Il GialappaShow è ripartito con l’ottava stagione di un format che, per gli standard attuali di determinati contenuti, sta facendo faville. Quando di Audience non si può più parlare, perchè non c’è molto da dire se non che il duo (ex trio) comico è una garanzia nonostante gli anni e l’usura del tempo, si affrontano altri temi ugualmente ficcanti e divisivi. Uno riguarda le imitazioni: la Gialappa’s Band, oltre a commentare con stravaganza i fatti del giorno e qualche curiosità televisiva, popola lo show con imitatori e imitatrici.
Una scelta che ha sempre fatto, sin dai tempi di Mai Dire Gol, Mai Dire Lunedì e così via. Quella di fare parodie di personaggi in vista dello spettacolo, della musica e della cultura italiana è sempre stata una risorsa particolare per i padroni di casa. La Gialappa’s Band parte da un simpatico siparietto con una parodia d’eccezione per poi passare a un video collegamento o un’altra gag particolare.
GialappaShow, le imitazioni della discordia
Il loro è una sorta di paese dei balocchi intriso nella satira con una spruzzata di politicamente scorretto. Nei limiti del possibile, anche il duo comico – negli anni – si è ammorbidito. Non solo perché ha lasciato andare un componente che ha scelto la via d’uscita necessaria dovuta alla pensione. Il distaccamento di Carlo Taranto, però, non è la ragione che ha riportato al centro del dibattito (a mezzo stampa e non solo) le imitazioni nei programmi dei Gialappi.

Qualcuno ha fatto notare che il GialappaShow avrebbe copiato imitazioni da altri colleghi e colleghe. In primis da Leonardo Fiaschi e Francesco Cicchella. Nello specifico si parla di Cremonini, Jovanotti, Achille Lauro e Sorrentino. Tutte personalità imitate precedentemente da Fiaschi e Cicchella per poi essere riproposte nel programma della Gialappa’s Band. È partita la polemica, prima a mezzo social: l’imitatore toscano ha fatto delle storie sul suo profilo ufficiale dove punzecchiava il programma di Tv8.
Polemica a distanza con Leonardo Fiaschi e Francesco Cicchella
Le frecciatine sulle piattaforme sono diventate articoli di giornale su Fanpage con Francesco Cicchella che ha parlato dell’importanza delle chiavi di lettura diverse da attribuire ai vari personaggi. La domanda, però, resta: la Gialappa’s Band ha davvero bisogno di copiare le idee degli altri? La risposta è forse.
I motivi che portano a questa situazione sono fondamentalmente due: esistono sempre meno programmi che promuovono le imitazioni come base televisiva di intrattenimento. Uno è il GialappaShow, l’altro è OnlyFun sul Nove dove Fiaschi e Cicchella – negli anni – si sono esibiti. Non c’è altra strada, per un certo tipo di performance, questi sono i due contenitori principali. Quindi è possibile che, con meno alternative, ci sia qualche doppione.
Qual è il confine tra remake e plagio
In questo caso, è opportuno farsi un’altra domanda: qual è il confine tra plagio e rielaborazione? In tempi in cui tutto è ripetizione e remake, dal cinema ai programmi del piccolo schermo (La Ruota della Fortuna docet), le imitazioni non potevano essere da meno. Le idee sono poche, o meglio: in netta diminuzione rispetto al passato, e ci si aggrappa a quelle. Cosa fare, dunque, per distinguersi? Scrivere battute diverse. Il personaggio da imitare è lo stesso, ma quello che fa sul palco (o in scena) è diverso.

Confine ideale, che passa da zona franca, talvolta rispettato e talvolta ignorato. Non solo dalla Gialappa’s Band. Qui arriviamo, dunque, a un altro punto focale: nell’epoca dei social e dei content creator ridiamo, verosimilmente, tutti delle stesse cose. Tradotto in altre parole: le performance, specialmente quelle comiche, che finiscono in televisione sono “legate” in qualche maniera all’algoritmo. Se e quando è in tendenza un personaggio, viene riproposto ovunque.
