In questo momento è considerata la migliore del mondo. Se non la più vincente, tutti sanno che nel wrestling le vittorie e le cinture contano meno della personalità e dell’accoglienza del pubblico, Mercedes Moné è richiestissima. Vederla tornare in Italia per la seconda volta in pochi mesi non è una sorpresa: “L’Italia è straordinaria, tutto qui mi piace. La gente, i colleghi, persino le avversarie. Sono stata benissimo, l’accoglienza è stata meravigliosa e non vedo l’ora di tornare anche se ora gli impegni mi chiamano fuori”.
Il tour di Mercedes Moné
Dunque Mercedes Moné sorride. Nonostante abbia perso il Bestya Women’s Championship contro Swan all’8 marzo a Bagnolo Cremasco — seconda sconfitta in pochi giorni dopo aver ceduto anche il CMLL Women’s World Championship a Persephone in Messico perdendo in pochi giorni anche in Francia— la CEO, così come è soprannominata la wrestler americana, è di ottimo umore.
Ha appena chiuso la tappa italiana del suo Moné Madness Tour, un giro del mondo in cinque tappe che da marzo la porta da Città del Messico fino a Winnipeg, con soste in Italia, Francia, Inghilterra e Polonia. Siamo a Lodi, tre giorni dopo Bagnolo Cremasco: ha appena tenuto un seminario gratuito per sole donne all’ICW Wrestling Academy, e la sala è ancora piena dell’energia che si respira quando qualcuno di quella levatura decide di mettersi a disposizione senza chiedere nulla in cambio.

Mercedes e l’Italia
“L’Italia mi dà qualcosa che pochi posti al mondo riescono a darmi – spiega – ogni volta che arrivo qui, sento che la gente capisce davvero quello che faccio. Non solo lo vede — lo percepisce. E questo vale moltissimo per me. Il nostro può essere un mestiere molto duro e difficile, viaggiamo tanto, spesso non ci rendiamo conto nemmeno di dove siamo. Facciamo quello che dobbiamo fare e ripartiamo. Qui in Italia posso aprire gli occhi e dire… wow… sono in Italia”
Il rapporto con Bestya Wrestling ha radici più profonde di un semplice booking. Quando ha vinto il titolo l’estate scorsa, non sapeva ancora quanto sarebbe diventato importante. Ha difeso qui a novembre, ha visto il pubblico, ha vissuto l’atmosfera: “Ho capito che questo non era solo un booking come un altro. Era qualcosa di vero che mi avrebbe reso parte di una storia importante e significativa”.
La sconfitta è arrivata contro Swan, una ottima lottatrice italiana che non ha certo la sua esperienza e che battendola ha toccato il cielo con un dito: “Ho perso, è un dato di fatto. Swan ha vinto perché era quella sera a Bagnolo è stata migliore. Ma c’è anche modo e modo di perdere. Ho perso il titolo in un posto dove la gente mi ha trattata come una di famiglia. Le sconfitte fanno male ovunque, ma fanno un po’ meno male qui. Ricevere l’applauso del pubblico sul ring, i fiori che mi hanno spiegato erano un omaggio per la festa della donna mi ha sinceramente emozionato.”
Il viaggio continua
Tante sfide e tantissimi aerei in pochi giorni: “È vero, ho iniziato il tour con più cinture di quante ne abbia adesso. Ma sai qual è il segreto? Io non combatto per le cinture. Io combatto per le esperienze. Le cinture cambiano di mano — le memorie no. Voglio che la gente si ricordi di me, che abbia una percezione di quello che ha visto e di quello che sono. E se tornano sono la persona più felice del mondo”.
Nei pochi giorni italiani si è lasciata coccolare: una sosta al Lido per vedere una partita di Basket – sua grande passione – dell’Olimpia Milano, una visita in una tenuta vinicola, una cena di lusso, una spaghettata di mezzanotte in casa di amici, una lunga intervista a Wrestling Time, la rubrica in onda ogni giovedì alle 23.25 sul 61. Ma soprattutto il seminario di Lodi che è l’elemento che più racconta di lei, in questa tappa italiana.

Un seminario per tutte le donne del wrestling
Gratuito, aperto a donne di qualsiasi livello di esperienza, tenuto tre giorni dopo una sconfitta. Il motivo, lo spiega con la stessa semplicità con cui entra in un ring: “Il wrestling è un mestiere duro. Una passione enorme. Io faccio wrestling perché è la mia passione, da quando per la prima volta andai a vedere Wrestlemania con mio zio (suo zio è il famosissimo rapper Snoop Dogg n.d.r.) e dissi… ecco… io voglio fare questa cosa qui. Così è cominciato tutto”.
All’epoca per una ragazza non era così facile: “Se quando avessi avuto quindici anni qualcuno fosse venuta da me a Fairfield, California, a dirmi ‘ti insegno’, avrebbe cambiato tutto. E allora vengo io.”
Nel seminario non si è risparmiata: due ore e mezza di lezione spiegando tutto, impatti, salti, rischi, movimenti, diagonali, giochi di corde. Tutto gratis. Le ragazze alla fine l’hanno abbracciata e ringraziata.
Italiana d’adozione
Per questo quando parla dell’Italia, usa una parola precisa: adozione. Non ha sangue italiano, ma dice di avere il cuore italiano: “C’è qualcosa in questo paese — nel modo in cui le persone seguono il wrestling, nel calore che ti danno, nell’orgoglio con cui supportano chi viene fin qui a lottare per loro — che mi fa sentire a casa. Ogni volta che atterro a Milano o Roma, penso: sì, sono tornata.”
Ma ora… “Ora devo tornare ai miei business ancora qualche giorno in Europa, poi in Canada. Ma poi… Mama is coming home, in AEW. E qui spero di tornare presto. Intanto grazie di tutto. Per ogni striscione, per ogni urlo, per ogni persona che è venuta al seminario con le scarpe da grappling e gli occhi aperti. Voi siete il motivo per cui torno sempre. Ci vediamo molto presto.”