Fabrizio Bosso a Chiamami Radio2: “Entrare in connessione con il pubblico, ogni volta, è una sfida bellissima”

L’emozione non ha voce, così scriveva Mogol per Adriano Celentano. Un testo che diventa regola aurea quando siamo di fronte ai suoni più emozionanti fra cui quello della tromba. A farci riflettere sull’importanza e l’intensità di questo strumento è Chiamami Radio2 che, recentemente, ha ospitato Fabrizio Bosso. È considerato il miglior trombettista jazz italiano e ha suonato con i più grandi: da Bruno Lauzi a Ornella Vanoni passando per Gino Paoli, fino a Bob Mintzer, Randy Brecker, Gianni Basso e Pietro Condorelli.

Resta uno dei massimi esponenti della musica jazz anche grazie alla presenza fissa all’Umbria Jazz Festival e restando in tema di grandi eventi passa spesso per l’Ariston. Sanremo lo accoglie e lo attende per collaborazioni con artisti di vario genere: da Sergio Cammariere a Pupo passando per Raphael Gualazzi. Recentemente, proprio a Sanremo, ha accompagnato Dargen D’Amico, insieme a Pupo, nella rielaborazione del brano Su di Noi in occasione della serata cover. Nel corso della puntata di Chiamami Radio2, andata in onda il 20 maggio 2026, affronta il proprio percorso artistico e le proprie suggestioni e influenze artistiche.

Fabrizio Bosso e la forza del Jazz

Un confronto stimolante perchè determina come approcciarsi a uno strumento delicato e importante come la tromba significhi non soltanto sacrificio e abnegazione ma anche conservazione di un riguardo e una delicatezza che devono essere innate. Avere a che fare con determinate melodie vuol dire accarezzare con cura e armonia le note. Il jazz, infatti, è tanta improvvisazione frutto di una profonda conoscenza. Questi due opposti che finiscono per attrarsi sono benzina per il lavoro di Bosso che non è mai sazio del proprio operato. L’artista vuole sempre alzare l’asticella, ma con criterio.

Federica Elmi e Agostino Penna con Fabrizio Bosso a Chiamami Radio2 (Instagram profilo ufficiale) – TvBlog

L’aspetto più interessante della lunga chiacchierata che l’artista ha portato avanti con Federica Elmi e Agostino Penna riguarda il rapporto di un artista con il pubblico. Bosso ha suonato praticamente ovunque e con chiunque, l’ultimo evento in ordine di tempo è stato il centenario della nascita di Miles Davis alla Casa del Jazz. Lo scorso 26 maggio 2026. In questi contesti così mutevoli e variegati, spiega Bosso, la chiave è soltanto una: riuscire a entrare in empatia con il pubblico. La platea più difficile non è quella che non conosce il Jazz, non è neppure quella esperta del genere, la folla più difficile da conquistare è quella che sceglie volutamente di non emozionarsi.

Il legame con il pubblico

Fabrizio Bosso lo ha detto chiaramente: “Il trucco è riuscire a toccare le corde giuste dell’animo di chi ti ascolta, ogni nota è una responsabilità e questo è il bello del nostro lavoro che poi è anche una passione”. Il riferimento era anche al maestro Agostino Penna che ha accompagnato il trombettista nato a Torino per l’intera puntata fra canzoni e rivelazioni. Rimanendo in tema di particolarità, l’artista si sofferma su un altro aspetto.

Quello legato al rapporto con lo strumento. La tromba non è solo il mezzo per incantare, diventa quasi una compagna di vita che spesso è in grado di leggere più cose di un qualunque essere umano. Il trombettista guarda il proprio strumento con amore e connessione vera. Lo stesso discorso veniva fatto da Ezio Bosso, per il pianoforte, il compianto musicista con il trombettista ha in comune soltanto il cognome ma Fabrizio – ai microfoni di Radio2 – ha spiegato ironicamente che più di qualcuno lo ha confuso con il collega. Lui ha gestito la cosa con ironia per due motivi: in primis perché il divertimento deve essere alla base di ogni artista, in secundis perchè gli insegnamenti di Ezio Bosso sono comunque un patrimonio. Quindi, spiega Fabrizio Bosso, essere accostato a lui è comunque una sensazione emozionante e divertente.

Un’agenda fitta di impegni

In chiusura di puntata Bosso ha parlato dei suoi impegni e di un’agenda fittissima che passa anche per il Novara Jazz, insieme a Rita Marcotulli e Gianni Coscia. L’inizio di un’estate ricca di appuntamenti e altrettante sfide professionali. Con la promessa di tornare dalle parti di Via Asiago per svelare qualche novità importante che bolle in pentola. La tromba di Fabrizio Bosso continua a suonare ovunque perchè – come diceva Mogol – l’emozione non ha voce ma sa toccare le corde più intime del nostro animo anche soltanto con una melodia.