Grande Fratello Vip, sesta puntata: Todaro stravince il televoto, Ibiza a rischio tra troppi loop | LE PAGELLE

Potrebbe essere la serata giusta per il Grande Fratello Vip, incluso in una sfida non drammatica dal punto di vista degli ascolti in una serata molto particolare, quella del venerdì santo, con diverse programmazioni che cedono il passo a celebrazioni, ricorrenze e riflessioni.

Il Grande Fratello Vip, invece, mantiene i suoi toni alti – a volte pure troppo – concedendo poco alla sintesi e moltissimo all’aneddotica con alcuni episodi che sicuramente faranno discutere.

Grande Fratello Vip, sesta puntata

La puntata si apre con il collegamento al monolocale dove Raimondo Todaro e Ibiza Altea hanno trascorso l’intera settimana, isolati dal resto della casa come conseguenza delle nomination precedenti. Quando Ilary Blasi rivela le percentuali del televoto, il risultato è netto al limite del plebiscito: Todaro al 76,34%, Ibiza al 23,66%. Non era una sfida, era un verdetto ma un verdetto apparentemente già scritto a giudicare dai voti.

Ibiza Altea ha pagato esattamente quello che ha seminato: le parole al vetriolo contro Blu Barbara Prezia, i ripetuti scontr con quasi tutto il cast femminile, un’incapacità strutturale di costruire simpatie che nel reality è sempre fatale prima o poi. Il pubblico ha scelto Todaro, un volto noto e rassicurante, il professionista con una storia televisiva solida. La logica del reality non premia chi dice quello che pensa ma chi fa sembrare autentico quello che ha calcolato. Ibiza non ha imparato la lezione in tempo. Ora è la prima candidata all’eliminazione di martedì 7 aprile, insieme ad Antonella Elia e Marco Berry.

Todaro, l’immunità e le accuse di strategia

Salvato dal pubblico con un margine che raramente si vede, Todaro è chiamato a una scelta: immunità per tutti gli uomini oppure per una sola donna. Sceglie Francesca Manzini, spiegando il gesto con parole semplici: “Mi dispiace che stia passando un momento così. Siamo solo amici.” Perché la ship tra di loro è fortissima dentro e fuori dalla casa. E lei non sembra decisamente insensibile al fascino del ballerino.

Presentato come spontaneo, il gesto viene letto immediatamente come mossa politica da Paola Caruso, che in settimana aveva già ipotizzato un’alleanza pre-costruita tra i due: “È tutto studiato a tavolino. Mi hanno detto che per vincere si venderebbe anche la madre.” Parla ovviamente di lei.

Sono parole pesanti e fuori luogo che fanno esplodere Manzini. Urla, piange, chiede a Ilary di aprire la porta per affrontare la Caruso, si dispera. Poi, calmata a fatica, azzera la showgirl: “Non mi devi rivolgere più la parola. Mia madre non si tocca. Vergognati.”

“Anche meno”

Todaro nel frattempo offre di mostrare i messaggi Instagram scambiati con Manzini prima dell’ingresso in casa, come prova che non c’è nulla di orchestrato. Ma la Caruso non arretra di un millimetro e la puntata si chiude su questo scontro senza vincitori né perdenti, solo con due persone più esauste di prima.

Selvaggia Lucarelli inquadra la situazione con il cinismo preciso che le appartiene: “O finge perché recita una parte, o la sua situazione è preoccupante. C’è una componente tossica in questo rapporto.” Poi, rivolgendosi alle accusatrici…: “Pure voi, anche meno. Se lei è ossessionata da Raimondo, voi siete ossessionate da lei.” È la sintesi più onesta della serata, e nessuno in casa sembra volerla ascoltare.

Grande Fratello Vip, Blasi
Ilary Blasy nello studio del Grande Fratello Vip – Credits Mediaset (TVBlog.it)

Nomination ad alto voltaggio e la minaccia di Antonella Elia

Le nomination delle donne si svolgono in modalità palese e riproducono fedelmente la mappa delle alleanze e delle ostilità già consolidate. Antonella Elia risulta la più nominata — la votano Alessandra Mussolini, Lucia Ilardo e Alessandra stessa, che fino a poco prima l’aveva difesa dalla Bonas-Caruso. Il momento peggiore arriva quando la stessa Paola Caruso, durante lo scontro successivo, si spinge a definire la Elia “viscida e schifosa.” Niente meno. La risposta di Antonella è immediata e fisica: “Ti do un ceffone, non ti permettere.” La produzione non interviene e la puntata chiude su questa tensione che non sembra stemperarsi, anzi… nemmeno nel corso della notte.

