La corsa al riarmo non si ferma in tutto il mondo: l’Italia nel 2025 ha speso il 20% in più, siamo all’1,9% del Pil

Nel 2025 la spesa militare globale ha raggiunto la cifra record di 2.887 miliardi di dollari. La crescita non si ferma dato che gli incrementi si registrano ininterrrottamente da 11 anni. La fetta di Pil mondiale destinato agli armamenti, lo scorso anno è arrivata al 2,5%, il livello più alto raggiunto dal 2009, una cifra destinata ancora a crescere in questo 2026 a causa dei tanti conflitti in corso nel mondo. I dati emergono dal rapporto annuale del Stockholm International Peace Research Institute (Sipri).

L’Italia al 12esimo nella spesa per la difesa

L’Italia in questa particolare classifica figura al 12esimo posto con una spesa cresciuta del 20% a 48,1 miliardi di dollari nel 2025 registrando un incremento del 20% sull’anno precedente. Calcolato sulla spesa totale rappresenta l’1,7% del totale globale per un valore legato al Pil di 1,9%. Siamo quindi ancora sotto la soglia del 2% richiesta dalla Nato ma in netta risalita se si considera che nel 2016, ossia 10 anni fa, la spesa era all’1,3%. Nell’arco del decennio 2016-2025, la crescita complessiva è stata del 57% in termini reali.

Il Sipri segnala che nel quadro dei nuovi obiettivi Nato cresce il rischio di non distunguere tra la spesa militare vera e propria e le spese legate alla sicurezza. Come esempio, l’istituto cita proprio il tentativo italiano di includere i costi del ponte sullo Stretto di Messina nella voce “spesa militare collegata alla sicurezza”. La proposta è stata presentata dal ministero guidato da Salvini proprio nel 2025 con la Nato che ha risposto boccandola.

Militari italiani
Foto Ansa

L’Europa prima tra i continenti nel riarmo

Come prevedibile, vista la guerra in corso tra Russia e Ucraina, a guidare la classifica dei Paesi che si stanno riarmando in maniera pesante c’è l’Europa. Nel Vecchio Continente si segnala infatti una crescita del 14% che ha portato la spesa continentale a 864 miliardi di dollari. I membri europei Nato sono 29: hanno speso complessivamente 559 miliardi, con 22 di essi che hanno superato la soglia del 2% del Pil.

Germania in testa tra i Paesi Nato

La Germania guida la classifica tra i Paesi Nato con un +24% su base annua, per un totale di 114 miliardi di dollari e con un rapporto rispetto al Pil che si attesta al 2,3%. Non accadeva dal 1990 che Berlino sfondasse il tetto del 2% del Pil. Anche la Spagna sta investendo molto in armi, malgrado le posizioni critiche rispetto alla guerra in Iran e alla Nato: il paese guidato da Pedro Sanchez ha registrato un incremento del 50% raggiungendo i 40.2 miliardi. Per la prima volta dal 1994, Madrid ha superato anch’essa la soglia del 2%.

Alte ovviamente anche le spese della Russia e dell’Ucraina, con Mosca che spende il 5,9% del suo budget in armi raggiungendo la cifra di 190 miliardi di dollari, il 7,5% del Pil. Kiev ha fatto ancora di più: con un incremento del 20% spende 84,1 miliardi di dollari equivalenti al 40% del Pil nazionale.
Il Sipri spiega che i due Paesi stanno vivendo in un’economia di guerra, avendo raggiunto nel 2025 la percentuale più alta della spesa pubblica investita in armi con una tendenza destinata a proseguire anche nel 2026.

La spesa in Asia e Oceania

L’Asia e l’Oceania, in questa corsa al riarmo, non sono da meno. Qui la spesa ha raggiunto i 681 miliardi di dollari con un aumento dell’8,1%, il più alto dal 2009. La Cina, che è il secondo Paese al mondo per spesa militare, ha portato il proprio budget a 336 miliardi con un incremento del 7,4%. Si tratta del trentunesimo aumento consecutivo su base annua.

Il Giappone ha speso 62,2 miliardi (+9,7%), pari all’1,4% del Pil. Anche in questo caso si è raggiunta una quota che non si toccava dal 1958. Anche Taiwan ha aumentato le proprie spese del 14% raggiungendo i 18,2 miliardi. L’isola, come noto, vive con molta tensione la situazione con la Cina. L’India infine, ha raggiunto 92,1 miliardi (+8,9%) attestandosi quinta al mondo.

La spesa per il riarmo in Medio Oriente

In Medio Oriente la spesa complessiva è rimasta invariata a 218 miliardi (+0,1%). Dopo il cessate il fuoco con Hamas siglato a gennaio 2025 Israele ha ridotto il budget del 4,9% a 48,3 miliardi restando comunque al 97% in più rispetto al 2022. La Turchia ha speso 30 miliardi (+7,2%), l’Arabia Saudita ha raggiunto 83,2 miliardi (+1,4%) arrivando ad essere l’ottava al mondo.

 

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