Crans-Montana, promossi tutti i ragazzi italiani feriti: quelli svizzeri sono stati tutti bocciati per le assenze

Mentre l’inchiesta sulla tragedia di Crans-Montana prosegue, i ragazzi che sono sopravvissuti provano a riprendere le loro vite: cinque italiani sono stati dimessi, altri aspettano ancora il via libera dei medici che sorvegliano ogni giorno le loro condizioni di salute. In questi giorni è spuntata una rivelazione sul destino dei ragazzi coinvolti nella strage: secondo quanto raccontato dal padre di uno dei giovani che erano ricoverati nell’ospedale Niguarda di Milano, tutti i ragazzi italiani feriti sono stati promossi grazie a piani didattici personalizzati e programmi di didattica a distanza disposti dalle loro scuole. A quanto pare, invece, i colleghi svizzeri sarebbero stati tutti bocciati.

Svizzeri bocciati, italiani promossi

“Ce lo hanno raccontato i genitori svizzeri: le scuole dicevano che non si poteva equiparare chi ha frequentato tutti i mesi e non solo pochi. Io la trovo una mancanza di umanità incredibile”, ha dichiarato il padre di uno dei ragazzi feriti a margine del 17esimo compleanno di Francesca, una delle ragazze sopravvissute alla strage di Crans-Montana. La ragazza è ancora ricoverata al Niguarda a distanza di mesi dalla tragedia. Tra i familiari dei ragazzi feriti era infatti stata creata una chat con le altre famiglie coinvolte nella tragedia: è in queste chat che gli italiani hanno scoperto delle bocciature di massa.

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