Mentre i corridoi di Viale Mazzini sono attraversati dai tipici scossoni che accompagnano la definizione dei palinsesti per la prossima stagione, c’è chi incassa una pesantissima conferma strategica. Pierluigi Diaco blindato per altri due anni. Il conduttore e autore ha infatti siglato il rinnovo del contratto biennale con la Rai, ponendo una pietra miliare sulla programmazione pomeridiana della seconda rete per le stagioni a venire.
Un verdetto arrivato a margine del Consiglio di Amministrazione che ha esaminato le linee guida per l’autunno-inverno e che poggia su basi tutt’altro che precarie: i numeri. Con una media del 6% di share mantenuta stabilmente nel corso dell’ultimo ciclo di puntate, Bellamà si è imposto come uno dei punti fermi del daytime di Rai2, dimostrando una notevole tenuta in una fascia oraria storicamente complessa e competitiva.
Il talk show generazionale, che mette a confronto la Generazione Z e i Boomer in un cortocircuito di linguaggi, visioni del mondo e memoria storica, si appresta così a tagliare il traguardo della sua quinta stagione consecutiva. La formula quotidiana rimane salda nella collocazione collaudata: dal lunedì al venerdì, dalle 15:25 alle 17:00, la trasmissione proverà a consolidare un pubblico fedele che ha dimostrato di apprezzare il mix di intrattenimento leggero, interviste intime e dibattito culturale.
Quando torna BellaMà
La macchina organizzativa, in realtà, non attenderà l’autunno inoltrato per riaccendere i motori. Il ritorno in video è infatti fissato già per la fine dell’estate. Dal 31 agosto, Rai2 proporrà la striscia quotidiana Aspettando Bellamà: cinque appuntamenti speciali (in onda dalle 15:30 alle 16:15) concepiti come un vero e proprio diario di bordo della fase selettiva. Dietro il debutto della nuova stagione c’è infatti un lavoro di scouting mastodontico, certificato dalle oltre 5.000 candidature giunte alla redazione del programma.
Di queste, solo 300 hanno superato la prima scrematura arrivando alle finali, e proprio durante le puntate di fine agosto il pubblico potrà assistere alla selezione decisiva che comporrà la nuova squadra di volti e storie del programma.
In una Rai che cambia pelle, sperimenta nuove fasce e si interroga sui conduttori del futuro, la firma di Diaco rappresenta un segnale di stabilità editoriale per una seconda rete che cerca risposte certe nell’auditel senza rinunciare all’approfondimento di costume.