Multe agli operai che osavano ammalarsi, forza lavoro reclutata in India sottopagata e in regime di paraschiavismo, caporali indiani che spadroneggiano violenti mentre subappaltano la ricerca del personale di una grande industria americana: succede al cantiere del consolato Usa in costruzione in piazza Cordusio, Milano. Italia.
Di seguito la cronaca giudiziaria di di una condizione di sfruttamento del lavoro non circoscritto, come vuole il prgiudizio, a un meridione agricolo e arretrato, quello dei caporali che bruciano vivi i braccianti che non si piegano, per intenderci.
L’accusa di caporalato per la divisione italiana del colosso Caddell
La gip di Milano Angelica Cardi ha convalidato il controllo giudiziario d’urgenza per caporalato, disposto dai pm Storari e Clerici il 29 maggio, per la divisione italiana del colosso americano Caddell Construction perché avrebbe sfruttato il lavoro, anche con paghe sotto la soglia della povertà di meno di due euro l’ora, di operai indiani.
Manovali reclutati da una società indiana “a cui veniva corrisposta”, tra l’altro, da parte degli stessi lavoratori “la somma di circa 500.000 rupie”, una sorta di pizzo per lavorare.
Lavoratori che “venivano fatti arrivare, attraverso distacco” per la costruzione del consolato Usa a Milano di piazzale Accursio in una condizione di “para-schiavismo”.
“Condizioni di lavoro degradanti”
Un quadro di “condizioni di lavoro degradanti”, che “assume tinte ancora più fosche” dato che è emerso “l’utilizzo di veri e propri metodi intimidatori e minacciosi” da parte del manager Ulas Demir, ora in carcere, “nei confronti” dei manovali indiani, a cui prospettava, quando si lamentavano di paghe, contratti, orari, il “licenziamento” e il “rientro nel proprio Paese”.
Nei giorni scorsi la Procura ha fermato per pericolo di fuga (provvedimenti convalidati con ordinanze di custodia in carcere) sia Demir che il presunto “caporale operativo”, l’indiano Aji Appukuttan.
L’amministratore giudiziario nominato, Francesco Brigatti, dovrà ora, spiega la gip, “affiancare gli imprenditori nella gestione dell’azienda”, riferendo alla giudice ogni tre mesi, o comunque ogni volta che emergeranno eventuali “irregolarità”, per impedire che si verifichino ancora “situazioni di grave sfruttamento lavorativo”.
L’articolo Caporalato e paraschiavismo al Consolato Usa in costruzione a Piazzale Cordusio, Milano. Italia, 2026 proviene da Blitz quotidiano.