Carburante in esaurimento: voli a rischio in tutta Europa entro poche settimane

L’Europa si trova davanti a una corsa contro il tempo per evitare una crisi senza precedenti nel trasporto aereo. Secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, le scorte di carburante per jet disponibili nel continente garantirebbero un’autonomia di circa sei settimane. Un margine estremamente ridotto che rischia di azzerarsi rapidamente se le forniture non verranno ripristinate o sostituite entro il mese di giugno.

Alla base della crisi c’è il blocco dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più importanti al mondo per il trasporto di petrolio e derivati. Da oltre un mese, questa arteria fondamentale è di fatto chiusa dall’Iran, in risposta alle crescenti tensioni geopolitiche con Stati Uniti e Israele. Le conseguenze si stanno già facendo sentire: le rotte commerciali sono paralizzate e i prezzi del carburante hanno subito un’impennata significativa.

L’Europa dipende in larga misura dal Medio Oriente per il proprio approvvigionamento di jet fuel, con circa il 75% delle importazioni provenienti da quell’area. I tentativi di diversificare le fonti, guardando a Paesi come Stati Uniti e Nigeria, non sono sufficienti a colmare il vuoto: secondo le stime, queste alternative riuscirebbero a coprire solo metà del fabbisogno mancante.

Prezzi alle stelle e voli sempre più a rischio

Il mercato del trasporto aereo è già in forte tensione. Il prezzo del carburante ha raggiunto livelli record, arrivando a 1.838 dollari per tonnellata, più del doppio rispetto al periodo precedente alla crisi. Un aumento che sta mettendo in seria difficoltà le compagnie aeree, costrette a rivedere i propri piani operativi.

Le prime conseguenze concrete sono già visibili: alcune compagnie hanno iniziato a cancellare voli per contenere i costi. È il caso di KLM, che ha annunciato la soppressione di numerosi collegamenti europei, mentre EasyJet ha registrato spese extra per decine di milioni in un solo mese. L’intero settore è in allerta e le associazioni di categoria stanno chiedendo all’Unione Europea misure straordinarie per gestire l’emergenza.

Guardando ai prossimi mesi, il rischio è quello di un’estate complicata per milioni di viaggiatori. Anche nel caso in cui le forniture riprendessero, gli esperti prevedono che i principali hub internazionali avranno la priorità, lasciando gli aeroporti minori esposti a possibili carenze. Senza una rapida soluzione, il sistema potrebbe arrivare a un punto critico, con cancellazioni diffuse e forti disagi per passeggeri e operatori del settore.

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