“Drasticamente”, non è un avverbio rassicurante per l’Europa se serve a misurare anche solo a spanne l’entità del disingaggio degli Stati Uniti quali motore e cuore dell’Alleanza atlantica altrimenti detta NATO.
“Ridurre drasticamente”
Alle altezze della geopolitica, un passagio epocale. Un bivio. Gli americani ripiegati sulla peggiore versione di se stessi stanno davvero progressivamente abbandonando la nave atlantica?
Oppure, come suggerisce il presidente del Comitato Militare della Nato, Giuseppe Cavo Dragone, non uno “sgangiamento” dobbiamo temere, ma di un “bilanciamento” delle spese, alla fine un prosaico problema di soldi?
Gli Stati Uniti hanno comunicato oggi agli alleati della Nato che intendono “ridurre drasticamente” il loro contributo al modulo forze previsto in caso di crisi in Europa, confermando quanto vanno dicendo da tempo, ovvero che il Vecchio Mondo deve fare di più per la sua sicurezza.
La novità è l’entità dei tagli, comunicata nel corso della riunione riservata di venerdì scorso a Bruxelles dei ‘defence policy directors’. Ebbene. Secondo quanto riportato dal tedesco Spiegel si tratta appunto di un taglio considerevole, che ha suscitato l’apprensione di molti partecipanti all’incontro.
Meno aerei, portaerei, sottomarini e droni
Gli Usa intendono, ad esempio, mettere a disposizione della Nato un numero significativamente inferiore di bombardieri strategici nonché un taglio di un terzo dei caccia. In bilico, a quanto pare, pure le due portaerei previste.
E non è tutto. Sempre sul fronte della marina, gli Usa dovrebbero tenere a disposizione meno cacciatorpediniere e, inoltre, non intendono più fornire sottomarini. Infine, anche i droni da ricognizione dovrebbero essere forniti dagli stessi europei.
Detto questo, una lista precisa – stando a quanto confidato all’ANSA da diverse fonti diplomatiche Nato – ancora non c’è e nemmeno una timeline. Le correzioni, conferma un diplomatico, appaiono però “sostanziali” e ora gli alleati sono “sotto pressione” per compensare.
Il Comandante Supremo (Saceur), il generale Usa Alexus Grynkewich, però “è pienamente coinvolto” e sta “seguendo da vicino” l’intera situazione. “Non vi è alcuna lacuna nella deterrenza”, afferma la fonte.
Non in discussione l’ombrello nucleare Usa
Secondo la testata tedesca è stato Alexander Velez-Green, consigliere senior e inviato del segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth, a illustrare i piani agli alleati. Che per l’appunto non cadono proprio dal cielo.
“Il Modello delle Forze della Nato costituisce il quadro generale per la messa a disposizione degli effettivi nazionali all’Alleanza: storicamente si è fatto eccessivo affidamento sulle capacità degli Stati Uniti”, ha commentato la portavoce Allison Hart.
“Tuttavia, poiché l’Europa e il Canada stanno investendo di più nella difesa, l’equilibrio delle responsabilità può cambiare”. In tutto questo, resta sul tavolo l’ombrello nucleare statunitense, che non è – e non è mai stato – in discussione.
L’articolo Difesa europea, Trump ci lascia in mutande ma sotto l’ombrello atomico. Tagli alla Nato: navi, caccia, droni… proviene da Blitz quotidiano.