Uno sbirro in Appennino stasera in Tv con Claudio Bisio: trama, cast, quante puntate sono, anticipazioni

Dimenticate, almeno in parte, la risata travolgente e i tempi comici millimetrici che lo hanno reso un’icona: stasera, giovedì 9 aprile, Claudio Bisio torna su Rai 1 con una veste decisamente più ruvida e malinconica.

Il palcoscenico di questa trasformazione è “Uno sbirro in Appennino“, la nuova serie che sposta l’asse del poliziesco italiano dalle metropoli scintillanti alle vette silenziose e tenaci delle nostre montagne.

Non è il solito procedural tutto azione e sirene, ma un racconto che sembra voler scavare nel fango e nella memoria, portando in prima serata un’Italia “di mezzo” spesso dimenticata dal cinema, ma vibrante di vita e segreti.

Al centro della narrazione troviamo Vasco Benassi, un commissario di lungo corso che, a seguito di uno scivolone professionale, viene “esiliato” a Muntagò, un borgo immaginario che però pulsa di realismo appenninico.

Per Benassi, interpretato da un Bisio intenso e stratificato, il trasferimento non è solo un declassamento, ma un vero e proprio tuffo nel passato. Tornare tra quelle valli significa infatti riaprire cassetti che l’uomo avrebbe preferito tenere chiusi, tra relazioni sospese e conti in sospeso con la propria identità.

Un cast d’eccezione per raccontare l’anima dei nostri monti

Ad accompagnare Bisio in questo viaggio tra mistero e sentimenti c’è un gruppo di interpreti che dà corpo e voce a una comunità montana orgogliosa e complessa. Spicca il ritorno della coppia artistica con Valentina Lodovini, che presta il volto a Nicole, una figura cruciale capace di far vacillare le poche certezze del commissario.

Accanto a loro, Elisa D’Eusanio (volto amatissimo di Doc – Nelle tue mani) interpreta la cugina Gaetana, mentre il giovane Michele Savoia veste i panni di Fosco, l’agente che vedrà in Benassi un mentore non convenzionale.

Ma la vera protagonista silenziosa della serie è la montagna stessa. L’Appennino, come spiegato dagli autori, non è solo una location, ma uno stato d’animo: un territorio che custodisce la memoria d’Italia, tra antiche tradizioni e il dolore dello spopolamento.

Muntagò diventa così il simbolo di una terra che resiste, dove ogni indagine criminale finisce inevitabilmente per intrecciarsi con i legami di sangue e di terra.

La serie ci terrà compagnia per quattro serate, ogni giovedì su Rai 1 a partire dalle 21.30. Per chi ama il binge-watching o ha perso l’appuntamento lineare, gli episodi sono già pronti a popolare il catalogo di RaiPlay, offrendo la possibilità di immergersi nelle atmosfere di Muntagò in qualsiasi momento.

Un appuntamento imperdibile per chi cerca una fiction capace di unire il brivido del giallo alla profondità del grande romanzo popolare.