Raul Dumitras nomina Marco Berry insieme a Nicolò Brigante, che risulta il più votato dagli uomini. Raimondo Todaro e Renato Biancardi si nominano a vicenda. Al televoto di martedì vanno quindi Ibiza Altea, Antonella Elia e Marco Berry.

Ibiza e Todaro, come da regola della Mystery Room, decidono chi mandaremo al monolocale nei prossimi giorni: la scelta cade su Blu Barbara Prezia e Paola Caruso, auguroni. E forniture di Lexotan industriali nel cibo.

Il padre di Raul e l’unico momento vero della serata

In mezzo a questa puntata nervosa e ripetitiva che si perde tra fasi verbali e loop eccessivi, il momento che vale l’intera serata dura solo una decina di minuti e non ha nulla a che fare con le polemiche. Raul Dumitras, fino a oggi brillante per la sua inconsistenza, viene portato nella Nuvola, lo spazio dedicato ai racconti personali, e parla del padre Timoteo: cresciuto in Romania in una famiglia di dodici fratelli, emigrato, costruito tutto dal niente. “Non mi è mai mancato niente”, dice Raul in confessionale, in lacrime. Poi il padre entra in casa. I due si abbracciano. Timoteo porta un pallone con la scritta “il mio campione sei sempre stato tu.” “Perdonami se mi è mancato qualche abbraccio, qualche parola buona”, dice il padre. Raul risponde: “Non dovrà mai scusarsi. È una figura incredibilmente fantastica.”

È un bel momento che forse potrebbe avvicinare qualche papà che vive lontano dai figli, tra cose non dette o mai espresse a sufficienza. È il tipo di contenuto che il Grande Fratello Vip sa ancora produrre quando vuole: diretto, emotivo, senza costruzione (apparente). Il problema è che dura dieci minuti in una puntata di tre ore, e il resto è conflitto che gira in tondo.

Grande Fratello Vip, le pagelle della sesta puntata

Ilary Blasi: 7

Gestisce una serata difficile con sangue freddo e tempi precisi. Quando Manzini urla di aprire la porta, la ferma senza drammatizzare: prima l’acqua, poi Todaro, poi si va avanti. Funziona. Ha anche la battuta giusta sulla Nazionale — “le vere pippe al sugo sono loro” — e sa quando usare l’ironia per stemperare. Il problema non è lei, è il programma che conduce che a volte diventa veramente troppo aggressivo, in modo gratuito e fuori luogo.

Selvaggia Lucarelli: 6,5

Può non piacere ma porta sempre un punto di vista. La stoccata su Blu — “come mai esisti solo nel ruolo della vittima?” — è il tipo di osservazione che apre una storia invece di chiuderla. Forse è vero che ragiona con due pesi e due misure ma nel contesto di questa edizione rimane una voce interessante.

Cesara Buonamici: 7

Gioca nel fuolo della sorella maggiore, più saggia che tagliente, più mediatrice che rompipalle. Il suo invito a Francesca a resistere — “le altre la attaccano perché la sentono forte” — è una lettura materna del gioco che probabilmente si rivelerà corretta. Meno efficace quando si limita a portare la pace anche perché lì in mezzo è fatica totalmente sprecata.

Raul Dumitras: 8

È vivo! Il momento con il padre è il più autentico della serata. Non recita nulla, non calcola nulla, si commuove e basta. In una puntata costruita su polemiche artificiali e polverose, questa semplicità vale doppio.

Grande Fratello Vip, Raul Dumitras
Raul Dumitras nel momento con suo padre – Credits Mediaset (TVBlog.it)

Raimondo Todaro: 7

Ogni mossa è quella giusta, ogni gesto è quello che il pubblico vuole vedere. A volte persino troppo perfetto e attento a tutto per sembrare completamente spontaneo. L’immunità alla Manzini è un gesto generoso o il modo più efficace per proteggersi? Entrambe le cose, probabilmente. Mezzo punto in meno per essere così difficile da cogliere in fallo.

