Intervista, Francesca Biella: “Una Giornata Biellissima per imparare a iniziare meglio ogni giornata”

Non è facile diventare un punto di riferimento per una intera generazione senza aver mai smesso di essere se stessi, soprattutto se si parte da una base concreta solo con la forza delle proprie idee.

Chi è Francesca Biella

Francesca Biella, nata nel 1999, ci è riuscita partendo da zero e passando per un curriculum tutt’altro che glamour: impiegata all’INPS, receptionist, cameriera, barista, commessa a Londra e poi a Monza, ma anche una laurea allo IULM e un paio di master.

Dal 2017 ha cominciato a costruire la sua presenza online, fino a diventare una delle voci più seguite della Gen Z italiana, con oltre 600mila follower su TikTok e quasi 320mila su Instagram. Testimonial Red Bull, autrice del libro “Oggi sarà bellissimo” pubblicato da Mondadori — un bullet journal pensato per ritrovare il focus su se stessi — e già protagonista del podcast “Tutto Biellissimo” su Hypercast, che al debutto era primo in classifica generale su Spotify. Adesso arriva un nuovo progetto, più quotidiano e più intimo di qualsiasi cosa abbia fatto finora.

Una giornata biellissima, ogni mattina

Il vodcast chiama “Una Giornata Biellissima” ed è disponibile dal 23 marzo su OnePodcast — la factory audio nata nel 2022 sotto la direzione artistica di Linus, con oltre 22 milioni di streaming al mese — e su tutte le principali piattaforme di streaming audio.

Non si tratta di un podcast nel senso tradizionale del termine. È un vodcast quotidiano, filmato direttamente dal suo appartamento milanese, uno spazio pensato per accompagnare chi ascolta nei primi minuti del giorno: “Ho deciso di crearlo perché credo che parlare delle nostre emozioni, raccontare ciò che ci accade e imparare anche a sorridere della vita possa davvero cambiare il modo in cui viviamo le nostre giornate. A volte basta fermarsi un attimo e scegliere di guardare le cose da una prospettiva diversa, più luminosa”.

Francesca Biella, ogni giorno, tutti i giorni

Il tema centrale è la mattina, o meglio, quello che facciamo — o non facciamo — con i suoi primi minuti: “Le persone ormai sono abituate a questa fretta nel mettersi in moto, alla smania di dover fare, di correre, non sanno più cosa voglia dire svegliarsi con calma. Bisognerebbe iniziare la propria quotidianità senza attaccarsi subito al telefono, ascoltando qualcosa, prendendosi il tempo per fare colazione seduti e prepararsi quello che ci piace. Sono tutti aspetti che possono dare uno slancio nuovo alla nostra giornata”.

Una riflessione concreta che non ha nulla di morale ma che parte dall’esperienza diretta: “Di recente mi sono abituata a svegliarmi molto prima per fare tutto con calma. Tante persone dormono fino all’ultimo istante e si svegliano venti minuti prima di dover uscire per poi correre come a prendere il treno e iniziare la giornata in affanno, senza nemmeno il tempo di pensare”.

Francesca Biella
Francesca Biella in uno scatto social – Credits TVBlog.it

L’iperattività come metodo

Seguire Francesca Biella sui social significa abituarsi a un profilo in costante movimento e aggiornamento. Nuoto, padel, corsa, boxe, bici. Persino alcuni sport estremi, non per primeggiare ma per fare esperienza: non c’è disciplina che Francesca non abbia provato almeno una volta.

Ma attenzione a scambiarla per una sportiva con un piano preciso: “Sono iperattiva e cambio spesso idea. Può essere che ti dica che adoro il nuoto e dopo un mese non mi piaccia più. Le mie sono delle fisse, e lo so. Per questo non la racconto come una cosa che gli altri dovrebbero fare, ma come qualcosa che è il mio modo di essere”.

È una distinzione importante, che racconta anche la sua filosofia comunicativa: Francesca non si propone come modello da seguire, ma come persona da osservare mentre fa i suoi tentativi, spesso cambiando idea.

Il che la rende paradossalmente più credibile di molti content creator costruiti attorno a una narrazione di coerenza assoluta, spesso del tutto fittizia. Lo stesso vale per il vodcast: niente ospiti esperti, niente risposte definitive… “Se dovessi invitare qualcuno, porterei familiari e amici, persone normali che raccontano una vita normale”. Per ora preferisce farlo da sola, dalla sua stanza, con i cani Pimpi e Muffin sullo sfondo.

I ragazzi, lo sport e i genitori con il telefono in mano

Nel corso della conversazione emerge anche una riflessione più ampia, che tocca un tema che le sta a cuore: il rapporto dei giovani con il movimento fisico. Le statistiche più recenti dicono che oltre il 40% dei ragazzi al di sotto dei quattordici anni non pratica sport. Per Francesca la responsabilità non è dei ragazzi: “È folle… Ma secondo me sono i genitori che non hanno voglia di seguirli. Tutti lavorano come pazzi, non hanno tempo, e allora è molto più comodo lasciarli a casa davanti alla televisione. Anche se non fanno niente. Così non ci sono preoccupazioni”.

