Micaela Ramazzotti arriva a Belve e fa quello che ogni altro ospite dovrebbe fare, ma non sempre è in grado di compiere l’impresa televisiva. L’attrice, a differenza di altri colleghi e colleghe, si affida totalmente alla Fagnani. 50 minuti di colloquio che sembrano, effettivamente, un flusso di coscienza che potrebbe non finire mai. L’interprete romana a domanda risponde: senza filtri e sovrastrutture. Almeno così pare perchè – come ogni interprete – la Ramazzotti impara a gestire e mostrare le emozioni meglio di chiunque altro.
Chi recita e dirige per lavoro sa quali corde del proprio animo valorizzare e quali, invece, tenere nascoste. Il vantaggio di Micaela Ramazzotti, forse, è quello di non aver più nulla da perdere: ha ottenuto tutto quel che desiderava, in ambito professionale, la vita sentimentale è stata leggermente più burrascosa ma il punto non è questo.
Micaela Ramazzotti a Belve
Si tratta, semplicemente, di sentirsi al posto giusto nel momento giusto. Ramazzotti, nello specifico, non ha vissuto l’intervista da Francesca Fagnani come un momento per promuoversi oppure un obbligo televisivo da portare avanti. Si è divertita, come mostrano le sue risate alle domande provocatorie della conduttrice, e ha fatto divertire.
Uno scambio che porta, inevitabilmente, alla sincerità. Non possiamo sapere quanto e come ha parlato di lei: in merito al suo vissuto la platea televisiva ha appreso ciò che l’interprete ha scelto di raccontare, l’effettiva verità di ciò che ha espresso la sanno soltanto i diretti interessati. A partire dalla mamma e dall’ex marito, Paolo Virzì, fino all’attuale compagno dell’attrice.
L’intervista con Francesca Fagnani tra rivelazioni e retroscena
Quindi siamo sempre dinnanzi a racconti autentici, seppur parziali, mancando il contraddittorio effettivo. Allora perché Micaela Ramazzotti è piaciuta tanto all’interno del programma di Francesca Fagnani? La risposta si può ritrovare in un aggettivo: autentica. È stata genuina, non filtrata. Presente. Ha detto quel che riteneva e ritiene giusto, sia del privato, ma anche del pubblico e del lavoro che fa.

Proprio per questo i telespettatori hanno colto una vera e propria esigenza di togliersi anche qualche sassolino dalla scarpa. Lei preferisce i tacchi, ma i gusti estetici della Ramazzotti non sono la questione centrale del dibattito. Restando in tema di calzature, però, la donna ha lasciando intendere di aver fatto le scarpe a molti. Soprattutto a coloro che credevano di poterla “gestire” e “comandare” a bacchetta.
La “maschera” dello spettacolo italiano
Il riferimento, tutt’altro che casuale, è a tutti quegli addetti ai lavori (all’interno del mondo del cinema, ma anche dello spettacolo televisivo) che nel passato – talvolta anche nel presente – hanno pensato e magari pensano ancora di avere a che fare con una donna svampita e superficiale. La nota attrice ha raccontato, senza remore, che lei ha sempre recitato una parte: “Temevo molto il giudizio del pubblico”, ha rivelato. Con pubblico, intende anche le personalità con cui ha dovuto interfacciarsi per lavoro. Ramazzotti ha messo nero su bianco le strategie adottate in passato per arrivare a fare determinate apparizioni su piccolo e grande schermo. Rispetto alla settima arte, ma anche in relazione alla televisione, si parla sempre di presunti ricatti di natura intima per ambire a posizioni di rilievo.
Ramazzotti, con garbo e ironia, ha fatto capire che esiste anche dell’altro: ovvero le maschere che ciascuno sceglie di indossare. Nel mondo dello spettacolo televisivo e cinematografico ce ne sono tante. Lei per molti anni ha scelto di incarnare, anche fuori dai set e lontano dai red carpet, il ruolo della svampita.
Il ruolo della svampita
Lo ha fatto, come racconta, perchè ha notato che quella parte (quel determinato atteggiamento) la portava a conquistare palcoscenici importanti e vincere dei premi. Si è persino, e questo è stato forse uno dei passaggi più simpatici agli occhi del pubblico, inventata di sana pianta la frequentazione di un corso di psicoterapia. “Faceva molto donna impegnata”, ha ammesso agli occhi di una Fagnani divertita e incredula. Per non parlare di quando ha confessato di aver contattato un conoscente medico per avere un certificato medico falso. Il motivo era non fare un film a cui aveva già dato conferma di partecipare. L’espediente sarebbe dovuto essere un intervento alle corde vocali. Mai avvenuto, ovviamente.
Tutte queste rivelazioni più che Ramazzotti descrivono un business in preda a falsità e ipocrisie. Il cinema italiano, così come il mondo dello spettacolo, viene sempre accostato al Paese dei Balocchi, citando l’opera più famosa di Collodi, perchè attira ma nasconde anche tante insidie e retroscena da cui guardarsi. Micaela Ramazzotti, alla sua maniera, tra un’emozione, un affanno e qualche sorriso, lo ha fatto capire. Per lei il mondo dello spettacolo è stata l’opportunità di uscire dalla periferia e affermarsi, senza tuttavia rinnegare le proprie radici.
Una ‘lezione’ ai detrattori
Ora che ce l’ha fatta si toglie qualche soddisfazione e anche qualche peso che si portava dentro da un po’. Una sorta di “lezione” a tutti coloro che l’hanno – in maniera incauta e pregiudiziale – quasi sempre data per scontata e professionalmente inconsistente. “Pensavano fossi un po’ scema, ma io ho sempre visto e guardo tutt’ora ogni cosa”, quest’ammissione vale più di qualsiasi trattato sul tema. Lo spettacolo italiano è un business ‘marcio’ con tante luci della ribalta, ma anche parecchie zone d’ombra. Il fatto che Micaela Ramazzotti, con scaltrezza, umorismo e sagacia, le abbia tirate fuori in maniera quasi naturale – per questo inattesa – è piaciuto moltissimo al pubblico.
Resta, infatti, più che la sincerità dell’attrice, l’irriverenza con cui ha messo in riga un paio di concetti legati a dinamiche cinematografiche ancora in atto. Poi c’è tutta la questione del “circoletto” e del rapporto con l’ex marito, ma quella è una situazione ascrivibile esclusivamente alla cronaca rosa. L’altro tipo di confessioni, quelle legate all’approccio di alcuni registi e determinati produttori, invece resta una cartina tornasole rinnovata di come non sia tutto oro quel che luccica. Dentro e fuori dalla sala cinematografica. A maggior ragione, dopo la prima puntata di Belve, Micaela Ramazzotti si sente un lupo solitario. Ormai fuori da certi contrasti e prevaricazioni, ma sempre pronta ad azzannare.