“Cosa farà a Mediaset”, Milo Infante lascia la Rai e approda al Biscione

Il calciomercato della televisione italiana mette a segno il suo primo, clamoroso colpo da novanta. Con una mossa tanto repentina quanto strategica, Milo Infante abbandona definitivamente la Rai e sposa il progetto editoriale di Mediaset.

Non si tratta di semplici voci da corridoio: l’azienda di Cologno Monzese ha blindato il giornalista con un comunicato ufficiale che ne sancisce l’ingresso immediato nella squadra dell’informazione guidata da Pier Silvio Berlusconi.

Per Viale Mazzini si tratta di una perdita dolorosissima, considerando che il conduttore ha rassegnato le dimissioni non solo dal timone dei suoi programmi ma anche dal prestigioso ruolo di vicedirettore.

Dietro questa decisione c’è la chiusura di un cerchio d’oro. Infante lascia una Rai 2 che, grazie alle sue intuizioni, era riuscita a riaccendere una fascia oraria storicamente complessa. I record d’ascolto di Ore 14 e le ottime performance dello spin-off in prima serata (Ore 14 di sera) avevano trasformato il giornalista in un vero e proprio Re Mida del daytime, capace di trattare la cronaca nera e l’attualità con un piglio asciutto, rigoroso e senza fronzoli. Qualità che non sono sfuggite ai vertici del Biscione, determinati a proseguire quella linea di autorevolezza fortemente voluta dall’amministratore delegato.

Il doppio ruolo strategico: tra conduzione e poltrona manageriale

Ma quale sarà, nel dettaglio, il destino di Milo Infante negli studi di Cologno Monzese? Se la nota ufficiale di Mediaset si mantiene comprensibilmente sul vago, parlando di nuovi progetti e grandi responsabilità nell’area giornalistica, i retroscena che filtrano dagli ambienti televisivi, a partire dalle indiscrezioni lanciate da Dagospia, delineano un quadro ben più ambizioso e strutturato.

Per il giornalista milanese non si prospetta infatti una semplice staffetta davanti alle telecamere, bensì un doppio incarico di peso che unisce la prima serata alla gestione dietro le quinte.

Da un lato, Infante è pronto al debutto in prime time con un progetto tutto nuovo, presumibilmente incentrato sul giornalismo d’inchiesta e il racconto della realtà nazionale, i suoi veri marchi di fabbrica.

Dall’altro, per lui si aprirebbero le porte della stanza dei bottoni di Videonews, la corazzata giornalistica del gruppo che coordina i principali programmi di approfondimento delle reti Mediaset. Un ruolo dirigenziale e creativo di prima fascia, che permetterà a Infante di mettere la propria esperienza a disposizione della scrittura e della supervisione di nuovi format.

Smentiti i rumor: nessun contatto per Quarto Grado

Nelle ore immediatamente precedenti all’annuncio ufficiale, il risiko dei palinsesti aveva scatenato le ipotesi più disparate. Alcuni analisti avevano ipotizzato un clamoroso avvicendamento alla guida di Quarto Grado, vedendo in Infante il perfetto sostituto di Gianluigi Nuzzi, oppure il lancio di una nuova striscia quotidiana di informazione su Rete 4.

Fonti vicine all’azienda hanno tuttavia smentito categoricamente questi scenari: la leadership di Nuzzi non è mai stata messa in discussione e i suoi programmi di punta continueranno senza scossoni.

Il piano studiato per Infante è totalmente inedito, cucito su misura per valorizzare la sua capacità di fidelizzare il pubblico senza scivolare nel sensazionalismo.

L’entusiasmo per questa nuova avventura è stato siglato dallo stesso giornalista, che ha definito Mediaset come un vero e proprio “punto di arrivo” della sua carriera, ringraziando Pier Silvio Berlusconi per la fiducia.

A 57 anni, e nel pieno della maturità professionale, Infante si prepara a ridisegnare gli equilibri dell’informazione privata, portando in dote quel pubblico transumante che per anni lo ha seguito fedelmente sul servizio pubblico. I giochi sono aperti, e la curiosità attorno al suo debutto autunnale è già altissima.