Francesca Manzini: 5

La dipendenza da Todaro — ammessa da lei stessa — non la aiuta a costruire un’identità autonoma nella casa. Quando esplode per le parole della Caruso, ha ragione nel merito ma torto nel metodo: urlare di voler uscire è esattamente quello che le avversarie vogliono vedere. Il paradosso è che il suo essere bersaglio potrebbe trasformarsi in un vantaggio — è già successo in passato con altre concorrenti come ad esempio Beatrice Luzzi — ma solo se smette di alimentare il loop.

Paola Caruso: 4,5

L’accusa sulla madre della Manzini va oltre il limite del gioco e non le fa onore. Nel reality si può sospettare di tutti e di tutto, ma alcune frasi — specie quando tirano in ballo persone che non sono nella casa — rimangono. Troppi attacchi frontali in troppo poco tempo: la strategia, se c’è, è meno leggibile di quella che attribuisce agli altri. Peccato perché in pochi giorni ha perso molti punti rivelandosi più acidella di quello che sembrava.

Alessandra Mussolini: 5,5

La chiamano ‘la matrona della casa’. Anima, commenta, giudica tutto con la stessa sicurezza con la quale parlerebbe in casa suo. Il suo attacco a Francesca per le battute sui “canotti” è il momento più piccolo della serata — sicuramente se ne è accorta anche lei. Comincia ad avvertire un certo peso e meno autorevolezza nel modo in cui parla e si comporta. Quando poi nomina Antonella Elia, sua alleata di fatto, si capisce che in questa casa non esistono amicizie vere, solo convenienze temporanee. Sempre solida, ma meno convincente.

Antonella Elia: 5

Difende la  Manzini quando tutti la attaccano — gesto raro in questa casa — poi si fa nominare da Mussolini e perde il controllo. “Ti do un ceffone” è una frase che non si dice in televisione, qualunque siano le provocazioni ricevute. Croce e delizia, come sempre. Rimane una presenza godibile nella sua essere stralunata.

Ibiza Altea: 4,5

Torna dal monolocale con meno arroganza ma troppo tardi. Le scuse a Blu sono mezze scuse — quel “rimango della mia idea” annulla tutto. Il pubblico l’ha già scaricata, la casa l’ha già isolata. Martedì rischia seriamente di uscire. La sfida è solo tra lei e Berry.

Blu Barbara Prezia: 4

Cesara Buonamici l’ha definita grigia con una accuratissima scelta delle parole visto il suo cromatico nome di battesimo. Selvaggia Lucarelli la liquida chiudendola nel ruolo della vittima. Entrambe hanno ragione. In una casa che non perdona l’anonimato, essere incolore è già una forma di eliminazione anticipata.

Nicolò Brigante: 3,5

Compare nelle inquadrature larghe del salotto. Se gli fai notare che è inattivo, si offende. Un reality show non è un posto dove aspettare che qualcosa accada. La presenza più inutile e insignificante.

Marco Berry: 5,5

Il suo gioco di prestigio — quando legato con le corde, riesce comunque a sfilare la giacca a Todaro — è il momento più sorprendente e inaspettato della puntata. Finisce al televoto quasi per caso, non per quello che ha fatto ma per quello che non ha fatto abbastanza. Molto meglio delle prime tre puntate in cui era quasi indifendibile.

Renato Biancardi e Adriana Volpe: NC

Presenti, visibili quando serve, ma questa puntata non è stata la loro.

Grande Fratello Vip, giudizio di sintesi: un loop che non si spezza

Sei puntate, stesso schema. La casa si sta esaurendo di conflitto strutturato proprio mentre ne ha più bisogno. Se Ibiza dovesse uscire martedì, andrà via uno degli ultimi elementi di attrito reale. Quello che resta rischia di essere un gruppo troppo omogeneo per generare la tensione necessaria a tenere in piedi un reality show. La prossima puntata è martedì 7 aprile. Non c’è molto tempo per invertire la rotta.