriente e alla guerra con l’Iran. Per affrontare l’emergenza, il 18 marzo il governo guidato da Giorgia Meloni ha approvato un decreto legge con l’obiettivo di contenere i prezzi e contrastare eventuali speculazioni.

Il provvedimento introduce un taglio temporaneo delle accise pari a circa 25 centesimi al litro su benzina e diesel. La misura è entrata in vigore il 19 marzo e resterà attiva fino al 7 aprile 2026, per una durata complessiva di 20 giorni. Tutti gli automobilisti possono beneficiare dello sconto direttamente alla pompa. L’operazione ha un costo complessivo di circa 500 milioni di euro, risorse reperite in gran parte attraverso i fondi dei ministeri.

L’effetto sui prezzi di benzina e diesel

I primi effetti del taglio si sono visti immediatamente sui prezzi. La benzina, che il 27 febbraio aveva un costo medio di 1,67 euro al litro (self service), era salita fino a 1,87 euro il 18 marzo, in piena fase di tensione internazionale. Con l’entrata in vigore del decreto, il 19 marzo il prezzo è sceso a 1,62 euro al litro, tornando così sotto i livelli precedenti allo scoppio del conflitto.

Diverso invece l’andamento del diesel, più colpito dagli aumenti. Il 27 febbraio il prezzo medio era di 1,72 euro al litro, salito fino a 2,10 euro il 18 marzo. Dopo il taglio delle accise, il 19 marzo è sceso a 1,85 euro al litro: un calo significativo, ma ancora superiore rispetto ai livelli pre-crisi.

Il confronto europeo e il nodo energia

L’Italia non è l’unico Paese ad aver adottato misure per contenere i prezzi dei carburanti, ma resta tra quelli con gli interventi più incisivi. In Europa, oltre all’Italia, anche Portogallo, Grecia e Ungheria hanno introdotto sconti simili, con quest’ultima che ha adottato misure paragonabili per entità. Altri Stati, invece, hanno scelto strategie diverse: la Germania valuta una maggiore tassazione sugli extraprofitti delle compagnie energetiche, mentre l’Austria ha limitato la possibilità di aggiornare quotidianamente i prezzi.

Oltre al caro carburanti, resta alta l’attenzione sull’approvvigionamento energetico, in particolare sul gas. Tra i principali fornitori dell’Italia figura infatti il Qatar, recentemente colpito da danni a importanti infrastrutture a seguito di un attacco attribuito all’Iran. Una situazione che alimenta ulteriori timori sulla stabilità delle forniture e sull’andamento futuro dei prezzi energetici.

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