Roma – Professor Paolo Feltrin, politologo dell’università di Trieste, esperto di risultati elettorali e di nord-est, che opinione si è fatto del voto veneziano che ha spiazzato i pronostici e il centrosinistra?
“Anzitutto le elezioni erano già state vinte dal centrodestra nel 2015 e nel 2021. Quindi di per sé non è una sorpresa, ma semmai una conferma”.
Quindi perché tanta sorpresa?
“Dopo le vicissitudini giudiziarie sembrava che la giunta sotto inchiesta dovesse perdere le elezioni. Questo ricorda il caso ligure, dove dopo l’inchiesta sulla giunta Toti sembrava ovvio che vincesse il centrosinistra, invece si è confermato il centrodestra. La sorpresa non sta tanto nella continuità politica nel voto, quanto nel fatto che sembrava scontato un cambio dovuto a vicende giudiziarie. Un altro punto che sembrava avvalorare il successo del centrosinistra è che dalle politiche del 2022, alle europee del 2024, le regionali del 2025 e il referendum del 2026 il campo largo a Venezia ha sempre superato il centrodestra. Si poteva perciò immagina una conferma. Così non è stato”.
Spiegazioni?
“Anzitutto che le elezioni servono esattamente a questo: a smentire i pronostici. Sennò che si vota a fare? Detto questo, gli studi analitici fatti finora sono poco convincenti”.
Come l’infedeltà del voto a 5 stelle?
“Faccio ipotesi di ricerca. Una parte dell’elettorato di centrosinistra si è abituata alle comunali a votare come gli pare. Nelle elezioni generali prevale il campo largo, nelle comunali sono tre volte che prevale il centrodestra. Significa che una parte del centrosinistra ha votato per il centrodestra”.
O si è astenuta…
“Siccome ci sono sei punti in meno di affluenza, la domanda è se l’astensionismo abbia colpito il centrosinistra Se fosse vero si potrebbe pensare che una parte degli elettori sono andati al mare sicuri che avrebbero vinto. Se invece l’astensionismo è stato pari vuol dire che una parte ha votato centrodestra”.
E il divario tra città lagunare e terraferma?
“Tranne 4 sezioni di Mestre, il centrodestra vince ovunque. Si ripropone il tema del rapporto tra Ztl e periferie di tutte le città. In tutte le municipalità, tranne il centro storico, hanno vinto i candidati del centrodestra, in parte trainati dal candidato sindaco Simone Venturini in parte no. Una questione che esiste ovunque e non riguarda il candidato. È troppo semplice trovare un capro espiatoria in Andrea Martella”.
Invece?
“Guai a trasformare le municipali in politiche. È un errore di metodo. A questo proposito è interessante che Venturini non abbia voluto leader nazionali. In secondo luogo, vanno analizzati i problemi locali. Perché da una tornata come questa, essendo di piccole dimensioni cittadine, non a caso non si possono trarre tendenze nazionali, tranne che ogni luogo fa storia a sé”.
Interessante che Venturini non abbia voluto leader nazionali
E la moschea e i migranti hanno influito?
“Che la sicurezza nelle elezioni locali sia problema è certo. E che il centrosinistra sia in difficoltà altrettanto certo. Che sia decisivo non lo credo proprio guardando alla geografia del voto per sezione. Vorrebbe dire che il problema sicurezza è così dominante che ha spinto a tradire gli orientamenti pregressi salvo nel centro storico. È troppo facile. Mentre non c’è dubbio che i problemi riguardino lavoro, costo della vita e questione abitativa. Per mille ragioni si vota un sindaco che sembra fare qualcosa in più”.