Mohammadi in fin di vita, mobilitazione internazionale per scarcerare la Premio Nobel per la Pace. “L’Iran fornisca subito cure mediche”

Teheran, 9 maggio 2026 – È “appesa a un filo” la vita di Narges Mohammadi, 54 anni. l’attivista iraniana Premio Nobel per la Pace detenuta in condizioni disumane a Teheran. Brutalmente picchiata dalle guardie, avrebbe avuto un infarto dopo tre mesi di sciopero della fame. “È stata trasferita in ospedale, ma il ritorno in cella potrebbe esserle fatale”, hanno detto i familiari, un appello che ha scatenato un movimento internazionale per il suo rilascio immediato. 

Secondo i suoi sostenitori, Mohammadi si troverebbe “tra la vita e la morte” dopo il ricovero d’urgenza in terapia intensiva avvenuto nel fine settimana. Dopo l’appello della famiglia di Mohammadi, la piattaforma di mobilitazione internazionale Avaaz ha raccolto oltre 250mila sottoscrizioni per invocarne il rilascio: “Consegneremo le nostre firme ai governi che possono fare pressione sull’Iran“.

Subito è arrivato il sostegno ufficiale di Usa, Francia e Spagna e (solo oggi) l’appello dell’Europa: “Esortiamo le autorità iraniane ad adottare immediatamente tutte le misure necessarie affinché a Narges Mohammadi vengano finalmente e con urgenza garantite cure mediche adeguate”. Anche Bruxelles “chiede il suo rilascio immediato e incondizionato”. Mohammadi ha criticato duramente gli attacchi di Usa-Israele in Iran perché rischiano di rafforzare il regime.

Chi è Narges Mohammadi: dalla battaglia per le donne iraniane al Premio Nobel per la Pace

Quella di Mohammadi è una storia di persecuzioni e abusi. Da oltre 14 anni, è stata più volte sottoposta a detenzione arbitraria, tortura e maltrattamenti. Entrata e uscita molte volte dalle prigioni iraniane, è stata costretta anche all’esilio interno nella città di Khusf e divieto di espatrio.

“Narges Mohammadi è una delle più importanti voci del dissenso dell’Iran, sostenitrice della campagna contro la pena di morte e vicepresidente del Centro dei Difensori dei Diritti Umaniin Iran”, dicono da Amnesty International, che si sta battendo per il suo rilascio. 

Condannata a 30 anni di carcere e 150 frustrate per l’opposizione alle leggi della Repubblica Islamica nel 2016, nel 2023 è stata insignita del Premio Nobel per la Pace “per la sua lotta contro l’oppressione delle donne in Iran e la sua lotta per promuovere i diritti umani e la libertà per tutti”.

“L’Iran sta negando le cure mediche urgenti”

Secondo quanto riferito dalla famiglia, il 24 marzo Narges Mohammadi avrebbe avuto un infarto. “Da allora, la sua salute è rapidamente peggiorata e le autorità giudiziarie rifiutano di scarcerarla”. 

“Ora si trova nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Zanjan – dicono da Amnesty – ma dovrebbe ancora scontare un totale di oltre 20 anni di carcere, 154 frustate e altre sanzioni in otto processi distinti derivanti dal suo attivismo per i diritti umani. Narges soffre di serie patologie cardiache e polmonari. La sua famiglia riferisce che i funzionari del carcere le hanno comunicato che ‘fonti di sicurezza superiori’ stanno bloccando l’accesso alle cure mediche urgenti di cui ha bisogno. Narges deve essere scarcerata immediatamente e senza condizioni”. 

Narges Mohammadi, Premio Nobel per la Pace

“LUnione Europea è profondamente allarmata”

“L’Unione Europea è profondamente allarmata dalle notizie relative alle gravi condizioni di salute della Premio Nobel per la Pace, attualmente detenuta in Iran. Ricordiamo che le accuse contro Narges Mohammadi si basano esclusivamente sulla sua legittima e pacifica attività di difesa dei diritti umani e continuiamo a chiedere il suo rilascio immediato e incondizionato”, dice un portavoce del Servizio di Azione Esterna dell’Ue. 

“Chiediamo inoltre alle autorità iraniane di rilasciare tutte le persone arrestate ingiustamente nell’esercizio legittimo della loro libertà di espressione, anche durante le recenti proteste, e di rispettare gli obblighi dell’Iran ai sensi del diritto internazionale, compreso il Patto internazionale sui diritti civili e politici, di cui l’Iran è parte”, aggiunge il portavoce.

La mobilitazione internazionale: oltre 250mila firme

“Possiamo aiutarla a ottenere la libertà: i colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti sono in una fase delicata, un’enorme ondata di attenzione pubblica ora potrebbe spingere Teheran a rilasciare Narges. Non c’è tempo da perdere, dobbiamo rendere quest’appello impossibile da ignorare. Salviamo Narges ora”. È quando adfermano dalla piattaforma Avaaz, che in pochi giorni ha raccolto oltre 250mila firme

“Gli attacchi illegali di Stati Uniti e Israele contro l’Iran hanno causato un ulteriore giro di vite del regime contro gli attivisti. Molti iraniani temono che il regime, anziché indebolirsi, abbia consolidato il proprio potere. Non possiamo permettere che a pagare siano gli attivisti in prima linea. Narges è una delle prigioniere politiche iraniane più conosciute dell’Iran. Se venisse liberata, si aprirebbe uno spiraglio di speranza anche per migliaia di manifestanti, attivisti, giornalisti e difensori dei diritti delle donne attualmente in prigione”, continuano i promotori della mobilitazione. 

Usa, Spagna e Francia per Mohammadi

Anche gli Stati Uniti hanno esortato l’Iran alla scarcerazione di Mohammadi. “Chiediamo al regime iraniano di rilasciarla immediatamente e di garantirle le cure mediche di cui ha bisogno. Il mondo sta osservando”, ha scritto su X Riley Barnes, vice segretario di Stato americano per i diritti umani.

La dissidente aveva criticato duramente la guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, sostenendo che i bombardamenti colpiscono soprattutto la popolazione civile e finiscono per rafforzare il potere della Repubblica islamica. Anche Parigi e Madrid chiedono alle autorità iraniane di rilasciare l’attivista iraniana. 

Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha convocato l’ambasciatore dell’Iran in Spagna, Raza Zabib, “per esigere l’immediata liberazione” della premio Nobel della Pace “in stato critico di salute”. Albares ha informato il Congresso

spagnolo: “È necessario che Narges Mohammadi riceva l’assistenza medica necessaria, ma soprattutto esigiamo dalle autorità iraniane la sua immediata liberazione”. 

L’appello Unesco 

“L’Unesco esprime profonda preoccupazione per le condizioni mediche della giornalista iraniana Narges Mohammadi, detenuta, vincitrice del Premio mondiale per la libertà di stampa Guillermo Cano 2023 dell’Unesco e del Premio Nobel per la Pace, ed esorta le autorità a garantire che riceva cure mediche urgenti”. Lo scrive l’Unesco su X nel suo account ufficiale. “Chiediamo il pieno rispetto dei suoi diritti, della sua sicurezza e del suo benessere”, sottolinea l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura”.