Copenaghen, 15 maggio 2026 – La balena morta avvistata al largo dell’isola danese di Anholt, nel Kattegat, potrebbe essere Timmy, la megattera che si è arenata più volte lungo le coste del Mar Baltico e che ha tenuto col fiato sospeso milioni di tedeschi. L’ultima volta si era spiaggiata davanti alla costa orientale della Germania: è stata salvata con una rocambolesca operazione a bordo di una chiatta-vasca e rimessa in libertà, lo scorso 2 maggio, nel Mare del Nord.
Le dimensioni dovrebbero coincidere: tra i 10 e i 15 metri, compatibili con una megattera adulta. Anche le condizioni della pelle, gravemente danneggiata, fanno pensare a Timmy, che durante le settimane di permanenza nelle acque salmastre del Baltico – habitat inadatto per la specie – aveva sviluppato lesioni cutanee e accumulo di liquidi nei polmoni. “Sia i ricercatori con cui ho parlato, sia quelli danesi, ritengono che si tratti con grande probabilità di Timmy”, ha dichiarato ai media Morten Abildstrøm, dell’Agenzia danese per la natura di Anholt. Un veterinario tedesco che aveva seguito il caso ha già chiesto un campione di tessuto per la verifica definitiva.
La storia di Timmy è diventata un caso nazionale in Germania. Avvistata per la prima volta a marzo vicino a Lubecca, la megattera si era arenata ripetutamente lungo le coste tedesche del Baltico, fino al definitivo incagliamento nella baia di Wismar, vicino all’isola di Poel. Il presidente Steinmeier si era subito interessato personalmente consultando gli esperti, ma i tentativi di soccorso avevano dato scarsi risultati, finché due imprenditori privati – tra cui Walter Gunz, fondatore della catena di elettronica MediaMarkt – avevano deciso di finanziare l’operazione di salvataggio.
Un’operazione che era stata controversa fin dall’inizio. Diversi esperti della specie lo avevano sconsigliato, temendo che lo stress del trasporto e le possibili lacerazioni avrebbero peggiorato le condizioni dell’animale. La pressione dell’opinione pubblica – che chiedeva di non lasciare morire Timmy senza tentare il tutto per tutto – è stata però decisiva. Ora, se l’identificazione sarà confermata, il dibattito potrebbe riaprirsi.