Scambiato per ubriaco e dimesso: paziente perde l’udito, risarcimento da 70mila euro

Un uomo di 47 anni si era presentato in ambulanza all’ospedale di Pavia nel 2022 accusando vertigini, nausea e una forte riduzione dell’udito a entrambe le orecchie. Dopo la visita, il medico lo avrebbe rassicurato, consigliandogli soltanto riposo e l’astensione dagli alcolici, senza ulteriori accertamenti diagnostici. Il paziente venne quindi dimesso senza terapie specifiche, nonostante i sintomi persistenti e importanti.

Il peggioramento e la diagnosi tardiva

Nei giorni successivi le condizioni dell’uomo non migliorarono. Il 19 maggio 2022 si sottopose autonomamente a una visita specialistica che evidenziò una grave “ipoacusia neurosensoriale sinistra”. A quel punto vennero avviate terapie farmacologiche e trattamenti mirati, tra cui steroidi e ossigenoterapia iperbarica, ma senza un recupero significativo. Successivamente, altri accertamenti confermarono una menomazione uditiva permanente, accompagnata da acufeni e vertigini ricorrenti, con necessità di apparecchi acustici.

La sentenza e il risarcimento

Il Tribunale di Pavia ha stabilito la responsabilità del medico e della struttura sanitaria dopo una consulenza medico-legale che ha evidenziato gravi criticità nel percorso diagnostico. Secondo i periti, non erano stati eseguiti esami fondamentali come test audiometrici o valutazioni urgenti adeguate. Il giudice ha ritenuto che una diagnosi tempestiva avrebbe potuto limitare i danni. Per questo è stato riconosciuto al paziente un risarcimento complessivo di circa 70mila euro tra danni e spese legali.

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