Achille Lauro lascia XFactor dopo due stagioni. L’indiscrezione già c’era, ma la conferma è arrivata da poco attraverso i social dello stesso cantautore. Lauro ha ringraziato tutti, definendo i due anni trascorsi sul piccolo schermo in veste di giurato bellissimi. Grande affetto per i colleghi giudici, dall’altro ex Manuel Agnelli a Jake La Furia fino al neofita Gabbani. Tutto è bene, insomma, quel che finisce bene.
Grazie, da parte di Lauro, anche a Giorgia. Conduttrice e cantante che ha dato prova di tenere il palco sia quando fa i concerti, ma anche nel momento in cui decide di prestarsi all’intrattenimento. Lauro lascia XFactor, ma non dimentica quali sono le sue ambizioni: chiarisce di volersi concentrare esclusivamente sulla musica. In altre parole: non ha tempo e modo di formare musicisti emergenti, deve ritrovarsi e ritrovare l’ispirazione cercando di cavalcare al meglio ciò che sente dentro.
Achille Lauro non sarà a XFactor
L’artista, dunque, torna a creare. Cita anche Califano, a tal proposito, non esclude il ritorno – dice sui social – XFactor resta una porta semi aperta che si chiude, nel suo caso, solo per un po’. Allora, dopo aver dichiarato l’uscita, è tempo di capire quel che è stato e cosa sarà. Il toto nomi per sostituire Lauro al tavolo della giuria della trasmissione è già cominciato. Nel frattempo, però, occorre dire che Lauro ha dato tanto a XFactor, ma altrettanto gli è stato restituito dalla fabbrica di talenti più nota del piccolo schermo.

Il fattore X, infatti, Achille ce l’ha non solo per la musica. L’appeal canoro era già noto, ma la trasmissione Sky ha fatto scoprire ulteriormente quello che resta un artista completo. Il cantautore ha calcato tanti palchi prestigiosi, incluso l’Ariston con Sanremo. Mancava, tuttavia, qualcosa che gli facesse provare l’ebbrezza di reggere non solo il palcoscenico, ma anche il ritmo della performance. Cantare ed esibirsi presuppone uno schema, intrattenere in maniera ciclica deve garantire anche altro.
Un animale da palcoscenico
Lauro, grazie a XFactor, ora sa fare entrambe le cose. Si è scoperto essere animale da palcoscenico, ma anche volto televisivo affidabile e affabile. Con i suoi tormentoni, il suo carisma e persino le frasi iconiche che resteranno nella storia della trasmissione: “Senatooo” e le altre gag con il pubblico. Durante le audizioni e non solo. Insomma, citando il suo repertorio, Lauro è passato dall’essere incosciente e giovane a diventare maturo e televisivamente appetibile. Questo suo passaggio con relativa crescita si deve a una macchina mediaticamente perfetta. XFactor ogni anno sforna talenti canori, ma riesce anche a restituire professionalità televisiva di varia natura.
Lo abbiamo visto con Gabbani, da cantante a giudice e persino battutista. Merito degli autori, magari con qualche rimostranza da parte del diretto interessato, ma gli hanno cucito addosso un abito tv perfetto. Al punto da meritare anche la parodia nello show della Gialappa’s Band. Destino identico per Achille Lauro.
Il rapporto con la tv
Giorgia Todrani, invece, non ha una parodia attuale ma in passato hanno provato a imitarla. Questo vuol dire che il fattore X vale per la musica, ma anche per la televisione. Il format musicale partito dalla Rai e arrivato a Sky, nel tempo, ha subìto diverse trasformazioni ma ha consegnato numerose icone dello showbusiness. Anche nell’intrattenimento. Si pensi a Mika, dal tavolo di XFactor è arrivato a co-condurre i David di Donatello con Elena Sofia Ricci e l’Eurovision Song Contest.
Lo stesso vale per Emma che, al posto delle apparizioni televisive, ha preferito il cinema e le serie cinematografiche. Gabriele Muccino ringrazia. XFactor sta per tornare, rinnovata ancora una volta. Pronta a regalare talenti musicali al pubblico, ma anche a consegnare nuove personalità televisive su cui fare affidamento. Lo ha fatto con Achille Lauro, prima ancora con Fedez e ora ripropone Gabbani e Jake La Furia in una nuova veste. Istrioni dell’etere che, fra tv e radio, fanno la differenza. La fabbrica del talento, in tv, passa per Rogoredo dove sperimentare – in certi frangenti – non è un rischio ma una possibilità.
Morgan docet
Chiedere a Morgan che, sul tavolo di XFactor, ha messo in atto alcune delle sue performance mediatiche migliori. Polemiche incluse che poi hanno portato alla destrutturazione, con relativa rielaborazione mediatica, di quello che ancora oggi è considerato al netto di tutto un genio musicale dalla spiccata cultura. Per questo la sregolatezza, che appartiene a Castoldi, può considerarsi eccessiva ma mai del tutto fuori posto. XFactor resta una macchina perfetta che ha plasmato “piloti” da palcoscenico. Non resta che aspettare la prossima fermata.