Vienna, 16 maggio 2026 – Ecco le pagelle della finale dell’Eurovision Song Contest 2026 dalla Stadthalle di Vienna.
Danimarca con Søren Torpegaard Lund e ‘Før Vi Går Hjem’: voto Travolgente. Søren Torpegaard Lund sul palco è magnetico. E la sua voce, a differenza di quanto era avvenuto ieri nella prova riservata al voto delle giurie, stavolta non lo tradisce. Spada.
Germania con Sarah Engels e ‘Fire’: voto Fuocherello. Nel senso che parte maluccio, ma poi si riprende anche se poco. La canzone non ha nulla delle caratteristiche alle quali la Germania ci ha abituato nelle ultime edizioni dell’Eurovision Song Contest e questo ci piace particolarmente.

Israele con Noam Bettan e ‘Michelle’: voto Bella (e non intendo la canzone di Malta). La sua ‘Michelle’ è una canzone d’amore che non c’entra nulla con i messaggi politici portati da Israele negli ultimi anni e devo dire che Noam Bettan centra in pieno l’obiettivo di far abbassare le contestazioni e alzare l’attenzione del pubblico su testo e melodia. Mi piace.
Belgio con Essyla e ‘Dancing on the ice’: voto Freddo. Nel senso che non le riesce il colpaccio. E a tratti neanche la voce piena. Inizia in sordina, poi si riprende ma non abbastanza.
Albania con Alis e ‘Nân’: voto Epico. Il suo brano rimane un crescendo quasi epico e cavalleresco. La sua cotta di maglie nel freddo invernale di Vienna starebbe benissimo a chiunque. A lui senza dubbio, vista l’atmosfera della canzone. Bravo.
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Grecia con Akylas e ‘Ferto’: voto Balliamo sul mondo. Il Dargen D’Amico greco fa ballare tutti sin dalla cartolina di presentazione. Poi sale sul palco e si scatena il delirio. Grecia fra le vincitrici morali di questa edizione dell’Esc.
Ucraina con Leléka e ‘Rydnim’: voto Pausa. Nel senso che fra Grecia e Australia, l’Ucraina serve a riportarci i battiti cardiaci a livelli accettabili.
Australia con Delta Goodrem ed ‘Eclipse’: voto Empireo. Nel senso di Superstar. Delta Goodrem è una superstar in Australia – dal punto di vista delle vendite discografiche è seconda soltanto a Kylie Minogue, per dire – e sul palco dell’Eurovision Song Contest 2026 sale ben consapevole di quello che sta facendo e regalando al pubblico. La sua performance è una bomba.
Serbia con Lavina e ‘Kraj Mene’: voto Ti viene mal di gola. Caro cantante dei Lavina, amico mio, una raccomandazione: se ogni sera urli così, ti viene mal di gola. Già fa freddo e piove che sembra gennaio a Vienna, se poi non ti preservi… Canzone impossibile da ricantare anche solo se si ha la gola un pelo arrossata.
Malta con Aidan e ‘Bella’: voto Venezia. Nel senso che è Bella, ma non ci vivrei. L’utilizzo dell’italiano piazzato a caso non ha il minimo senso logico, così come l’approdo in finale di questa canzone. Per favore no.
Cechia con Daniel Zizka e ‘Crossroads’: voto Argano. Nel senso che ci tira un pochino su dopo l’immotivata finalista Malta. Per il resto, solo il finale mi suscita un po’ di entusiasmo.
Bulgaria con Dara e ‘Bangaranga’: voto Tartarughe Ninja. Nel senso che in un mondo ideale al posto di ‘Cowabonga’, le tre tartarughe ninja si aggirerebbero per le strade urlando ‘Bangaranga’. Io lo adotterò come mio inno personale.
Croazia con Lelek e ‘Andromeda’: voto Sacerdotesse. Portano sul palco un altro tempo e un altro mondo. Non è una canzone da Spotify, ma il loro è uno stile interessante.

Regno Unito con Look Mum No Computer e ‘Ein, Zwei, Drei’: voto Come siamo arrivati a questo? Il Regno Unito si deve riunire del tutto per darci una spiegazione convincente e plausibile di questa proposta all’Eurovision Song Contest 2026. “E’ tutto sbagliato, sta andando tutto al contrario” canterebbe Samurai Jay e lo affermo anch’io a gran voce. Possibile che un Paese con una tradizione e uno scenario attuale musicali così variegati e interessanti voglia offrire questo all’Europa.
Francia con Monroe e ‘Regarde!’: voto Show. Monroe ha solo 17 anni. E riesce già a portare un brano così complicato sul palco dell’Eurovision Song Contest. E lo fa con una presenza scenica pazzesca e una voce che ha fatto tremare i vetri da Vienna a Milano. Peccato che sia troppo da musical per l’Esc.
Moldavia con Satoshi e ‘Viva, Moldova!’: voto Adorabile confusione. “Saluti a tutti” cit. Li ho amati sin dal primo momento in cui li ho sentiti. Sul palco sono energia pura. Fanno caos, non sai più da che parte guardare. Ed è per questo che sono adorabilmente eurovisivi.
Finlandia con Linda Lampenius e Pete Parkkonen e ‘Liekinheitin’: voto Fuoriclasse. Linda Lampenius, ti prego: vieni a nobilitarmi la vita con il tuo violino. Canzone clamorosa: belli e bravi, bravi e belli.

Polonia con Alicja e ‘Pray’: voto Popstar. Brava, gran voce, ma niente di del tutto unico. Si perde un po’ nella varietà di proposte di questo Eurovision Song Contest.
Lituania con Lion Ceccah e ‘Solo quiero mas’: voto Uomo di latta. Si muove a scatti ed è tutto argentato. La sua performance, poi, non è di certo memorabile. Anche in questo caso, vi prego no.
Svezia con Felicia e ‘My system’: voto Rave. Nel senso che a un certo punto il brano vira su sonorità martellanti. Che stanno anche bene all’Eurovision.
Cipro con Antigoni e ‘Jalla’: voto Ritornello. Nel senso che la canzone ha solo questo. Antigoni non riuscirebbe a beccare una nota neanche se gliela tenessero ferma per un quarto d’ora davanti agli occhi. Un plauso alle ballerine che fanno un gran lavoro al posto suo sul palco. La canzone però è un tormentone.

Italia con Sal Da Vinci e ‘Per sempre sì’: voto Cult. A prescindere da tutto e da tutti, ha unito popoli al grido di ‘Una mano sul petto, io te lo prometto’. E non è cosa da poco. Anzi. Ha fatto cantare e ballare, tutto con una canzone in italiano. E’ anacronistico rispetto al 95% della musica più diffusa oggi in Italia? Certo, ma l’Europa sembra gradire. E chi siamo noi per opporci ai gusti del pubblico europeo?
Norvegia con Jonas Lovv e ‘Ya ya ya’: voto Carattere. Tiene alto il ritmo dopo il delirio Davinciano, cosa non facile. Peccato che il suo brano richiami sin troppo da vicino lo stile dei White Stripes.

Romania con Alexandra Capitanescu e ‘Choke me’: voto Internazionale. Non ha nulla delle caratteristiche delle produzioni tradizionali della Romania, è un brano diverso da tutte le proposte che questo Paese ha portato negli ultimi anni all’Esc.
Austria con Cosmò e ‘Tanzschein’: voto Bad Guy. Nel senso della canzone di Billie Eilish, che era arrivata molto prima. Un plauso all’Austria per aver portato all’Eurovision una proposta completamente differente rispetto a quella vincente di JJ con ‘Wasted love’ del 2025 a Basilea. Coraggio.