Intorno alle ore 12 di oggi, martedì 16 giugno, è stato sgomberato nel quartiere Montesacro a Roma lo spazio anarchico Bencivenga Occupato. Lo sgombero è stato deciso durante una perquisizione e arriva dopo che nella mattinata la polizia ha eseguito sette ordini di misure cautelari nei confronti di attivisti anarchici di tutta Italia da Roma a Bologna, Napoli, Milano e in Val di Susa. Dopo la perquisizione alla ricerca di materiale che confermano la tesi accusatoria di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico, i locali sono stati murati. Fuori dallo spazio si è formato un presidio di protesta e sei anarchici sono stati portati in questura. Si è formato un secondo presidio davanti alla Questura di via Genova per chiedere il rilascio di un militante fermato durante una perquisizione domiciliare.
Nel corso delle perquisizioni è stato sequestrato numeroso materiale sensibile e altri documenti ritenuti sensibili. C’è da dire che nel luogo si svolgevano diverse attività per il quartiere, tra cui un’università per anziani, ed era all’interno di un percorso che avrebbe portato all’assegnazione da parte del Comune di Roma. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che a proposito degli arresti in tutta Italia ha parlato di “attacco durissimo alla rete anarco-insurrezionalista”, sullo sgombro del Bencivenga ha detto che “nel corso delle perquisizioni all’interno dell’immobile, occupato dal 2001, è stato ritrovato numeroso materiale che sarà oggetto di approfondimento da parte degli investigatori. Sono ora in corso le attività per la messa in sicurezza dello stabile e la riconsegna al Comune di Roma”.
I sette anarchici colpiti da misura cautelare sono finiti in carcere: a solo due di loro sono stati concessi gli arresti domiciliari. Tra le accuse ci sono quelle di aver “costituito e organizzato una compagine criminale o gruppo di affinità connotato dallo scopo di compiere atti di violenza con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico e strutturato secondo modalità e metodologie note e sperimentate nel movimento anarchico”. Due di loro sono anche accusati di aver concorso nella realizzazione di attentato a impianti di pubblica utilità, di interruzione di pubblico servizio e istigazione per delinquere aggravati dalla finalità di terrorismo. Secondo l’accusa sarebbero gli esecutori del sabotaggio alla linea dell’Alta Velocità Roma-Firenze avvenuto lo scorso 14 febbraio 2026, quando avrebbero bruciato i cavi della Tav con ordigni esplosivi artigianali paralizzando il traffico ferr0viario. E la Lega esulta per gli arresti e difende Salvini: ” Con arresti di oggi sconfessato chi negava sabotatori treni” ha dichiarato il deputato della Lega ed ex magistrato, Simonetta Matone.
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