Papa Leone alla spianata ‘cinese’ di Kilamba: “Scompaiano odio, violenza e corruzione”. Bagno di folla per il secondo giorno in Angola

Luanda (Angola), 19 aprile 2026 – Bagno di folla per Papa Leone XIV, arrivato in papamobile alla spianata di Kilamba, dove lo hanno atteso almeno 100mila angolani. È iniziato con un’ondata di gioia e di fede il secondo giorno del Pontefice in Angola, dove resterà fino a domani. 

Decine di migliaia di fedeli hanno accolto Leone nella zona “cinese” di Kilamba, adulti e ragazzi sono arrivati da tutta la zona per assistere alla messa solenne di Prevosti, seguita dalla recita del Regina Coeli. Oggi è una giornata importante per la Chiesa: il 19 aprile 2005 il cardinale Joseph Ratzinger fu eletto Papa e scelse il nome di Benedetto XVI.

Leone: “Paese bellissimo e ferito, ha sete di pace e speranza”

“Paese bellissimo e ferito”, l’Angola ha “fame e sete di speranza, di pace e di fraternità”. Lo ha detto il Papa alla messa a Kilamba, a 30 km di Luanda, nel suo secondo giorno in Angola. Leone ricorda “il dolore da cui questo vostro Paese è stato segnato: una lunga guerra civile con il suo strascico di inimicizie e divisioni, di risorse sperperate e di povertà”.

“Quando per lungo tempo si è immersi in una storia così marchiata dal dolore – sottolinea il Papa – si corre il rischio dei due discepoli di Emmaus: perdere la speranza e rimanere paralizzati dallo scoraggiamento“. E proprio prendendo spunto dal Vangelo che ricorda i discepoli di Emmaus, il Pontefice si sofferma sulla difficoltà nell’avere speranza di “una via di uscita”. I discepoli di Emmaus, “parlano ancora di quello che è accaduto, con la fatica di chi non sa come ricominciare, né se sia possibile farlo”.

“Il Signore, anche oggi, per noi è risorto e cammina al nostro fianco mentre percorriamo la strada della sofferenza e dell’amarezza, aprendo i nostri occhi perché possiamo riconoscere la sua opera e donandoci la grazia di ripartire e di ricostruire il futuro“, prosegue il Pontefice. “Ecco tracciata anche per noi, per voi, cari fratelli e sorelle angolani, la strada per ricominciare: da una parte la certezza che il Signore ci accompagna e ha compassione di noi, dall’altra l’impegno che Egli ci chiede”, conclude il Papa.

“Non confondete la fede con la magia”

Il Papa, nella messa a Kilamba, chiede ai cattolici dell’Angola di restare “fedeli” alla Chiesa, evitando forma di magia e superstizione. “Occorre sempre vigilare su quelle forme di religiosità tradizionale, che certamente appartengono alle radici della vostra cultura, ma al contempo rischiano di confondere e di mescolare elementi magici e superstiziosi che non aiutano nel cammino spirituale. Restate fedeli a quanto insegna la Chiesa, fidatevi dei vostri Pastori e tenete fisso lo sguardo su Gesù, che si rivela in particolare nella Parola e nell’Eucaristia”, ha detto Leone XIV nell’omelia.

“Sperimentiamo che il Signore Risorto cammina accanto a noi e, uniti a Lui, anche noi vinciamo le morti che ci assediano e viviamo da risorti. A questa certezza di non essere soli lungo il cammino si unisce anche un impegno generoso che possa lenire le ferite e riaccendere la speranza”, aggiunge.

“Chiesa Angola aiuti nel perdono, ascolti il grido poveri”

“La storia del vostro Paese, le conseguenze ancora difficili che sopportate, le problematiche sociali ed economiche e le diverse forme di povertà invocano la presenza di una Chiesa che sa affiancarsi nel cammino e sa raccogliere il grido dei suoi figli”. Lo ha sottolineato Papa Leone nell’omelia della massa nella spianata di Kilamba. Una Chiesa che, ha precisato, “sa rianimare la speranza perduta“, “una Chiesa fatta di persone come voi che si donano così come Gesù spezza il pane per i due discepoli di Emmaus”.

Per il Pontefice l’Angola “ha bisogno di vescovi, preti, missionari, religiose e religiosi, laiche e laici che abbiano in cuore il desiderio di spezzare la propria vita e donarla gli uni agli altri, di impegnarsi nell’amore e nel perdono vicendevoli, di costruire spazi di fraternità e di pace, di compiere gesti di compassione e di solidarietà verso chi ha più bisogno“.

“Superate le vecchie divisioni. No a odio, corruzione e violenza”

“Anche noi – ha sottolineato il Papa – possiamo e vogliamo costruire un Paese dove siano superate per sempre le vecchie divisioni, dove scompaiano l’odio e la violenza, dove la piaga della corruzione venga guarita da una nuova cultura della giustizia e della condivisione. Solo così sarà possibile un futuro di speranza, soprattutto per i tanti giovani che l’hanno perduta”. 

Centomila fedeli nella “città fantasma” costruita dalla Cina

Sono circa 100mila i fedeli presenti alla messa presieduta da Papa Leone nella spianata di Kilamba. È quanto affermano le autorità locali. Kilamba è un vasto agglomerato abitativo – con oltre 700 condomini – situato in un sobborgo  situato a circa 30 chilometri dalla capitale dell’Angola, Luanda. 

Costruita dalla Cina (Cina International Trust and Investment Corporation), Kilamba era inizialmente considerata una “città fantasma” a causa dell’alto costo degli appartamenti. Attualmente la situazione è cambiata anche se resta comunque una zona poco abitata, e soprattutto da alcune élite del paese e da stranieri occupati nelle multinazionali

Perché il Papa a Kilamba 

È stato deciso di celebrare la messa in questo luogo perché offre una spianata capace di ospitare oltre 200mila persone. Kilamba in Angola è proprio il simbolo di quella presenza straniera, in particolare cinese, che sta puntando molto sull’Africa per le risorse, in cambio di infrastrutture come questa.

Il centro si presenta come un agglomerato di grandi palazzi colorati. Si contano circa 750 condomini, da 5 a 13 piani, un centinaio di edifici commerciali, ma anche scuole e punti sanitari. Tante le costruzioni dove accanto alla lingua locale, il portoghese, c’è anche quella cinese

Papa Leone XIV ha officiato la messa nella spianata di Kilamba
TOPSHOT – Pope Leo XIV swings the thurible as he leads a Holy Mass in Kalimba on the seventh day of an 11-day apostolic journey to Africa, on April 19, 2026. (Photo by Alberto PIZZOLI / AFP)

Rosario al Santuario di Mama Muxima

Dopo la celebrazione della messa di questa mattina, alle 15.45 il Papa si trasferirà in elicottero a Muxima per presiedere la recita del Rosario al Santuario di Mama Muxima  – che significa “Madre del Cuore” in Kimbundu, una delle lingue più parlate nel nord dell’Angola – luogo caro agli angolani. A Muxima, adulti e ragazzi sono rimasti accampati per giorni, dormendo in tenda, in attesa di vedere il Papa.