La nuova riforma fiscale introdotta in Turchia punta a rendere il Paese una piattaforma attrattiva per capitali e nuovi residenti fiscali. Il provvedimento prevede l’esenzione totale per 20 anni sui redditi generati all’estero, includendo dividendi, plusvalenze e rendite finanziarie. Tali redditi non dovranno essere né tassati né dichiarati al fisco turco, a condizione che il soggetto risulti nuovo residente e non abbia avuto residenza fiscale in Turchia nei tre anni precedenti.
Per beneficiare del regime è inoltre necessario trasferire stabilmente la propria vita nel Paese per almeno 183 giorni l’anno e iscriversi all’AIRE nel caso di cittadini italiani. I redditi prodotti all’interno del territorio turco restano invece soggetti alla tassazione ordinaria.
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Agevolazioni per imprese, freelance e criptovalute
La riforma introduce importanti incentivi per professionisti e imprese. I lavoratori freelance come sviluppatori software, designer e consulenti che operano con clienti esteri possono beneficiare di detrazioni fiscali fino al 100% sui redditi prodotti fuori dalla Turchia. Le società con sede nell’Istanbul Financial Center ottengono invece l’imposta societaria pari a zero sui profitti derivanti dal commercio di transito.
Per il settore manifatturiero è prevista una riduzione della corporate tax dal 25% al 12,5%. Anche il comparto delle criptovalute viene incluso nel nuovo regime, con una tassazione agevolata al 10% sui guadagni generati tramite piattaforme regolamentate, lasciando al governo la possibilità di ulteriori riduzioni o azzeramenti in casi specifici.
Obiettivi economici e rischi del nuovo modello fiscale
Il governo turco punta attraverso questa riforma a rafforzare l’attrattività internazionale del Paese e a incentivare il rientro dei capitali usciti negli ultimi anni. L’obiettivo è trasformare il sistema fiscale in uno strumento competitivo rispetto a hub come Dubai e Singapore.
Tuttavia il contesto economico resta complesso: l’inflazione supera ancora il 30%, la lira turca continua a subire forti pressioni e molte imprese esportatrici affrontano difficoltà strutturali. La strategia fiscale mira quindi ad attirare investimenti esteri, ma il suo successo dipenderà dalla capacità di intercettare investitori stabili e dal mantenimento di equilibrio macroeconomico nel lungo periodo.
L’articolo Zero tasse per 20 anni: la mossa della Turchia che può cambiare tutto (e attirare milioni di capitali) proviene da Blitz quotidiano.