Fabrizio Biggio in esclusiva a TvBlog: “Techegram nato da un pranzo con Luca Rea, nelle teche del mio cuore ci sono i film di Fantozzi e Goldrake”

Fabrizio Biggio è tornato protagonista sul piccolo schermo, un ritorno fatto di moltissima radiovisione – anche grazie alla cavalcata su Radio2 con Fiorello – un pizzico di fiction e l’inizio di una vera e propria rivoluzione digitale. Il merito è di RaiPlay che ha voluto alla conduzione di Techegram proprio l’attore e conduttore.

La peculiarità di questo programma, promosso anche dalla Direzione Generale Contenuti Digitali e Transmediali nella figura del Direttore Marcello Ciannamea, è quella di mescolare cult televisivi del passato con la forza dirompente dei social. Fabrizio Biggio è un vero e proprio traghettatore dialettico, in questo viaggio transmediale, che affronta con i suoi ospiti le peculiarità della televisione che è stata e potrà essere.

Fabrizio Biggio tra passato e presente della tv italiana

Gli interlocutori, nel corso della prima stagione di Techegram, sono stati diversi personaggi della televisione e dello spettacolo italiano: da Tony Pitony a Giulia Vecchio fino ad Andrea Delogu passando per Nino Frassica. Un ritratto televisivo a 360 gradi che ha permesso al presentatore di far conoscere meglio i volti più celebri del piccolo schermo e mostrare i contenuti più rilevanti del passato recente come se fossimo al cospetto di un algoritmo social.

TecheGram su RaiPlay con Fabrizio Biggio
Fabrizio Biggio si racconta ai microfoni di TvBlog

Techegram è andato talmente bene che potrebbe essere nell’aria una seconda stagione, sempre su RaiPlay e poi su Rai2, con nuove personalità da conoscere e intervistare. Per questo TvBlog ha voluto incontrare Fabrizio Biggio per capire com’è stata professionalmente questa esperienza e cosa potrebbe diventare nel prossimo futuro. Un avvenire ricco di sfide anche per il celebre attore e conduttore.

Techegram, un viaggio social negli archivi della Rai

Dopo questo ciclo di puntate di Techegram, com’è stato raccontare la televisione del passato recente in chiave moderna?

“È stata una scommessa andata a buon fine. Volevamo fare in modo che anche i ragazzi più giovani si appassionassero a un certo tipo di televisione. Alcuni quando c’erano determinate trasmissioni non erano neanche nati, abbiamo cercato di portare un pizzico di attualità tra i grandi contenuti Rai del passato. Personalmente ho avuto dei feedback pazzeschi, in moltissimi tra i giovani si sono resi conto delle cose incredibili e anche inedite per l’epoca che andavano in onda sulla Rai. Con questo spirito siamo partiti, Techegram è nato da un pranzo con un amico che è Luca Rea, si è rivelata un’idea vincente e ne siamo felici. Anche perché la storia del nostro Paese è dentro le teche Rai, è giusto che i giovani le riscoprano e i più maturi – che quei tempi li hanno vissuti – si lascino trasportare dalla malinconia”.

Fabrizio Biggio conduce su RaiPlay Techegram
Fabrizio Biggio al timone di Techegram (Screenshot RaiPlay) – TvBlog

Nino Frassica tra genio comico e sensibilità

 Il tipo di format è innovativo perché mescola il piano social a quello televisivo, questo connubio le ha permesso di vedere i suoi colleghi sotto una luce diversa: chi l’ha sorpresa di più e perché?

“Intanto devo dire che gli ospiti erano sempre un po’ spaesati all’inizio, questa è stata la sensazione che volevamo restituire perchè siamo sempre abituati a vedere l’ospite nei programmi che trova già la strada spianata. Invece con Techegram non sa mai cosa lo aspetta: è lui che sceglie di scorrere, stoppare, mandare avanti un video oppure passarlo. Attraverso i cult del passato (e quelle che sono le sue preferenze in tal senso) emerge anche un ritratto particolareggiato di chi si racconta. Il personaggio più sorprendente, in tal senso, è stato Nino Frassica che tutti amiamo perchè si è lasciato andare anche a un racconto inedito rispetto a quella che è la sua persona. Non solo comicità geniale, ma anche tanta profondità d’animo”.

L’amore per Goldrake

L’AlgoRaitmo televisivo di Fabrizio Biggio qual è?

“Se dovessi anche io utilizzare Techegram, credo che mi porterebbe ai cartoni animati. La prima magia che per me è associata alla televisione, sicuramente, è quella di vedere i robot: Goldrake. Poi sono arrivati tanti altri cartoni animati anche più dettagliati, ma io all’epoca di Goldrake non ci potevo credere che c’era questa cosa incredibile. Questi robot dentro una scatola magica come la tv. Ero piccolo e devo dire che, forse, ogni volta che risento quella sigla mi emoziono. Ti dico senza indugio che rivedrei i primi cartoni animati”.

Ci sarà un futuro per Techegram? Con chi le piacerebbe confrontarsi a livello di protagonista televisivo?

 “Se, come spero, ci sarà una seconda stagione per Techegram, mi piacerebbe andare a pescare – oltre i volti noti della televisione – qualche personaggio social del momento: gli influencer e i creator. Coloro che sui social danno vita a contenuti di vario tipo e vedere qual è il loro rapporto e le loro reazioni rispetto ai contenuti televisivi del passato recente. Quanto questa formazione ha influenzato un certo tipo di repertorio”.

Corrado e la nuova conduzione televisiva

Tra i grandi del passato, chi le piacerebbe riportare idealmente in vita per intervistarlo e perché?

“Senza dubbio Corrado perchè era di una modernità nella conduzione che farebbe scuola ancora oggi. È stato un presentatore che ha cominciato ad essere meno impostato e più autentico. Corrado ha portato alla ribalta una conduzione molto moderna, quindi con lui mi piacerebbe fare una puntata di Techegram al contrario. Parlare con lui facendo vedere i video della tv di oggi per capire cosa potrebbe dire o in che modo potrebbe reagire”.

La televisione del futuro, come insegna anche questo programma, sarà sempre più social: quale personaggio tv del passato sarebbe più avvezzo agli algoritmi e ai canoni delle piattaforme?

“Ti direi una coppia: Tognazzi e Vianello. Loro ne hanno combinate di tutti i colori, addirittura fino a farsi cacciare dalla Rai, quelle cose che facevano loro senza avvisare nessuno, né tantomeno chiedere permessi di alcun genere, sicuramente sarebbero diventate virali. Invito i più giovani, se magari non li conoscono, ad andarli a rivedere. Possono essere una fonte d’ispirazione importante anche per i content creator di oggi. Andate a rivedere cosa facevano e traetene giovamento”.

Da Bud Spencer e Terence Hill a Fantozzi

Qual è la trasmissione o il film del passato che senti più suo e rivede spesso per ritrovare equilibrio o rilassarsi?

“Non ho dubbi nel dirti Bud Spencer e Terence Hill. I loro film mi hanno cresciuto, mi ricordo che le loro opere mi tenevano compagnia quando ero a casa malato e saltavo la scuola. Vederli mi dava una gioia incredibile e ancora adesso è così. Sono molto legato al loro cinema. Posso dire lo stesso anche per quanto riguarda Fantozzi di Paolo Villaggio. È una di quelle maschere cinematografiche che, quando viene riproposta, non riesco a smettere di guardarla e ammirarla”.