Il ruolo dei social
È successo con Jovanotti, con Cremonini e persino con Achille Lauro. Sono stati imitati perchè si trovavano in tendenza su ogni tipologia di social e – dato che GialappaShow e OnlyFun vivono anche di condivisioni sulle diverse piattaforme – badano anche ai riscontri di un certo tipo. Più un video dall’estratto televisivo rende in piattaforma, maggiori saranno le possibilità di acquisire nuove fasce di pubblico alla puntata successiva. Tradotto ancora meglio: questi format badano anche molto all’orizzonte social per arrivare a catturare porzioni di spettatori tv. Il social, in definitiva, porta persone sul divano disposte a cambiare canale da una parte all’altra dell’etere.
Oggi non vengono più, in nessun caso, fatte imitazioni perché facciano semplicemente ridere: devono fare presa in Rete. Ecco perché i personaggi scelti, da chiunque (non solo dalla Gialappa’s Band o Fiaschi o la redazione di OnlyFun), hanno anche un particolare appeal sui diversi dispositivi presenti. Attualmente tocca a Jovanotti e Cremonini essere imitati perché sono le maggiori personalità cercate sui social, per via dei tour, degli album e dei tormentoni (canori) che fanno uscire a tempo di record. Lo stesso vale per Achille Lauro.
Brenda Lodigiani e Lazza
Prima, ovvero quando i profili erano soltanto ed esclusivamente visi delle persone davanti alla tv anziché prodotto di dispositivi mobili, si ragionava per impatto. Se un personaggio, famoso o non famoso, buca lo schermo, deve essere parodiato o inventato di sana pianta. Oggi invece prima di portare a termine una parodia si valuta quanti follower ha quel determinato personaggio. Chi è fan di Lazza, per esempio, ha visto la parodia di Brenda Lodigiani a prescindere se l’ha apprezzata oppure no. Ha voluto guardarla soltanto per commentare ed essere, quindi, parte del trend del momento.
Tutto questo avviene anche con altri tipi di personaggi. Si veda Iva Zanicchi: da quando viene imitata da Giulia Vecchio, il suo profilo social è aumentato di un migliaio di follower. Questo perché, sia fan che detrattori, amando la Zanicchi vogliono commentare (in maniera positiva o negativa) una performance. Anche questo oggi è Share: diventa bagaglio di presenze, pubblico a cui attingere per cercare di fare la differenza.
Fiorello e la radio: un altro intrattenimento è possibile
La polemica del momento, quindi, per avere una profondità ulteriore, dovrebbe partire da un altro assunto che è: perchè certe personalità vengono rifatte da chiunque e non si crea un’alternativa – di qualsiasi genere – valida? C’è vita oltre Cremonini e Jovanotti, oppure De Martino? Volendo si può imitare davvero chiunque, gli spunti non mancherebbero, ma a quale prezzo? L’unico che oggi sperimenta imitazioni nuove si chiama Rosario Fiorello, ma lo fa in radio. Dove le logiche di ascolto, compresi i numeri di valutazione, sono diverse.
Infatti lo showman di Augusta propone Sergio Mattarella, Roberto Fico e addirittura ha fatto l’imitazione di Jannik Sinner attribuendogli – per esigenze di copione – persino un fratello che parla calabrese. La radio è diventato, o magari lo è sempre stato, un posto efficace per sperimentare nuove parodie.
La tv, invece, è un campo minato tra social e tendenze. Ecco perché, da un po’ di tempo, non esistono plagi ma solo remake. Altrimenti, se fossimo in un’epoca atta alle novità e alla sperimentazione, non dovremmo citare Rosario Fiorello come “nuovo che avanza” dall’alto dei suoi 65 anni. Questo è un altro discorso che non tutti hanno la forza (e la voglia) di fare. Al pari delle imitazioni più o meno riuscite.