Chuck Norris, la vita privata: le due mogli e i cinque figli, chi sono. Contribuì al mito dei meme

Se la carriera di Chuck Norris, morto oggi a 86 anni,  è nota a tutti, la sua vita fuori dal set è rimasta sempre molto più in ombra. Un uomo riservato, fedele alla famiglia, capace di autoironia — qualità che raramente si associano all’archetipo dell’eroe muscolare che ha incarnato per cinquant’anni.

I cinque figli: chi sono

Chuck Norris è stato padre di cinque figli, nati da tre donne diverse e in epoche molto lontane tra loro.

Dal primo matrimonio con Dianne Holechek sono nati Mike (1962) ed Eric (1965). Mike ha seguito le orme del padre nel mondo dello spettacolo diventando stuntman, contribuendo tra l’altro alle sequenze d’azione di diversi film e serie tv. Eric ha invece imboccato una direzione inattesa: è diventato pilota professionista di NASCAR, costruendosi una carriera autonoma nel motorsport americano lontana dai riflettori di Hollywood.

Con la seconda moglie Gena O’Kelley, sposata nel 1998, sono arrivati nel 2001 i gemelli Dakota e Danilee, oggi ventiquattrenni. Una differenza generazionale di quasi quarant’anni rispetto ai fratelli maggiori.

Il quinto figlio, Dina, è il più particolare della storia. Norris la riconobbe pubblicamente solo quando la giovane aveva già 26 anni, ammettendo nell’autobiografia The Secret of Inner Strength (1988) che era nata da una relazione dei primi anni Sessanta. Un gesto di onestà che all’epoca colpì molto, venendo da una figura pubblica che aveva sempre costruito un’immagine di integrità morale.

Il progetto per i giovani stuntman

Nei suoi ultimi anni Norris stava lavorando a un progetto che diceva molto di lui: voleva creare una vera accademia dedicata all’arte del combattimento cinematografico, con un focus specifico sulla formazione di nuovi stuntman e stuntwomen. Un’idea che combinava la sua passione per le arti marziali, la sua esperienza sul set e il desiderio di trasmettere qualcosa di concreto alle generazioni successive. Il progetto non ha fatto in tempo a decollare, ma la famiglia starebbe valutando come portarlo avanti attraverso una fondazione dedicata alla sua memoria.

Non era la prima volta che Norris si impegnava in questo senso: aveva fondato la KICKSTART Kids, un programma che portava le arti marziali nelle scuole medie del Texas come strumento educativo, coinvolgendo nel corso degli anni decine di migliaia di ragazzi. L’aveva fatto insieme all’ex presidente George H.W. Bush, con cui aveva anche un rapporto personale: era andato a fare paracadutismo con lui per festeggiare i suoi ottant’anni. I due erano grandi amici.

Chuck Norris morto a 86 anni
Chuck Norris morto a 86 anni (Wikipedia profilo ufficiale) – TvBlog

Il meme del Monte Rushmore: il suo preferito

Nel 2005 internet lo rese immortale in modo del tutto inaspettato. I “Chuck Norris facts” — battute surreali sulla sua presunta invincibilità — divennero uno dei primi grandi fenomeni virali della rete, ben prima che il termine “meme” entrasse nel linguaggio comune. Centinaia di varianti circolarono in pochi mesi: “Chuck Norris non dorme, aspetta.” “Chuck Norris può dividere per zero.” “La morte non esiste. C’è solo la lista di persone che Chuck Norris ha deciso di risparmiare.”

Norris non si offese. Anzi: abbracciò il fenomeno con un’autoironia che pochi avrebbero avuto, pubblicando nel 2009 The Official Chuck Norris Fact Book, una raccolta ragionata dei suoi preferiti mixata con aneddoti veri e i principi di vita che cercava di seguire. I proventi andarono alla fondazione no profit per i ragazzi.

E qual era il suo preferito in assoluto? Lo rivelò in un’intervista del 2008: “Volevano mettere Chuck Norris sul Monte Rushmore, ma il granito non era abbastanza duro per la sua barba.” Quasi inevitabile: la barba era diventata parte del personaggio quanto il calcio volante.

Chuck Norris
L’inconfondibile volto di Chuck Norris, porotagonista di Walker Texas Ranger per otto edizioni – Credits Press Office (TVBlog.it)

Recitando nei panni di se stesso

Il cerchio si chiuse in modo perfetto nel 2012 nei Mercenari 2 di Stallone, dove Norris recitò se stesso e raccontò ai colleghi mercenari la leggenda del cobra che lo aveva morso: dopo giorni di dolori atroci… il cobra era morto. Una battuta scritta per lui, recitata con il giusto distacco.

Non era la prima volta che Norris si prestava a quel tipo di apparizione. Già nel 2004 aveva fatto un cameo memorabile in Palle al balzo – Dodgeball di Rawson Marshall Thurber, con Vince Vaughn e Ben Stiller comparendo nei panni di se stesso come giudice nella sfida finale del torneo. Una scena breve, silenziosa, costruita interamente sull’effetto sorpresa del suo volto: bastava che apparisse per far scattare la risata.

Nel 2024, a 84 anni, Norris era tornato davanti alla macchina da presa con Agent Recon, un film d’azione sci-fi in cui interpretava il capo di una task force segreta: non un cameo questa volta, ma un ruolo vero, dopo dodici anni di assenza dal cinema. Nello stesso anno aveva anche partecipato alla commedia australiana Zombie Plane, dove – anche qui – recitava nei panni di se stesso. Non ha mai dichiarato l’addio al set.