Chi Vuol Essere Milionario c’è da più di vent’anni. Una vita per quanto riguarda le tempistiche odierne del piccolo schermo. Il quiz condotto da Gerry Scotti è diventato nel tempo un vero e proprio rito. Una tradizione piacevole in grado di rinnovarsi anno dopo anno, con la capacità del conduttore di entrare in sintonia con i vari concorrenti. Si è passati da un tempo in cui c’era l’aiuto da casa e l’aiuto del pubblico, oggi troviamo l’esperto e lo switch. Cambiano gli aiuti, non ci sono più gli assegni da strappare fra una vincita e l’altra, si evolvono i metodi di rilascio del montepremi, ma il risultato resta importante.
Il Direttore di Canale 5 lo conferma all’ANSA: “Questo si qualifica ancora una volta come quiz iconico, grazie alla competenza di Scotti che ne è il cuore, in grado di rinnovarsi senza perdere la propria identità”. Tutto è bene quel che finisce bene, o quasi. Il format, infatti, piace molto ai telespettatori. Tuttavia questa edizione è stata scandita anche da ascolti in calo nel corso delle puntate. Il programma, infatti, inizialmente era riuscito a battere persino la prima della Scala su Raiuno. Poi qualcosa è cambiato, i punti percentuale sono venuti meno e gli ascolti hanno registrato una flessione.
Chi Vuol Essere Milionario – Il Torneo: Gerry Scotti chiude la stagione
Il pubblico è sovrano, ma occorre cominciare a farsi qualche domanda. Magari saranno le stesse che si sta ponendo Mediaset in questo momento, quando occorre necessariamente fare un bilancio. Prima di dare appuntamento alla prossima stagione, perchè Chi Vuol Essere Milionario – Il Torneo non si ferma. Questa è già una prima certezza da cui ripartire. Una continuità dovuta alla solidità del programma: il format cala, ma piace. Allora se i telespettatori lo amano, perchè hanno smesso di guardarlo con assiduità? Il motivo più plausibile è uno, che dà spazio a un’ulteriore argomentazione.

Mediaset deve cominciare a interrogarsi seriamente sulle tempistiche: a confermare questa necessità sono gli stessi utenti che seguono il programma. L’orario è troppo avanzato in palinsesto. Il format comincia, tra il passaggio dal preserale alla prima serata, tardi. Un gioco come quello del Milionario non può partire alle 22.00. Oltretutto il formato in approccio torneo si prolunga ulteriormente perchè, rispetto a prima, c’è una fase eliminatoria da affrontare.
Il problema della durata
Giocano, in finale, tre concorrenti. Il primo inizia a giocare davvero alle 22.40. Questo vuol dire che il programma termina, nel migliore dei casi, all’una di notte. Se non l’una e quindici. Davvero un’Odissea televisiva per molti. Lo hanno scritto anche nei commenti: “Il Milionario comincia troppo tardi – si legge su X o su Instagram – vederlo diventa difficile”. Questo è uno dei riscontri più pacati, l’altro aspetto che convince poco è quello riguardante i troppi slot pubblicitari all’interno della trasmissione.

Gli spot sono l’anima del commercio, a maggior ragione per Mediaset che è un’azienda privata, ma il pubblico sopporta poco le pubblicità lanciate in rapida successione. Fattore che rallenta ulteriormente il gioco e favorisce un prolungamento ulteriore al format che sembra davvero una vera e propria ‘scalata’, ma lo spazio per le domande e le riflessioni viene “spezzato” da dettagli necessari (degli spot non si può fare a meno) ma disturbanti. Scotti prova a dare ritmo al contenitore, ma poi ogni concorrente – giustamente – ha bisogno del tempo per riflettere.
Il dibattito social tra sorprese e polemiche
Nessuno è una macchina, quindi il tempo (per un gioco come il Milionario) diventa un fattore determinante. Quindi l’unica cosa da fare, per evitare di perdere punti per strada, è asciugare un format valido senza riempirlo di spot ravvicinati. Magari cominciare alle 21.30 anziché alle 22.00 sarebbe già un grande passo. Riflessione che Mediaset è costretta a fare dato che l’appello accorato parte dai telespettatori stessi. Anche perchè, dati alla mano, i telespettatori smettono di guardare Chi Vuol Essere Milionario – Il Torneo non per virare altrove.
Il pubblico spegne proprio la tv. Dunque vuol dire che chi stava seguendo il programma, spesso, non riesce ad arrivare in fondo per godersi appieno le partite. Se, come hanno detto i vertici Mediaset, il Milionario è un quiz che ha conservato la propria identità grazie all’affetto del pubblico, occorre iniziare a pensare in che modo tutelare questa fedeltà senza snaturare gli accordi con i media partner. L’avvenire di Chi Vuol Essere Milionario – Il Torneo dipenderà dalla gestione di questi dettagli, tutt’altro che trascurabili.
Scotti pronto a tornare
Nel frattempo Gerry Scotti ha confermato la propria volontà di continuare nel gioco che l’ha reso ancor più popolare agli occhi del pubblico: “Sono contento – ha spiegato – che il Milionario si confermi un cult di genere. Infatti mi hanno dato mandato di sperimentare questa nuova formula che, poi, andrà anche altrove nel caso abbia un buon riscontro qui da noi”. Il conduttore di Pavia, infatti, tra i colleghi internazionali che conducono le varie versioni del format è quello con più anni di guida alle spalle.
È l’uomo che l’ha condotto, in Italia, per più di due decadi. I colleghi all’estero non sono mai arrivati a toccare determinate vette, per quanto concerne la conduzione di un singolo programma. Motivo per cui Gerry Scotti non si discute, ma la formula del programma sì. Gli utenti chiedono diversi parametri per garantire un seguito più omogeneo. Mediaset deciderà se assecondare queste richieste, oppure no. Con tutto quel che può derivare, in un senso o nell’altro.