Un volo EasyJet diretto a Londra e partito da Hurghada, località turistica egiziana sul Mar Rosso, è stato costretto a un atterraggio di emergenza all’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma. La decisione del pilota è arrivata in seguito alla segnalazione di un passeggero, il quale ha avvertito l’equipaggio di aver lasciato un dispositivo elettronico collegato a un power bank all’interno del bagaglio da stiva. Dopo la confessione del passeggero, il personale di cabina ha informato il comandante, che a quel punto, rispettando le procedure di sicurezza, ha deciso di atterrare “a titolo precauzionale” all’aeroporto di Roma-Fiumicino. “La sicurezza dei passeggeri e dell’equipaggio è la massima priorità di EasyJet, che gestisce la propria flotta nel rigoroso rispetto di tutte le linee guida dei produttori. Ci scusiamo con tutti i passeggeri per gli eventuali disagi causati dalla deviazione”, ha spiegato la compagnia tramite una nota.
Power bank nella stiva
I power bank sono accumulatori portatili di energia che vengono alimentati da batterie agli ioni di litio. I power bank risultano essere molto efficienti nell’accumulare grandi quantità di “carica” in dispostivi dalle dimensioni ridotte. Eppure, questi dispositivi sono soggetti al cosiddetto thermal runaway, letteralmente “fuga termica”, che può verificarsi per esempio per un danno o per un difetto di fabbricazione. Si tratta di una reazione chimica a catena incontrollabile in cui la batteria si surriscalda: nei casi più gravi si verificano fuoriuscite di gas tossici, incendi o vere e proprie esplosioni. Un incendio nella stiva sarebbe un rischio enorme per la sicurezza di ogni volo. Per questo motivo, dispositivi come power bank, sigarette elettroniche e batterie al litio di ricambio non possono mai essere trasportati all’interno della stiva dell’aereo.
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