Sono stati recuperati alle Maldive gli ultimi due corpi dei subacquei italiani rimasti intrappolati nella grotta di Dhekunu Kandu. Lo fanno sapere fonti della Farnesina. Il primo è stato riportato in superficie su una barca d’appoggio, mentre il secondo è in risalita, accompagnato da un sommozzatore che sta rispettando le tappe della decompressione. Le operazioni, estremamente complesse, proseguono in coordinamento tra team finlandesi, autorità locali e forze italiane a Malé.
Già ieri una delicata staffetta tra speleosub aveva permesso il recupero di altri corpi, in un ambiente particolarmente ostile, con passaggi stretti e profondità oltre i sessanta metri. Le difficili condizioni della grotta, tra visibilità ridotta e correnti improvvise, hanno reso ogni fase del recupero estremamente rischiosa e rallentata.
La possibile dinamica
Sul fronte delle ipotesi sulla dinamica, ha preso corpo la ricostruzione legata al cosiddetto “effetto Venturi”, richiamato dal presidente della Società italiana di medicina subacquea e iperbarica, Alfonso Bolognini. Secondo questa lettura, la particolare conformazione della grotta avrebbe potuto generare una forte aspirazione idrodinamica capace di intrappolare i sub.
Cos’è l’effetto Venturi
Intervistato dall’Adnkronos, Bolognini spiega: “Ci penso da ieri, dopo aver saputo delle condizioni del sopralluogo dei subacquei della Dan Europe: hanno prima mandato un Rov (remotely operated vehicle, ndr) all’ingresso delle grotte. Non sono riusciti a farlo entrare per le fortissime correnti e hanno dovuto andare di persona loro. Da qui l’ipotesi, che oggi si è fatta più concreta quando mi hanno mandato lo schema del sito con le tre camere, un’entrata e un’uscita. Si forma un formidabile effetto Venturi”.
E ancora: “Possono essere capitate due cose, dopo l’aspirazione -ragiona Bolognini-: o sono stati risucchiati tutti o ne è stato risucchiato uno e gli altri hanno tentato un soccorso”. L’esperto sottolinea anche la preparazione del gruppo coinvolto: “Un’ipotesi concreta ‘avvalorata soprattutto dalla professionalità’ dei sub coinvolti, ‘persone altamente preparate: la professoressa, Monica Montefalcone, aveva al suo attivo oltre 5.000 immersioni e aveva tutti i brevetti”.
Nel frattempo proseguono le indagini della Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e attende le autopsie per chiarire le cause dei decessi. Saranno ascoltati anche i membri della spedizione e analizzate le attrezzature recuperate, tra cui computer subacquei e videocamere, considerate fondamentali per ricostruire gli ultimi minuti dell’immersione.
Le autorità maldiviane hanno inoltre ipotizzato possibili irregolarità nei permessi dell’imbarcazione coinvolta, mentre restano sotto esame tutte le fasi dell’escursione subacquea.
L’articolo Maldive, recuperati i corpi dei sub italiani. L’effetto “Venturi” tra le ipotesi dell’incidente proviene da Blitz quotidiano.