Zola, vicepresidente di Lega Pro, ha rilasciato queste dichiarazioni sul momento attraversato dal calcio italiano
Vice presidente della Lega di Serie C, grande fantasista in un calcio che negli anni ’90 cominciava ad escluderli, Gianfranco Zola è interventuto su Tuttosport.
ITALIA UNDER 17 CAMPIONE D’EUROPA «La conferma del fatto che a livello giovanile siamo competitivi. È un grande risultato, non il primo: merito dei ragazzi e di mister Franceschini. Bravissimi».
ABBIAMO PERSO I NUMERI 10 «È conseguenza del modo di giocare. Prima c’era meno organizzazione, le squadre avevano un creativo che inventava e ci facevano affidamento. Oggi tutti giocano la palla, si costruisce da dietro e chi ha quelle qualità fa l’esterno o il centrocampista. Poi, dipende: Yamal, che un tempo sarebbe stato un 10 e oggi fa l’esterno, salta l’uomo e si prende delle responsabilità. È questo che dobbiamo trasmettere ai ragazzi: c’è un momento in cui la palla deve circolare e uno in cui bisogna accettare i rischi».
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LA NUOVA ITALIA DI BALDINI HA FATTO BENE «Sì, ma alla Nazionale dobbiamo dare sempre di più. Ha citato alcuni grandi del passato: non dimentichiamo che Mancini, fuoriclasse assoluto, non ha mai giocato i Mondiali. Uno come Morfeo aveva una classe straordinaria, per esempio. Dobbiamo alzare il livello dei giocatori che portiamo da sotto».
SERVONO PIU’ FORMATORI «Certo. Ma prima della Primavera. Devono essere veramente bravi e qualificati quelli che lavorano con i piccoli, dagli 8-9 anni. Una volta quelle categorie le saltavi: giocavamo per strada, a 11-12 anni sapevi già muoverti. Però i tempi sono cambiati, da tanti punti di vista».
GLI STRANIERI «Non ci possiamo fare niente, le regole europee sono chiare. Io, poi, non ho nulla contro: in Inghilterra ero io lo straniero, figuriamoci. Prima ancora, ho beneficiato della presenza di grandi campioni: Maradona, Alemao, Asprilla. Ben vengano. Però devono accrescere il livello: a me non stanno bene gli stranieri che arrivano per completare le rose. Meglio dare una chance ai nostri ragazzi».
LA RIFORMA DELLA SERIE C «Ci stiamo provando. Non è perfetta, ma nulla lo è: è un modo di iniziare, la differenza la fanno i club. Però già che una Lega premi società che investono nelle strutture, negli allenatori, nel far giocare i giocatori del settore giovanile è qualcosa. Ci vorrà tanto lavoro: non è un percorso di uno o due anni».
LE SECONDE SQUADRE «Esistono in Spagna da 40 anni, non sono una novità. Ma è importante il principio: se aiutano a migliorare il movimento azzurro, ok, se espressione di interesse dei soli club no. Intanto abbiamo chiesto un’attenzione particolare per le piazze storiche della C nelle riammissioni».
LAVORARE IN FIGC «Io sono contentissimo di aver dato la mia disponibilità a lavorare con Matteo Marani e tutto il suo gruppo. Stiamo cercando di lavorare per il sistema e il nostro percorso non è finito».
L’articolo Zola non ha dubbi: «Yamal si prende la responsabilità di dribblare, dobbiamo farlo fare anche ai nostri giovani» proviene da Calcio News 24.