Villa Certosa, l’ultimo simbolo del potere berlusconiano: bandana, bunker antiatomico e vulcano artificiale, cartoline dalla Seconda Repubblica

Le ville di Silvio Berlusconi appartengono a un canone dell’immaginario politico-culturale della Seconda Repubblica: le senti citare e ti viene in mente il Cavaliere con tutto il carico biografico, e da autobiografia della nazione, che il fondatore di Forza Italia si portava appresso. Sono nell’album fotografico della politica italiana, e non solo, degli ultimi trenta e passa anni. Quella famosa, Blue Horizon, alle Bermuda, per lo scatto di Berlusconi che fa jogging con Gianni Letta, Fedele Confalonieri, Marcello Dell’Utri e Adriano Galliani. Quella celebre, villa San Martino, per le “cene di Arcore”, diventato un classico di titolo di giornale, fra alleati della coalizione di centro-destra (non ancora, dunque, destra-centro); Matteo Salvini, versione rottamatore, ha detto una volta di non sentire la mancanza di quelle cene.

epa01318665 Russian President Vladimir Putin (L) and Italian Prime Minister-Elect Silvio Berlusconi (R) wave their hands after their press conference at the Villa Certosa in Porto Rotondo in Sardenia, Italy, 18 April 2008. ANSA-EPA / MIKHAIL KLIMENTYEV RIA NOVOSTI/KREMLIN POOL / PAL

E poi, fra le tante che non abbiano neanche lo spazio di citare, la proprietà più famosa, luogo di incontri internazionali, villa Certosa – sette piscine, sette ville per gli ospiti, campi da calcio, campi da da golf, giostre, eliporto, bunker antiatomico, vulcano artificiale eccetera – che sarà venduta alla famiglia reale del Qatar Al Thani per un sacco di quattrini. Si dice 350 milioni di euro, ma vai a sapere.

https://www.quotidiano.net/video/cronaca/a-capri-lo-yacht-di-al-thani-nuovo-proprietario-della-berlusconiana-villa-certosa-b3q9j6oc

Immobiliare Idra, società del gruppo Fininvest, ha confermato ieri le indiscrezioni de La Nuova Sardegna di “aver accettato una proposta vincolante formulata da un soggetto straniero per la cessione” della storica residenza estiva berlusconiana, a Porto Rotondo, in Sardegna. Un paio d’anni fa c’era stato l’interessamento di Hassanal Bolkiah, sultano del Brunei, poi non se n’è fatto di niente, forse non c’era abbastanza spazio per le sue 452 Ferrari e le 500 Rolls Royce.

Villa Certosa

Non c’è dimora più rappresentativa del potere berlusconiano di Villa Certosa, là dove si recarono autocrati (Vladimir Putin) e stelle del progressismo mondiale (Tony Blair con la moglie Cherie accolti dal Cav in bandana), compreso anche qualche compagnone come Mirek Topolanek, primo ministro della Repubblica Ceca dal 2006 al 2009, ma dalle nostre parti noto soprattutto per le foto in cui appariva nudo in giardino durante la vacanza trascorsa in Costa Smeralda nel maggio 2008.

Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani

Sulla villa da anni si rincorrevano voci di vendita, anche quando era in vita Berlusconi. Nel 2013 il quotidiano spagnolo Abc scrisse che un imprenditore era in procinto di firmare l’acquisto della proprietà per circa 400 milioni di euro, creando agitazione sull’isola. Ma erano davvero altri tempi e con abitudini da rockstar. Oggi, come peraltro già annunciato dopo la morte del padre, gli eredi Berlusconi procedono più sobriamente alla vendita del patrimonio residenziale, smontando una villa alla volta il leggendario berlusconismo immobiliare.

Villa Certosa

Questione anche di costi, forse. Nel 2024 il Financial Times calcolò che prima della morte di Berlusconi, avvenuta nel 2023, le spese di gestione delle proprietà, compresa quella in Costa Smeralda, erano passate da 21 milioni di euro a 24 milioni di euro: “Più della metà dei costi era legata a riparazioni, manutenzione e cura degli spazi esterni. I costi totali dell’elettricità nel 2022 ammontavano a 1,3 milioni di euro”. Gli Al Thani, che stanno comprando un pezzo di storia – evidentemente non per farne un museo – non avranno di certo problemi a mantenere l’enorme proprietà sarda da 4.500 metri quadri.