Una dinamica che conosce bene anche dall’osservazione quotidiana: “Basta andare al ristorante e guardare i bambini a tavola, tutti col telefono in mano. Il telefonino è diventata una babysitter. Non disturbano, non piangono”.

Il suo modello, in questo come in tutto, non viene dai social ma da casa. Il padre Gianmaria, commercialista, che la sera dopo il lavoro sale sui rulli in bicicletta guardando la televisione: “È bello vedere quanto una passione ti possa far stare bene. Anche se hai una giornata piena, trovi sempre il tempo per le cose che ami”.

Francesca Biella
Il vodcast di Francesca Biella tratta anche di benessere fisico oltre che emotivo – Credits TVBlog.it

L’autenticità come scelta, non come strategia

In un ecosistema digitale dove l’autoreferenzialità si mescola sistematicamente al name-dropping — conosco questo, sono amica di quello, tutto rigorosamente da documentare — il profilo di Francesca Biella colpisce per quello che non c’è. Nessun tormentone da endorsement, nessuna lista di influencer-amici da citare come referenze.

Quando le si chiede se abbia modelli cui si è ispirata, la risposta è spiazzante nella sua semplicità: “Sui social non c’è nessuno che seguo con costanza cui mi sia appassionata. I miei modelli sono la mia famiglia”.

La scelta di girare il vodcast in casa, mostrando gli angoli normali di una stanza normale, risponde alla stessa logica: “Non ci sono i mobili bellissimi e alla moda, non si tratta di una location stiolosa e perfetta. Ma è casa mia e in questo senso è perfetta perché mi rappresenta: è normale, tutto naturale. Voglio che chi guarda si senta a casa”.

Fermarsi, anche quando fa paura

C’è però un passaggio dell’intervista che va oltre la filosofia del buonumore mattutino e tocca qualcosa di più scomodo. Francesca riconosce che il non pensare, per molte persone, non sia pigrizia mentale ma una forma di autodifesa: “Magari il fatto di non avere neanche il tempo di riflettere può essere quasi rassicurante. Il non programmare le cose, perché ne hai già troppe in testa”.

Anche se poi bisogna fare i conti: “Nascondersi non è la cosa migliore da fare. Meglio mettersi in discussione e pensare per capire come stare meglio, piuttosto che fare tutto di fretta e non avere nemmeno il tempo di ragionare su chi si è e cosa si fa. Perché poi comunque ti ritrovi ad accumulare una pressione notevole senza avere risolto nulla. Nessuna giornata è perfetta, si tratta solo di rendere il tutto accettabile e quanto più sereno possibile”.

È esattamente questo il cortocircuito che il vodcast di Francesca Biella prova a spezzare. E c’è anche un dettaglio che dice molto sulla solitudine silenziosa di molte mattine: “Tantissime persone si svegliano da sole. Credo sia bello avere compagnia in qualche modo — vedere un video, ascoltare una voce — anche solo per non iniziare la giornata nel silenzio”. Non un progetto di intrattenimento, dunque. Qualcosa di più vicino alla compagnia.

Francesca Biella
Francesca Biella oltre 600mila follower sui social e un canale You Tube di successo – Credits TVBlog.it

Francesca Biella, incostante per vocazione

L’ultima cosa che colpisce di Francesca Biella è la sua disponibilità a smontare pubblicamente l’immagine della content creator sempre coerente, sempre motivata, sempre sul pezzo: “Mi piace tutto. Non ho ancora trovato una cosa che non mi vada di provare. Ma soprattutto sono incostante almeno quanto sono curiosa: le persone vedono quello che faccio e mi passano le loro impessioni in uno scambio continuo. Ora sto allenandomi molto con il nuoto, esco spesso in bicicletta. Ma c’è stata anche la fase della palestra, e quella del padel. So già che la fissa del nuoto probabilmente non durerà per sempre. Mi conosco”.

È una confessione rara in un ambiente dove la narrazione dominante chiede di presentarsi sempre come versione migliorata di se stessi, con obiettivi chiari e traiettorie lineari.

Comunicazione controcorrente

Alla perfezione dettata dal marketing, che spesso tra molti profili social sa di plastica e precostituito, Francesca sceglie la strada opposta. Racconta le fisse, come le chiama lei, i cambi di rotta, le mattine fatte di corsa ma anche quelle percorse con calma. E in questo — forse proprio in questo — riesce a sembrare più reale di quasi chiunque altro nel suo campo. “Una Giornata Biellissima” è, in fondo, anche questo: il permesso di non avere tutto sotto controllo, purché si scelga di iniziare la giornata con un pensiero in più. Possibilmente positivo.

Un’idea di comunicazione controcorrente che, nel panorama attuale, risulta quasi rivoluzionaria proprio per la sua semplicità. “Una Giornata Biellissima” parte da lì: non dalla promessa di cambiarti la vita, ma dall’invito a prendersi cinque minuti in più al mattino per lo meno per cominciare la giornata come si deve.

Hai detto niente…