L’ex calciatore della Juventus, Massimo Mauro, è intervenuto su diversi temi dalla Nazionale di Mancini a Palestra fino al Milan
(inviato al Royal Park I Roveri) – In occasione della 21esima edizione della Fondazione Vialli e Mauro Golf Cup presso il Royal Park I Roveri, Massimo Mauro ha parlato così ai nostri microfoni.
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VIALLI – «Per il rapporto che hanno sempre avuto Gianluca e Roberto, è come se ci fosse. Se Mancini torna a fare l’allenatore della Nazionale credo che Vialli sarà importante. Per quello che ha fatto agli Europei, riconosciuto da tutti, e non perché non ci sia più, ma perché bisogna credere nel ruolo di dirigente, essere umile con i calciatori e dirgli le cose giuste. Bisogna essere bravi a farli, umili e anche capaci».
SU MALAGO’ E PALESTRA – «Creo che Malagò abbia le competenze necessarie per poter interloquire con la politica, con lo sport e soprattutto con i presidenti delle squadre, che onestamente sono in difficoltà. Io adoro Palestra, è un giocatore pazzesco, però no può costare 50 milioni. Se un imprenditore che fa calcio dice che questo prezzo è folle non sbaglia, quindi va all’estero a comprare altro. Questo sinteticamente è uno dei grandi problemi della Nazionale. Si punta sugli stranieri invece che gli italiani, perché costano meno. Se i prezzi dei bravi italiani sono questi allora è complicato».
CARNEVALI AL POSTO DI COMOLLI UN UPGRADE PER LA JUVE? – «Non c’è dubbio ma non è giusto parlar male di Comolli. Per vincere contro Verona e Fiorentina, la Juve era adeguata. Non è colpa di Comolli se non si sono vinte quelle partite, la colpa è dei calciatori. La Juve assolutamente non deve ripetere gli stessi errori e costruire una squadra adeguata all’Europa League. Sbagliare un altro anno sarebbe gravissimo, non si può trattare i tifosi così».
YILDIZ EREDE DI DEL PIERO? – «Io ho adorato Causio, ma quando mi hanno detto che ero l’erede di Causio mi hanno rotto le scatole. Lui era un Dio del pallone e io ero troppo giovane. Credo che Yildiz abbia bisogno di fare la propria strada. Nel gioco bisogna essere furbi, capire le proprie qualità e sfruttarle. E’ giovane ma ha 22 anni, è venuta l’ora che dimostri di essere un leader».
SORLOTH E KOLO MUANI? – «Non lo so, mi piacerebbe tanto trovarmi nelle condizioni di avere responsabilità. Se non sei nessuno è troppo facile dire questo è bravo o non lo è. Kolo Muani c’è già stato, è uno che assolutamente può essere in grado di fare il centravanti della Juve, soprattutto in Europa League».
IL COMO COME MODELLO? – «No, perché giocare con indosso la maglia di Juve e Milan è diverso di farlo col Como. Ovviamente al Como auguro che diventi una grande società e squadra, ma non ha la tradizione di questi club. Bisognerebbe dire questo, che i proprietari di questi club, e non mi riferisco alla Juve ma al Milan, devono rispettare la storia e fare gli investimenti adeguati. La Juve li ha fatti, Elkann ha messo un sacco di soldi, il problema è che non sono arrivati i risultati. Poi il progetto tecnico, Fabregas, sono stati fondamentali, ma è diverso di giocare per una grande società»