Dal soprannome nato per caso alla guardia del corpo a quattro zampe: ecco alcuni retroscena sul Dibu Martinez
Emiliano “Dibu” Martinez è uno dei nomi più chiacchierati per la porta della Juventus. Campione del Mondo con l’Argentina, leader carismatico e specialista dei rigori, il portiere dell’Aston Villa nasconde anche diverse curiosità che raccontano molto della sua personalità e del suo percorso. Ecco cinque aneddoti che forse non conoscevate.
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1. “Dibu” non ha nulla a che vedere con Emiliano
Molti pensano che Dibu sia semplicemente un diminutivo del suo nome, ma la realtà è molto diversa. Il soprannome nasce quando era giovanissimo nelle giovanili dell’Independiente.
A causa dei suoi capelli rossicci e delle numerose lentiggini, i compagni notarono una forte somiglianza con un personaggio della celebre telenovela argentina degli anni ’90 “Mi familia es un dibujo”. Da quel momento iniziarono a chiamarlo “Dibu” e il soprannome è rimasto per sempre, al punto da diventare più famoso del suo vero nome.
2. Prima del successo ha vissuto dieci anni difficilissimi
Oggi è considerato uno dei migliori portieri al mondo, ma la sua carriera è stata tutt’altro che semplice.
Acquistato dall’Arsenal ad appena 17 anni, Martinez ha trascorso circa un decennio senza riuscire a trovare spazio con continuità. Durante quel periodo è stato mandato in prestito in numerose squadre inglesi, vivendo una lunga gavetta tra panchine e categorie inferiori.
La svolta arrivò solo a 28 anni, quando l’infortunio del titolare Bernd Leno gli spalancò finalmente le porte della prima squadra. Da lì iniziò la sua incredibile ascesa.
3. Il segreto della sua agilità? Pilates e yoga
Nonostante la sua struttura fisica imponente, Martinez riesce a essere estremamente rapido tra i pali.
Il merito è anche di un lavoro costante su elasticità e mobilità. Negli anni trascorsi in Inghilterra, complici alcuni problemi fisici, ha scoperto il Pilates e successivamente lo Yoga, discipline che ancora oggi fanno parte della sua routine quotidiana.
Grazie a questi allenamenti riesce a migliorare la flessibilità muscolare, ridurre il rischio di infortuni e mantenere riflessi straordinari.
4. Le provocazioni sui rigori non sono improvvisate
I suoi celebri balletti e le provocazioni agli avversari prima dei penalty non nascono dal caso.
Martinez lavora da tempo con uno psicologo sportivo e utilizza precise tecniche mentali per mettere sotto pressione chi si presenta sul dischetto. Ogni gesto, parola o movimento ha l’obiettivo di aumentare lo stress dell’avversario e ridurne la lucidità nei momenti decisivi.
Una strategia che gli ha permesso di diventare uno dei portieri più temuti nelle serie di rigori.
5. Dopo il Mondiale si è affidato a una “guardia speciale”
La curiosità più sorprendente riguarda ciò che è accaduto dopo la vittoria del Mondiale con l’Argentina.
Preoccupato per la sicurezza dei suoi trofei e delle sue medaglie, Martinez ha deciso di investire circa 20.000 sterline nell’acquisto di un Pastore Belga Malinois, una razza nota per essere utilizzata anche da unità militari e forze speciali in diverse parti del mondo.
Una scelta decisamente particolare che dimostra quanto tenga ai ricordi più importanti della sua carriera.
Tra personalità, mentalità vincente e una storia fatta di sacrifici, Dibu Martinez è molto più di un semplice portiere. E chissà che presto queste curiosità non possano accompagnarlo in una nuova avventura con la maglia della Juventus.
L’articolo 5 curiosità sul Dibu Martinez che (forse) non conoscete! Alla scoperta dell’obiettivo numero uno della Juventus – VIDEO di Marco Baridon proviene da Calcio News 24.