Gunther è freddo e dominante, calcolatore e metodico. La sua intervista lascia trapelare pochissimo della sua emotività. Ha le idee chiare e le trasferisce con altrettanta chiarezza. Nel panorama della WWE è sicuramente una delle colonne per l’immediato futuro del business.
Chi è Gunther
Gunther (che in realtà si chiama Walter Hahn) è nato a Vienna nel 1988. Sarà lui uno degli highlight dell’Inalpi Arena di Torino dove a Clash in Italy affronterà per il titolo WWE l’attuale detentore, Cody Rhodes, in quello che sarà il match principale dell’evento di domenica sera, il primo Premium Live Event della WWE mai organizzato in Italia. Prima di arrivare, ha parlato in esclusiva con TVBlog.
Tuttavia Gunther non è certo un personaggio costruito a tavolino. È il risultato di un percorso lungo vent’anni che ha attraversato le palestre della Westside Extreme Wrestling in Germania, fino ai ring britannici di NXT UK, per tentare poi la scalata dentro la WWE fino ai titoli più importanti della federazione. Arriva in Italia da ex campione del mondo, due titoli pesi massimi, con un paio di record notevoli: quello di NXT Champion britannico – 870 giorni – e quello del regno intercontinentale, conquistato nel 2022 e detenuto per 666 giorni, il più lungo di sempre.
Ma a Torino Gunther ha qualcosa da dimostrare.
Gunther, a Torino
“In Italia mi aspetto tanta passione. Come a Berlino, come a Parigi: forse anche di più, voi italiani siete famosi per questo. L’Europa in generale ha sempre un’atmosfera speciale.”
Non è la prima volta che la WWE porta i suoi show in Europa: “In generale adoro venire in Italia. Sono davvero entusiasta di lottare davanti al pubblico italiano. Di voi ho solo e sempre ottimi ricordi: e grandi esperienze.”
Lui qui ha lottato prima ancora di essere la superstar WWE, era comparso come talent negli show indipendenti del nostro paese e aveva già un futuro scritto davanti.
Oltre al regno più lungo nella storia della WWE per l’Intercontinental, raddoppiando quasi il primato precedente che apparteneva al leggendario Honky Tonk Man e che resisteva dal 1987, ha immediatamente impresso una svolta al suo arrivo in WWE, conquistando il primo titolo dopo soli tre mesi di permanenza.
“Devo pareggiare i conti con Cody Rhodes”
Il match del 31 maggio non è una semplice sfida per il titolo. Per Gunther ha un significato preciso: “Bisogna rispettare Cody per quello che ha fatto,” dice. “Ma devo pareggiare i conti con lui.” La ragione è concreta: Rhodes lo ha eliminato due volte alla Royal Rumble e lo ha battuto in Arabia Saudita. “Devo sistemare la situazione.”
Cody Rhodes è l’uomo che ha vinto il titolo mondiale a WrestleMania XL completando una delle storyline più lunghe e seguite nella storia recente della WWE. Gunther è quello che lo aspetta a Torino con un record che parla da solo.
Nel 2024 ha vinto il King of the Ring battendo Randy Orton in finale, poi ha conquistato il World Heavyweight Championship a SummerSlam battendo Damian Priest, ed è diventato il primo uomo a vincere due titoli mondiali da quando Triple H è diventato responsabile creativo della federazione. Se Rhodes ha il titolo Gunther si toglieva la soddisfazione di chiudere la carriera di John Cena con una sottomissione che il campione americano – record di cinture – non aveva di fatto mai subito in carriera. Il tutto in uno dei momenti di massima visibilità globale della compagnia.
“Voglio lasciare quella porta aperta per altri talenti europei”
C’è una parte dell’intervista che va oltre il match del 31 maggio. Quando gli chiediamo del percorso che sta aprendo, Gunther diventa più riflessivo: “Spero di lasciare quella porta aperta per altri talenti europei. Spero di poter ispirare qualcuno. E dare motivazione a non mollare.”
Non è retorica. Gunther ha costruito la sua carriera fuori dai circuiti americani che tradizionalmente sfornano le star della WWE. Ha vinto titoli in Germania, Inghilterra, Irlanda e Stati Uniti prima di diventare una superstar globale. Il suo personaggio — un heel alla vecchia scuola, serio, disciplinato, con dei chop devastanti che lasciano segni visibili sul petto degli avversari e che sono diventati il suo marchio di fabbrica — non assomiglia a nulla di ciò che si vede normalmente nel wrestling americano. Ed è esattamente per questo che funziona.
“Se hai grandi sogni e vuoi raggiungerli – dice – devi attraversare momenti difficili. Fa parte del tuo percorso di crescita.”
Gunther e il ricordo che vuole lasciare
L’ultima domanda è quella più diretta: che ricordo vuole lasciare di Clash in Italy? La risposta non lascia spazio all’interpretazione. “Io che batto Cody Rhodes. Come nuovo campione del mondo dei pesi massimi. Questo è l’unico ricordo che voglio lasciare.”
Clash in Italy è domenica 31 maggio alle 19.30 all’Inalpi Arena di Torino. Trasmesso in diretta su Netflix, incluso nell’abbonamento senza costi aggiuntivi. A seguire, lunedì 1 giugno sempre a Torino va in scena WWE Monday Night RAW, e venerdì 5 giugno dall’Unipol Arena di Casalecchio di Reno WWE Friday Night SmackDown. Due gli house show italiani che chiuderanno il tour, a Roma (sabato 6 giugno) e domenica 7 a Firenze.