Roma, 23 maggio 2026 – Quasi 750 Comuni al voto, 661 nelle Regioni a statuto ordinario e il resto in quelle a statuto speciale. Oggi, domenica e lunedì, oltre 6,2 milioni di elettori sono attesi alle urne per il rinnovo delle amministrazioni cittadine. Da Nord a Sud, tra i principali capoluoghi coinvolti ci sono Venezia e Reggio Calabria, dove diversi big nazionali hanno fatto tappa per le ultime miglia di questa campagna elettorale. Obiettivo, tanto del centrodestra quanto del centrosinistra, è tenere le proprie città e innescare ribaltoni, portando a casa quanti più sindaci possibile. In quest’ottica, la maggioranza di governo vorrebbe strappare agli avversari Reggio Calabria, mentre il campo largo punta a espugnare Venezia, dopo 11 anni consecutivi di Luigi Brugnaro.
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In un panorama inevitabilmente composito e complicato dalle specificità locali, dalla presenza di civici e da coalizioni arlecchino, i due principali schieramenti già si preparano a una lettura differente dei risultati: se nella maggioranza nessuno legge questa tornata come un grande test a livello nazionale, il campo largo tiene i fari ben puntati su Venezia, comune considerato particolarmente rilevante non solo per la sua unicità, ma anche per il valore politico di un eventuale passaggio a sinistra: la Serenissima è capoluogo di Regione del Veneto, per eccellenza la roccaforte della Lega. Non per questo il centrosinistra ha tralasciato le altre sfide, con la segretaria del Pd Elly Schlein che ha fatto campagna elettorale a tappeto da Avellino a Lecco. Non si sono risparmiati nemmeno Giuseppe Conte (M5s), Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (Avs), Arianna Meloni e Giovanni Donzelli (FdI), Antonio Tajani (Forza Italia) e Matteo Salvini (Lega).
Questi i 18 capoluoghi di provincia chiamati alle urne: Venezia in Veneto, Reggio Calabria e Crotone in Calabria, Lecco e Mantova in Lombardia, Arezzo, Pistoia e Prato in Toscana, Fermo e Macerata nelle Marche, Chieti in Abruzzo, Avellino e Salerno in Campania, Andria e Trani in Puglia (che compongono la Bat insieme a Barletta), Messina, Enna e Agrigento in Sicilia. Nei vari territori le coalizioni non si presentano compatte ovunque: da Agrigento e Chieti (dove il centrodestra si è diviso sui candidati sindaco) a Salerno dove è il campo largo a essersi spaccato sulla candidatura di Vincenzo De Luca. Qui l’ex governatore dem è sostenuto da una coalizione di centrosinistra anomala, con il Pd che non presenta il proprio simbolo, mentre M5s e Avs appoggiano un altro aspirante sindaco. A Messina gli occhi sono puntati sul candidato sostenuto da Cateno De Luca (Sud Chiama Nord) che punta a fare il bis.