Terremoto anche in Forza Italia: Gasparri si dimette da capogruppo. Stefania Craxi in pole

Roma, 26 marzo 2026 – Terremoto anche in Forza Italia. A palazzo Madama, alle 16.30, riunione dei senatori azzurri. L’ordine del giorno, firmato dal presidente Maurizio Gasparri, dice tutto: “Dimissioni presidente del gruppo. Elezione nuovo presidente del gruppo”. Forza Italia è in fibrillazione da ieri, da quando 14 senatori su 20 hanno sottoscritto la raccolta firme per spingere un rinnovamento all’interno del gruppo di palazzo Madama, chiedendo la sostituzione di Gasparri. Tra le firme ci sono quelle dei ministri Elisabetta Casellati e Paolo Zangrillo. In pole position per il posto da capogruppo ci sarebbe Stefania Craxi.

Gasparri, nell’intervista di oggi a Qn, sulle analisi che vedono gli elettori di Forza Italia in fuga dal Sì, ha risposto: “Ecco un’altra castroneria. L’altro giorno è stato detto che il 18% degli elettori di Forza Italia ha votato per il No. Peccato che una forbice del 10% di movimento dell’elettorato interno sia stata riconosciuta a tutti i partiti. E c’è un altro dato: Forza Italia non ha tutti quei voti che gli imputano di aver perso non li ha: oggi siamo tra l’8% e l’11%, un elettorato meno ampio ma più fidelizzato. Insomma, i conti non tornano”.

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Analoga iniziativa alla Camera per sostituire Paolo Barelli? “Non so niente. Mi sto occupando di altre cose, non ho notizie”, dice il diretto interessato a Repubblica, respingendo le accuse agli azzurri di aver ‘pesato’ negativamente sul risultato referendario: “Forza Italia si è impegnata, ha fatto tutto quello che doveva fare. Si vince e si perde insieme, non è possibile dare la colpa a uno o a un altro partito. Meno che mai a noi. Abbiamo risultati positivi – aggiunge -, non abbiamo commesso errori. C’è uno storico che racconta come al Sud si voti poco. Se il referendum fosse stato l’1 marzo, come doveva essere, avremmo evitato di votare con lo scoppio della guerra. La guerra ha creato incertezza e ha prevalso lo stato d’animo di chi si è spaventato di fronte all’aumento del costo della benzina, per esempio. Forza Italia – prosegue Barelli – ha messo in pista le persone migliori sia dal punto di vista mediatico sia dal punto di vista dei contenuti. Io ritengo che chiunque sia onesto possa dire che c’è stato un problema legato al gasolio e alla paura della guerra“. Quindi il segretario Antonio Tajani non ha commesso alcun errore? “E perché? Come centrodestra abbiamo preso più voti delle elezioni politiche. E non ci sta bene se la croce viene buttata su di noi di Forza Italia” conclude Barelli.