Ci sono serie che passano, e poi ci sono quelle che restano. Le libere donne appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
La miniserie di Rai 1, arrivata al suo ultimo episodio tra applausi e commenti accesi sui social, ha fatto qualcosa che non sempre riesce alla fiction italiana: ha tenuto insieme racconto storico, emozione e profondità, senza mai perdere il contatto con il pubblico. E al centro di tutto, ancora una volta, c’è lui: Lino Guanciale.
Un finale che lascia il segno (e apre domande)
L’ultima puntata è andata in onda con quel tipo di tensione che si costruisce solo quando una storia ha davvero attecchito. Ambientata nella Lucca del 1943, la serie ha raccontato il manicomio femminile di Maggiano attraverso lo sguardo del medico e scrittore Mario Tobino, restituendo un pezzo di storia italiana poco raccontato ma potentissimo.
Il risultato? Un finale che non chiude davvero, ma accompagna. E proprio per questo lascia spazio a una domanda inevitabile: ci sarà una seconda stagione?

Al momento, da Rai Fiction e dalla produzione non è arrivata alcuna conferma ufficiale. Ma i numeri – e soprattutto il coinvolgimento del pubblico – raccontano un’altra storia. E nel mondo della televisione, spesso sono proprio quelli a decidere il destino di una serie.
L’ipotesi seconda stagione: non è solo un’idea
Le possibilità per continuare ci sono tutte. Il materiale di partenza, legato alle opere di Mario Tobino, è ampio e ancora poco esplorato. Se la prima stagione ha scavato negli anni della guerra, un eventuale secondo capitolo potrebbe spingersi nel Dopoguerra, attraversando gli anni ’50 e ’60.
Un periodo cruciale, non solo per il Paese ma anche per la storia della psichiatria italiana, fino alla svolta rappresentata dalla Legge Basaglia.
E poi c’è il titolo stesso, Le libere donne, che lascia margine, respiro, possibilità. Nuovi personaggi, nuove storie, nuovi equilibri. Senza tradire lo spirito originale.
Se il via libera arrivasse nei prossimi mesi, le riprese potrebbero partire tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, con una messa in onda che – realisticamente – non arriverebbe prima dell’autunno 2027.
Guanciale, un attore che non sbaglia un colpo
In tutto questo, il vero punto fermo resta Lino Guanciale. La sua interpretazione di Mario Tobino è stata, senza giri di parole, una delle più convincenti viste negli ultimi anni sulla tv generalista.
Non è solo questione di tecnica. È presenza, misura, capacità di stare dentro il personaggio senza mai sovraccaricarlo. Un lavoro pulito, preciso, ma profondamente umano.
E non è un caso isolato. Negli ultimi anni, Guanciale ha costruito un percorso coerente, scegliendo progetti che raccontano qualcosa, che lasciano traccia. Dalla serialità più popolare fino ai titoli più complessi, ha trovato un equilibrio raro tra successo e credibilità.
Oggi è uno dei volti più solidi della Rai, ma soprattutto uno degli attori che riescono ancora a mettere d’accordo pubblico e critica.